Il Silmarillion di J.R.R. Tolkien

Il Silmarillion (The Silmarillion) è un’opera mitopoietica scritta da J. R. R. Tolkien – e pubblicata postuma nel 1977 da Christopher Tolkien – che narra le vicende di Arda, dalla sua creazione fino alla Terza Era.

Il Silmarillion, insieme ad altre opere dello stesso autore, dà forma a una estesa, sebbene incompleta, narrazione che descrive l’universo di Eä, nel quale si trovano le terre di Valinor, Beleriand, Numenor e la Terra di Mezzo, nell’ambito della quale si svolgono Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli.

Considerata dal figlio dell’autore Christopher Tolkien l’opera primaria, fondamentale e centrale del padre, è stata forse anche quella più amata dal suo autore; essa non è e non vuole essere un romanzo, ma piuttosto un corpus mitologico, o legendarium, ideato come cuore dell’universo tolkieniano, una serie di narrazioni e vicende a cui l’autore lavorò per tutta la vita, senza terminarle, utilizzandole nel frattempo quale base per sviluppare alcuni dei suoi capolavori, quali Il Signore degli Anelli o Lo Hobbit.

OMAGGI
A Tolkien è intitolato il cratere Tolkien su Mercurio.
I colles di Titano sono intitolati a personaggi delle opere di Tolkien.
I montes di Titano sono intitolati a vette e montagne della Terra di Mezzo.

QUARTA DI COPERTINA
“Il Silmarillion”, iniziato nel 1917 e la cui elaborazione è stata proseguita da Tolkien fino alla morte, rappresenta il tronco da cui si sono diramate tutte le sue successive opere narrative. “Opera prima”, dunque, essa costituisce il repertorio mitico di Tolkien, quello da cui è derivata la filiazione delle sue favole: “Lo Hobbit”, “Il Signore degli Anelli”, “Il cacciatore di Draghi”. “Il Silmarillion”, che comprende cinque racconti legati come i capitoli di un’unica storia sacra, narra la parabola di una caduta: dalla “musica degli inizi”, il momento cosmogonico, alla guerra di Elfi e Uomini contro l’Avversario. L’ultimo dei racconti costituisce l’antecedente immediato del “Signore degli Anelli”.

STRUTTURA DELL’OPERA
Il Silmarillion comprende cinque parti. La prima, Ainulindalë (la Musica degli Ainur), riferisce della creazione di Eä, il «Mondo che È». La seconda parte, Valaquenta, riporta la descrizione dei Valar, le «Potenze del Mondo», e dei Maiar. La terza sezione, Quenta Silmarillion, riguarda gli eventi prima e nel corso della Prima Era, incluse le guerre per i Silmaril. La quarta parte, Akallabêth, concerne gli avvenimenti legati alla Caduta di Númenor e del suo popolo durante la Seconda Era. L’opera si chiude con una parte intitolata Degli Anelli del Potere e della Terza Era in cui vengono riassunti gli eventi della Seconda e Terza Era dei quali sono protagonisti gli Anelli del Potere: questo racconto narra gli avvenimenti accaduti prima del “Lo Hobbit”.

Al momento della pubblicazione, le recensioni del Silmarillion furono generalmente negative. L’opera fu criticata, infatti, per la sua eccessiva serietà, mancando in essa i momenti spensierati rilevati nel Signore degli Anelli e, soprattutto, ne Lo Hobbit. Altre critiche compresero la lingua arcaica difficile a leggersi e i nomi molto difficili, anche da ricordare.
Nonostante le critiche iniziali, alcuni recensori elogiarono l’opera tolkieniana. The New York Times Book Review riconobbe che «ciò che è, in definitiva, assolutamente toccante è […] l’originale eroismo dello sforzo di Tolkien». TIME descrisse Il Silmarillion come «maestoso, un lavoro maturato così a lungo e con tanta potenza nell’immaginazione dell’autore che travolge il lettore». The Horn Book Magazine lodò inoltre il «notevole insieme di leggende generato con una potente immaginazione e narrato in una lingua magnifica». John Calvin Batchelor, recensendo l’opera per The Village Voice, affermò trattarsi di un «impegnativo ma incontestabile capolavoro del fantasy» e apprezzò il personaggio di Melkor, la cui arma principale era «la sua capacità di corrompere gli uomini offrendo loro monili per la loro vanità».
Robert M. Adams del The New York Review of Books definì Il Silmarillion «una vuota e ampollosa seccatura», «un caso letterario di nessuna importanza», sostenendo inoltre che il motivo principale del successo del libro fosse da attribuirsi alla fama del suo autore conseguita attraverso la popolarità del Signore degli Anelli e de Lo Hobbit; sostenne che Il Silmarillion sarebbe stato più comprato che letto. School Library Journal definì l’opera in termini negativi in rapporto agli altri lavori di Tolkien. Peter Conrad della rivista di sinistra New Statesman si spinse a dire che «Tolkien non sa affatto scrivere».

AUTORE
John Ronald Reuel Tolkien (Bloemfontein, 3 gennaio 1892 – Bournemouth, 2 settembre 1973) è stato uno scrittore, filologo, glottoteta, accademico e linguista britannico.
Importante studioso della lingua anglosassone, è l’autore de Il Signore degli Anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere high fantasy, quali Lo Hobbit e Il Silmarillion. Fu Rawlinson and Bosworth Professor di antico inglese dal 1925 al 1945 e Merton Professor di lingua e letteratura inglese dal 1945 al 1959 presso l’Università di Oxford, dove contribuì alla creazione del New Oxford English Dictionary. Nel 1961 Lewis segnalò Tolkien alla giuria del Premio Nobel per la letteratura, che però lo scartò, perché la sua scrittura venne definita “prosa di seconda categoria”. Nel 1972 Tolkien ricevette la laurea honoris causa all’Università di Oxford e fu insignito dalla regina Elisabetta dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Sebbene diversi altri autori avessero pubblicato opere di narrativa fantasy prima di Tolkien, il grande successo de Lo Hobbit e de Il Signore degli Anelli, nella loro edizione in brossura negli Stati Uniti, condusse a una riscoperta del genere e diede piena legittimazione all’invenzione di mondi immaginari autonomi e internamente coerenti, senza più la necessità di giustificare la loro esistenza come racconti di viaggio in luoghi esotici, sogni che scompaiono all’alba o favole. I suoi scritti hanno ispirato molte altre opere fantasy e hanno avuto un effetto duraturo su tutto il genere, al punto che Tolkien può essere considerato lo scrittore di fantasy più importante del XX secolo. Nel 2008 The Times ha posizionato Tolkien al sesto posto nella classifica de “I 50 più grandi scrittori inglesi dal 1945”.

Nel 1937 venne pubblicato Lo Hobbit, scritto e pensato per un pubblico giovane, ma già inserito in uno sfondo ben più vasto e complesso. Il libro riscosse grande successo tanto che Tolkien, su richiesta dell’editore, mise mano a tutto il materiale, scritto o solo abbozzato, che aveva prodotto fino ad allora. Pur essendo Lo Hobbit la sua opera prima di narrativa, rappresentò una tappa fondamentale nella sua carriera di scrittore: infatti attorno al nucleo originario di quest’opera l’autore sviluppò, nel decennio successivo, il mondo immaginario per il quale è conosciuto, quello della Terra di Mezzo, che prese definitivamente forma con Il Signore degli Anelli, unanimemente riconosciuta come la sua opera più importante. Scritta in una lingua molto ricercata che cerca di ricostruire la semplicità e la severità dell’inglese medievale, l’opera – considerata dall’autore come un unico libro e non una trilogia – viene inizialmente pubblicata per ragioni economiche ed editoriali in tre distinti volumi: La Compagnia dell’Anello (1954), Le due torri (1955) e Il ritorno del re (1955).

Dopo la raccolta di poesie Le avventure di Tom Bombadil (1962), Tolkien pensò alla possibilità di mettere in musica le molte canzoni di cui sono disseminate le sue opere: nel 1968, il musicista Donald Swann pubblicò un ciclo di liriche su testi di Tolkien, dal titolo The Road Goes Ever On. Negli anni seguenti Tolkien lavorò a un’altra opera, Il Silmarillion, iniziata in verità già dal 1917, che portò avanti fino alla morte, ma che non riuscì a concludere, e che fu poi pubblicato postumo insieme a The History of Middle-earth dal figlio Christopher. Grande amante della natura, trascorse gli ultimi anni di vita, dopo il suo ritiro avvenuto nel 1969, nella città costiera di Bournemouth, dove morì all’età di ottantuno anni, il 2 settembre del 1973, due anni dopo la morte di Edith. Sono sepolti insieme nel cimitero di Wolvercote, nei sobborghi di Oxford. Come segno del suo attaccamento alla sua opera decise di fare scolpire sulla lapide della moglie il nome Lúthien e sulla sua il nome Beren, protagonisti della romantica storia Beren e Lúthien.

STAY CURIOUS!

 

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