LA FORTEZZA DEI COSMONAUTI DI KEN MACLEOD

Su Urania Collezione la prima parte della trilogia “Engines of Light” di Ken MacLeod.

Il futuro immaginato dallo scrittore scozzese Ken MacLeod per l’inizio della sua trilogia Engines of Light non è molto distante dalla nostra epoca, tuttavia le cose sono cambiate moltissimo.
Nel 2040 la Russia, tornata comunista, ha conquistato una buona fetta dell’Europa, il Regno Unito ora si chiama FUK, former United Kingdom o ex Regno Unito, la tecnologia è cresciuta esponenzialmente e da una stazione spaziale ribelle arriva la notizia di un contatto con gli extraterrestri.
Su questa base di partenza si innestano due linee narrative, una che parte da Edinburgo e racconta le vicende di Matt Cairns, programmatore e membro dell’International Workers of the World Wide Web (o Webblies), l’altra ambientata a 200 anni dalla prima su un lontano pianeta, Mingulay, dove gli uomini convivono con diverse specie intelligenti.
Sin dal primo romanzo della trilogia, La fortezza dei cosmonauti, MacLeod intreccia differenti linee temporali in modo intricato, mescolando temi classici della fantascienza con massicce dosi di avventura e nuove idee, una per tutte la creazione del Webblies, l’unione dei programmatori poi ripresa da Cory Doctorow nel suo romanzo For the win (2010).
Lo stile di MacLeod richiede pertanto un certo sforzo di comprensione al lettore, ma questa piccola fatica viene ampiamente ripagata da una space opera moderna e affascinante.

QUARTA DI COPERTINA
Matt Cairns fugge dalla Scozia per approdare su una stazione spaziale; ha con sé informazioni cruciali fornite dagli alieni che darebbero agli esseri umani i mezzi per il viaggio interstellare. Duecento anni dopo, il biologo Gregor Cairns, un discendente degli esploratori che hanno colonizzato il pianeta Mingulay, si rende conto che navigare tra le stelle potrebbe essere alla portata degli umani.

L’AUTORE
Ken MacLeod, scozzese, nasce nel 1954 ed è considerato uno dei maggiori scrittori britannici: finalista al premio Arthur C. Clarke, Nebula e Hugo e vincitore del BSFA e dell’Eurocon 2000 come miglior autore. Nelle sue opere convergono tre filoni: spaziale, come nella Fortezza dei cosmonauti, ipertecnologico, con i problemi connessi al “postumanesimo” (pur rimanendo cauto sui pericoli della cibernetica del futuro) e infine quello politico. Non è un caso che il titolo di questo romanzo faccia riferimento ai “cosmonauti”, la dizione russa per astronauti (fantascienza.com/24043/la-fortezza-di-ken-macleod).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...