Altri pacchettini in partenza!

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Sono contento che abbiate iniziato ad acquistare i romanzi anche su andreabindella.com, per me è davvero un piacere spedirveli 🙂 .

Grazie a tutti !!!!!

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LA LUCE NERA DI KEN MACLEOD

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Continua la serie Engines of Light di Ken McLeod, dedicata al primo contatto con una specie aliena molto particolare.

Lo scrittore scozzese ha immaginato un futuro alternativo per il mondo, dove l’Unione Sovietica è risorta e domina una buona parte del pianeta e la tecnologia spaziale è avanzatissima.
In questo scenario si innesta il primo contatto con una specie aliena, grazie al quale l’umanità ha colonizzato il pianeta Mingulay, dove convive con una razza di sauri intelligenti.
In Luce nera, secondo volume della trilogia, ritroviamo i protagonisti del primo episodio della saga, in particolare Matt Cairns, l’uomo quasi immortale.
Egli sospetta che la Seconda Sfera, un vasto e potente nodo di civiltà aliene, voglia impedire agli umani e ad altre specie l’espansione tra le stelle, una situazione insopportabile.
Il viaggio di Cairn verso il mondo di Croatan potrebbe svelare la verità e portare a una rivoluzione interstellare.

QUARTA DI COPERTINA
Il romanzo riprende da dove avevamo lasciato i Cosmonauti e li porta questa volta nella “Seconda Sfera”, una serie di sistemi solari in cui la vita è stata impiantata artificialmente da una misteriosa specie aliena e trascendente. Matt Cairns, il semidio, il quasi immortale, sviluppa una forma di viaggio interstellare per scoprire di più su questi esseri misteriosi, il cui segreto potrebbe nascondere la chiave per garantirgli il potere assoluto e il dominio sulla Terra e i suoi abitanti. Ma Gregor ed Elisabeth, eroici protagonisti del primo romanzo, non resteranno a guardare. Chi avrà la meglio?

L’AUTORE
l suo nome completo è Kenneth Macrae MacLeod, è nato nel 1954 a Stornoway, una piccola città nelle isole Ebridi.
Si è laureato in zoologia all’università di Glascow, ha poi conseguito un master con una tesi sulla biomeccanica.
Dopo la laurea ha fatto vari lavori fra cui quello di analista programmatore.
Ha successivamente iniziato a scrivere e pubblicare narrativa negli anni ’90.
MacLeod nei suoi romanzi propende per argomenti come manipolazioni genetiche, meccanica quantistica e quant’altro riguarda la tecnologia, a cui unisce spesso scenari sociali profondamente politicizzati (fantascienza.com/24223/la-luce-nera-di-ken-macleod).

 

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LA MISSIONE IMPOSSIBILE DI MIKE RESNICK

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Il primo romanzo della trilogia Dead Enders del pluripremiato Mike Resnick.

Il numero di Urania che inaugura il 2019 è la prima parte della trilogia detta Dead Enders (tradotto in italiano con Senza Speranza), scritta da Mike Resnick e ambientata, inutile dirlo, nel Birthright Universe, il maxi-ciclo che, in oltre trenta romanzi, racchiude millenni di storia futura dell’umanità.
Nel primo libro della serie, Orion – la fortezza, troviamo la Democrazia, composta in massima parte da umani) in guerra con gli alieni della Coalizione Transkei, un conflitto dall’esito quanto mai incerto.
Sull’orlo della disperazione i comandi della Democrazia ricorrono a una carta disperata, una missione impossibile che dovrà essere portata a termine del colonnello Nathan Pretorius e dalla sua squadra.
Un compito semplice, penetrare in una fortezza nemica, sostituire il comandante in capo delle forze Transkei, il generale Michkag, con un clone e tornare indietro con l’originale.

QUARTA DI COPERTINA
Avete presente I Guardiani della Galassia della Marvel? Ecco, Orion: La Fortezza di Mike Resnick presenta un gruppo di avventurieri che in qualche modo li ricordano.
Il Colonnello Pretorius, eroe di guerra, esperto di missioni da infiltrato, il Cyborg Felix Ortega, l’esperto di computer Toni Levi, la contorsionista pregiudicata Sally “Cobra” Kowalski, l’essere semi-umano dai poteri empatici, Circe, l’alieno Gzychurlyx e Madame Matusalemme – i Senza Speranza (Dead Enders in inglese) – dovranno infiltrarsi nella Fortezza di Orione, rapire il Generale Michkag (o assassinarlo) per mettere al suo posto un clone appositamente istruito per passare informazioni di vitale importanza alla Democrazia, nella sua lotta contro la Coalizione Transkei. E scappare vivi, ovviamente!

L’AUTORE
Michael (Mike) Diamond Resnick ha vinto ben cinque premi Hugo e un premio Nebula. Ha scritto oltre cinquanta romanzi. Orion: La Fortezza è il primo libro di una nuova trilogia (quella dei Dead Enders), ambientata nel Birthright Universe, creato da Resnick nel romanzo Birthright: The Book of Man del 1982 (fantascienza.com/24283/la-missione-impossibile-di-mike-resnick).

 

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Nuove pubblicazioni

Pubblicati due nuovi romanzi

 

“Anima sintetica” è lo spin-off di Terra 2486 e può essere letto prima o dopo il romanzo.

«Quello che avverrà, sarà determinato da quello che è accaduto. Quello che era destinato, si ripeterà come in un ciclo». (Zecharia Sitchin)

Grazie alla tecnologia aliena di cui sono entrati in possesso, gli abitanti di Akgua sono convinti di poter vincere la guerra; se poi riuscissero a dare un’anima a quella macchina, potrebbero addirittura conquistare l’intero universo.

Gli inconsapevoli protagonisti di questa avventura si troveranno a fare i conti con pericolosi controllori del tempo e antiche civiltà perdute che cercheranno di reclamare la loro sovranità.

Sarà possibile cambiare il futuro intervenendo nel passato o il fiume degli eventi continuerà a scorrere sempre nella stessa direzione?

Per Blue e Alkita tutto questo non sembra fare alcuna differenza.

 

“Il compagno ideale” è una raccolta di racconti da leggere tutta d’un fiato.

Che tu sia un sognatore, un amante della fantascienza, un appassionato del fantasy o semplicemente un tipo ironico, tra questi racconti troverai il compagno ideale per le tue letture.

Se ti piace iniziare e finire una storia nell’arco di una serata, quello che ti ci vuole è proprio una storia breve.

Gli specchi celano un terribile segreto, ma Stefano sembra aver trovato il modo di combatterli.

Le ex mogli possono essere davvero terribili quando decidono di vendicarsi.

YouTube racchiude migliaia di corsi, riuscirà Francesco a svaligiare una banca?

Riuscirà una bambina a insegnare le buone maniere agli adulti?

L’agente Cobb questa volta sarà alle prese con il cattivissimo Roobbler e dovrà trovare il modo di sconfiggerlo se vorrà salvare l’umanità.

Neigmor, il guerriero, sarà messo a dura prova e dovrà combattere contro dei nemici molto forti e astuti.

I due elfi Hitty e Radtz dovranno affrontare innumerevoli pericoli per riuscire a salvare il loro amico.

Ricardus si ritroverà a maledire il giorno in cui è quasi morto.

Una delle spie più formidabili di Akgua farà una scoperta che probabilmente la porterà a morte certa.

I GIGANTI DI PIETRA

Dalla verde e piacevole campagna inglese ai misteriosi moai dell’isola di Pasqua in un romanzo sospeso tra gotico e fantascienza.

Un avvenimento apparentemente banale, il ritrovamento di una vecchia e bizzarra scultura in un cimitero abbandonato, è l’inizio di una vicenda complessa e piena di misteri e orribili pericoli.
Dal paese di Isling il protagonista si troverà coinvolto in una spirale di strani incidenti, morti e disastri che lo condurranno dapprima a Stonehenge, poi nella remota isola di Pasqua e infine oltre i confini dell’immaginabile.
Questo il tema del romanzo I giganti di pietra, il cui autore Donald Wandrei iniziò a scrivere nel 1927, per poi fondare, in collaborazione con August William Derleth, la Arkham House, casa editrice dedita alla divulgazione di opere legate all’universo dei Miti creato da H. P. Lovecraft.
Specializzato nei racconti Wandrei ha scritto solo questo romanzo, ispirandosi ovviamente all’universo dei Miti di Cthulhu ma nel contempo aggiungendo argomenti classici della fantascienza.

QUARTA DI COPERTINA
Visti dallo spazio i Megaliti di Stonehenge in Inghilterra e i Moai dell’Isola di Pasqua non sono poi così lontani. È quello che scopre a proprie spese Carter E. Graham, curatore museale e protagonista de “I giganti di pietra” di Donald Wandrei.
Un manufatto maledetto costringe Carter ad abbandonare la propria vita di studioso, trascinandolo in un’avventura degna di Indiana Jones, in cui non esiste soluzione di continuità tra archeologia e orrore. Il romanzo deve molto ai Miti di Cthulhu di Lovecraft. Il posto dei Grandi Antichi in questo caso è affidato ai Titani, alieni che dominavano il pianeta in tempi remoti, e che ora minacciano di tornare sulla Terra per giudicarla e distruggerla. Un classico che segna una pietra miliare nel proficuo connubio fra la narrativa fantascientifica e il romanzo gotico.

Una curiosità
La prima stesura del libro, con il titolo “Dead Titans, Waken!”, fu scritta nel 1932 e rifiutata da tre diversi editori. Ci vollero quindici anni, un pesante lavoro di editing e la fondazione di una casa editrice da parte dell’autore, la Arkham House, perché finalmente l’opera fosse stampata con un nuovo titolo, “The Web of Easter Island” (1948). In traduzione italiana, comparve nel 1956 su Urania n. 120 e nella collana Classici Fantascienza n. 14 di Mondadori, nella nuova traduzione di Andreina Negretti nel 1978. A quarant’anni da questa data, proprio come il manufatto riesumato da Carter E. Graham, il romanzo torna a vedere la luce delle edicole italiane ai primi giorni di novembre.

L’AUTORE
Donald Wandrei (Saint Paul, 20 aprile 1908 – Saint Paul, 15 ottobre 1987) è stato uno scrittore statunitense, noto per i suoi romanzi di fantascienza e fantasy di ispirazione lovecraftiana, e fratello maggiore dell’altro autore di fantascienza Howard Wandrei.
si diplomò alla Università del Minnesota in letteratura inglese, nel 1928. Già dal 1926, il giovane Wandrei rimase affascinato dai racconti della rivista Weird Tales, di cui in seguito diventerà uno strenuo collaboratore, entrando in corrispondenza con due dei più importanti autori pubblicati dalla rivista, H. P. Lovecraft e Clark Ashton Smith. Già a partire dall’inizio della sua carriera di scrittore di genere fantastico, Wandrei divenne collaboratore di diverse riviste pulp, tra le quali Astounding e Black Mask, tuttavia l’elevata qualità del suo stile gli permise di essere pubblicato anche da riviste meno “popolari” come Esquire. Appassionatosi all’universo di Lovecraft, ne continuò il ciclo con i due racconti del 1933 The Fire Vampires e The Tree-Men of M’Bwa e con l’unico romanzo scritto da Wandrei, I giganti di pietra (Dead Titans, Waken!), scritto nel 1932 ma pubblicato solo nel 1948 col nuovo titolo The Web of Easter Island. La prima versione del romanzo è stata pubblicata in edizione limitata solo nel 2012 (fantascienza.com/24169/i-giganti-di-pietra).

LA FORTEZZA DEI COSMONAUTI DI KEN MACLEOD

Su Urania Collezione la prima parte della trilogia “Engines of Light” di Ken MacLeod.

Il futuro immaginato dallo scrittore scozzese Ken MacLeod per l’inizio della sua trilogia Engines of Light non è molto distante dalla nostra epoca, tuttavia le cose sono cambiate moltissimo.
Nel 2040 la Russia, tornata comunista, ha conquistato una buona fetta dell’Europa, il Regno Unito ora si chiama FUK, former United Kingdom o ex Regno Unito, la tecnologia è cresciuta esponenzialmente e da una stazione spaziale ribelle arriva la notizia di un contatto con gli extraterrestri.
Su questa base di partenza si innestano due linee narrative, una che parte da Edinburgo e racconta le vicende di Matt Cairns, programmatore e membro dell’International Workers of the World Wide Web (o Webblies), l’altra ambientata a 200 anni dalla prima su un lontano pianeta, Mingulay, dove gli uomini convivono con diverse specie intelligenti.
Sin dal primo romanzo della trilogia, La fortezza dei cosmonauti, MacLeod intreccia differenti linee temporali in modo intricato, mescolando temi classici della fantascienza con massicce dosi di avventura e nuove idee, una per tutte la creazione del Webblies, l’unione dei programmatori poi ripresa da Cory Doctorow nel suo romanzo For the win (2010).
Lo stile di MacLeod richiede pertanto un certo sforzo di comprensione al lettore, ma questa piccola fatica viene ampiamente ripagata da una space opera moderna e affascinante.

QUARTA DI COPERTINA
Matt Cairns fugge dalla Scozia per approdare su una stazione spaziale; ha con sé informazioni cruciali fornite dagli alieni che darebbero agli esseri umani i mezzi per il viaggio interstellare. Duecento anni dopo, il biologo Gregor Cairns, un discendente degli esploratori che hanno colonizzato il pianeta Mingulay, si rende conto che navigare tra le stelle potrebbe essere alla portata degli umani.

L’AUTORE
Ken MacLeod, scozzese, nasce nel 1954 ed è considerato uno dei maggiori scrittori britannici: finalista al premio Arthur C. Clarke, Nebula e Hugo e vincitore del BSFA e dell’Eurocon 2000 come miglior autore. Nelle sue opere convergono tre filoni: spaziale, come nella Fortezza dei cosmonauti, ipertecnologico, con i problemi connessi al “postumanesimo” (pur rimanendo cauto sui pericoli della cibernetica del futuro) e infine quello politico. Non è un caso che il titolo di questo romanzo faccia riferimento ai “cosmonauti”, la dizione russa per astronauti (fantascienza.com/24043/la-fortezza-di-ken-macleod).

MIRROR MIRROR, TRE GIORNI DI FANTASCIENZA A MILANO

Dal 16 al 18 novembre presso varie location milanesi incontri, dibattiti, reading dal fantasy alla fantascienza. Tra gli ospiti Chen Quifan, Nicoletta Vallorani, Clelia Farris, Emanuele Manco, Piero Schiavo Campo.

Da Dick a Tolkien, dalla fantascienza cinese all’Orlando furioso. Sono tanti i temi trattati nei diciotto eventi presenti nel programma di Mirror Mirror, manifestazione dedicata al fantastico organizzata, nell’ambito del festival Book City a Milano, in cinque location: Libreria Covo della Ladra (via Scutari, 5), Cascina Turro (Piazzale Governo Provvisorio, 9), Ex Chiesetta Parco Trotter (Via Mosso, 2), Ghe.Pensi.Mi (Piazza Morbegno) e Mi Casa Toasteria (Piazzale Governo Provvisorio).

Una mappa concettuale in grado di coinvolgere più tematiche, più location, più tipologie di incontri e più attori. Un’organismo vivo che si alimenta con gli interessi dei partecipanti e il coinvolgimento del quartiere e dei luoghi deputati al suo svolgere. Un programma di eventi, incontri e dibattiti che coinvolgono realtà qualificate e specializzate, come case editrici, studiosi e ricercatori, ma anche la collettività, il quartiere, gli studenti, i lettori. Una manifestazione che cerca di disegnare una mappa per il futuro che ci aspetta.
Così viene definito dagli organizzatori, che hanno chiamato una trentina di ospiti da tutta Italia e non solo.
Tra i nomi noti citiamo subito quello del nostro Emanuele Manco, che parteciperà a diversi incontri; poi l’autore cinese Chen Qiufan, le scrittrici Nicoletta Vallorani, Francesca Caldiani e Clelia Farris, gli scrittori Piero Schiavo Campo, Francesco Verso e Luca Tarenzi, i traduttori Flora Staglianò e Edoardo Rialti, esperti di vari settori come Antonio Tombolini che parlerà di self publishing, il fisico Fernando Palombo, l’astrofisica Patrizia Caraveo e Stefano Sandrelli dell’Osservatorio di Brera.

Sul sito mirrormirror.it altre informazioni (fantascienza.com/24044/mirror-mirror-tre-giorni-di-fantascienza-a-milano).

 

IL CIELO DEL MESE DI OTTOBRE, TRA COSTELLAZIONI, METEORE E GLASSIE LONTANE

Ecco cosa cercare nelle prossime settimane, inclusa la pioggia delle Orionidi, stelle cadenti d’autunno.

Approfittando di notti sempre più lunghe, gli appassionati di astronomia potranno dedicarsi all’osservazione di stelle e pianeti anche durante tutto ottobre. Senza nulla da invidiare rispetto all’estate: dalla caccia ai pianeti e alle galassie lontane, passando per costellazioni e fasi lunari. Raggiungete l’osservatorio più vicino, rispolverate il vostro vecchio telescopio o dotatevi di un semplice binocolo (e di un po’ di pazienza) e non perdervi le migliori vedute del mese.

A caccia di pianeti
Partiamo con Marte. Se l’avete trovato il mese scorso, non faticherete a trovarlo anche in queste prossime settimane. Il Pianeta rosso infatti sarà ben visibile a Sud nelle prime ore dopo il tramonto.
Saturno, con i suoi anelli, sarà davanti a noi solo nelle prime ore dopo il tramonto in direzione Sud-ovest, nella costellazione del Sagittario. Nettuno e Plutone saranno rispettivamente nell’Acquario e nel Sagittario, ma in entrambi i casi la visibilità è scarsa e per acchiapparli avrete bisogno di un buon telescopio.
Se vi trovate col naso all’insù il 23 ottobre, invece, è la serata migliore se volete trovare Urano, dall’aspetto simile a una stella verde-bluastra: si troverà infatti in opposizione al Sole, quindi nel suo momento di massima osservabilità (anche se, trovandosi molto distante da noi, sarà molto piccolo anche al telescopio). Cercate in direzione della costellazione dell’Ariete, al confine con i Pesci.

Tra costellazioni e galassie
Anche i meno esperti di costellazioni riusciranno a identificare l’Orsa Maggiore, bassa sull’orizzonte settentrionale. Poco più in alto, ecco anche l’Orsa Minore, a capo della quale si colloca la Stella Polare, che indica appunto il Nord.
Nella stessa direzione troviamo l’estesa costellazione di Pegaso e, a Nord-est, tre stelle molto luminose che formano la costellazione di Andromeda.
È lì che potete scorgere l’omonima galassia, a forma di ellisse molto schiacciata. È la galassia più vicina noi e si stima che contenga fino a mille miliardi di stelle.

Stelle cadenti d’autunno
Per i nostalgici delle lacrime di San Lorenzo, la buona notizia è che anche l’autunno non lesina stelle cadenti. Nel week end dal 19 al 21 ottobre possiamo infatti prepararci a una gita fuori dalle luci della città per ammirare le Orionidi sfrecciare attraverso l’oscurità della volta celeste. Lo sciame meteorico, che perdura per tutta la notte nei pressi della costellazione di Orione, da cui prende il nome, è generato dal transito della Terra nella scia della cometa di Halley.
Per non perdercele, per noi che ci troviamo nell’emisfero Nord la posizione ottimale è sdraiati a pancia su con i piedi che puntano a Sud-est.
Per i nottambuli, un po’ più in basso rispetto alla costellazione di Orione, poco prima dell’alba vi sorprenderà un oggetto scintillante che cambia colore in continuazione. È Sirio, la stella più brillante del cielo notturno.

Luna
Sarà completamente assente nel cielo del 9 ottobre (luna nuova) mentre il 24 del mese sarà notte di luna piena. Appena qualche giorno prima, il 20 ottobre, unirà gli appassionati di astronomia di tutto il Mondo per la International Observe the Moon Night (hashtag per twittare: #observethemoon), un’iniziativa che dal 2010 celebra la scienza e l’esplorazione legate alla nostra “vicina di casa”.
Non avete mai partecipato? L’imminente cinquantesimo anniversario del primo uomo sulla Luna (Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins a bordo dell’Apollo 11) potrebbe essere una buona occasione per buttarsi nella mischia.

Occhio alla Iss
Potreste pensare che si tratti di un aeroplano, invece quando notate un punto luminoso simile a una stella molto grande, in moto in linea retta, si tratta della Stazione spaziale internazionale, la casa orbitante degli astronauti in missione lungo l’orbita terrestre. La sua luce non è in realtà intermittente come quella di un aereo, e la sua velocità è molto maggiore: quasi 28 mila chilometri all’ora. Vuoi essere sicuro di non perdertela? Puoi seguire la sua rotta qui (spotthestation.nasa.gov/home.cfm), così potrai alzare lo sguardo quando è previsto il passaggio sopra la tua città (www.wired.it/scienza/spazio/2018/09/29/cielo-astronomia-ottobre-2018).

IL LAVORO PIÙ NOIOSO DEL MONDO? NON LO È AFFATTO, SECONDO MICHAEL SWANWICK

Un racconto di fantascienza nella migliore tradizione dell’età d’oro, vincitore del Premio Hugo, tra meraviglioso quotidiano e inventiva senza limiti.

Già uscito qualche tempo fa su Robot, esce ora in versione ebook “Legioni nel tempo”, ovvero Legions in Time, racconto di Michael Swanwick vincitore del Premio Hugo nel 2004. Swanwick è un autore versatile, che ha piena padronanza del genere, ed è capace di costruire racconti che partono da un’idea affascinante per svilupparvi sopra una storia intrigante, che stimola sia l’intelligenza che la curiosità del lettore.
La traduzione è del bravissimo Marco Crosa, la copertina di Franco Brambilla.

QUARTA DI COPERTINA
Eleanor Voigt faceva il più strano lavoro di chiunque conoscesse. Lavorava otto ore al giorno in un ufficio dove non si faceva niente. Il suo compito consisteva nello stare seduta alla scrivania e tenere d’occhio la porta dello sgabuzzino. Sulla scrivania c’era un bottone che lei avrebbe dovuto premere se qualcuno fosse mai uscito da quella porta. C’era un grosso orologio appeso al muro e ogni mezzogiorno in punto lei andava alla porta e la sbloccava con la chiave che le avevano affidato. Dietro l’uscio c’era uno sgabuzzino spoglio. Non c’erano né botole né pannelli nascosti – aveva controllato. Era soltanto un ripostiglio vuoto.
Finché un giorno non decise di entrare.

L’AUTORE
Michael Swanwick, americano di Philadelphia, è uno degli autori più quotati della fantascienza e del fantastico degli ultimi decenni. Cinque volte vincitore del Premio Hugo – sempre nella categoria racconto – e vincitore di un Premio Nebula col romanzo Domani il mondo cambierà (Urania), Swanwick è attivo dall’inizio degli Anni Ottanta. Eclettico, originale, brillante, Swanwick ha scritto soprattutto fantascienza ma si è avventurato anche in campi limitrofi. Ha all’attivo una decina di romanzi (l’ultimo è Chasing the Phoenix, 2015, ambientato in una Russia post-utopica) e dodici raccolte di racconti. Tra i saggi, ha pubblicato un libro su Gardner Dozois, il grande editor recentemente scomparso (www.fantascienza.com/24015/il-lavoro-piu-noioso-del-mondo-non-lo-e-affatto-secondo-michael-swanwick).

 

“CAUSE IMPOSSIBILI” PER “L’ARTISTA DEI RECUPERI” DI KRISTINE KATHRYN RUSCH

Torna “l’Artista dei recuperi”, una delle serie di racconti e romanzi brevi più popolari di Kristine Kathryn Rusch, la notevole scrittrice americana, direttrice per un lungo periodo di “Fantasy & Science Fiction” e due volte vincitrice del “Premio Hugo”, nella collana “Biblioteca di un Sole Lontano”.

QUARTA DI COPERTINA
In un universo dove umani e alieni hanno formato un commonwealth galattico denominato “Alleanza Terrestre” trattati interplanetari regolano la convivenza tra le razze, e gli umani, che cercano di espandersi sul suolo di altri pianeti e sistemi solari, devono sottostare alle bizzarre usanze extraterrestri. Spesso le leggi aliene non hanno un senso immediato per gli umani, ma la punizione per chi le viola è quasi sempre terribile, e può andare dalla perdita della vita a quella del sequestro del primo figlio. Spesso gli umani, per evitare le conseguenze dei loro reati, si affidano ad agenzie che provvedono alla loro “scomparsa”, fornendo una nuova identità su altri mondi. Come di consueto, l’avventura galattica della Rusch è anche un modo per porsi interessanti domande sulla morale futura e sui rapporti tra la civiltà umana e le varie culture aliene.
Mentre i precedenti racconti di questa serie avevano come protagonista Miles Flint, ex-poliziotto e ora “artista dei recuperi”, free agent in grado di ritrovare e difendere persone scomparse, la Rusch concentra questa volta la sua attenzione sull’aspetto prettamente giudiziario di questa serie, mettendo al centro della vicenda Kerrie Steinmetz, laureata alla facoltà di giurisprudenza dell’Alleanza, il miglior ateneo di tutta l’Alleanza Terrestre.
Per pagare i debiti dell’università, Kerrie lavora come pubblico difensore alla Corte Interspecies. Kerrie ha più clienti di quanti ne possa ragionevolmente difendere, la maggior parte dei quali invischiati in cause con culture che lei non conosce nemmeno. Il pubblico difensore di solito perde tutte le sue cause, di fronte a un tribunale denominato appunto “Corte delle cause impossibili”. A volte però avviene il miracolo e il cliente viene assolto. E forse il caso di Donnatella, la ragazza che ha rubato un preziosissimo gioiello, potrebbe portare a una storica vittoria. Sarà davvero così? O invece ci sarà qualcosa di ancor più prezioso cui dover rinunciare in cambio dell’assoluzione dell’imputata?

L’AUTRICE
Nata il 4 giugno del 1960 a Oneonta (New York, USA), Kristine Kathryn Rusch ha raggiunto il successo come editor di Magazine of Fantasy & Science Fiction, che ha guidato per sei anni, dal 1991 al 1997, vincendo anche un premio Hugo come miglior editor professionale. In seguito ha abbandonato l’editing per concentrarsi sulla produzione narrativa, diventando in breve una delle scrittrici di punta del mercato americano. Dotata di grandi doti narrative, la Rusch si è dimostrata autrice competente e prolifica in numerosi campi, passando con disinvoltura dalla fantascienza hard al romance, fino ai romanzi gialli. Nel campo prettamente fantascientifico si è fatta notare per i suoi magnifici racconti e romanzi brevi, come Millennium Babies (premio Hugo 2001 come miglior novelette), Recovering Apollo 8 (Il recupero dell’Apollo 8, Delos Odissea), Echea, del 1999, finalista a tutti i maggiori premi del settore, dallo Hugo al Nebula, allo Sturgeon e al Locus. Sono inoltre assai celebri due cicli di gran successo di pubblico e critica. Del ciclo delle Immersioni e della Tecnologia dell’Occultamento (Stealth) abbiamo pubblicato Un tuffo nel relitto (Diving into the Wreck), Stealth, La stanza delle anime perdute, e Base di settore Venice, mentre di quello dell’Artista dei Recuperi, che inizia con The Retrieval Artist (2001, finalista al premio Hugo come miglior novella) abbiamo proposto anche Il cercatore di tesori (Recovery Man’s Bargain, 2009) e Paavo Deshin (The Possession of Paavo Deshin, 2010) (www.fantascienza.com/23990/cause-impossibili-per-l-artista-dei-recuperi).