Mutant Chronicles, il romanzo

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Mutant Chronicles è un’ambientazione techno-fantasy post-apocalittica dalla quale sono stati realizzati romanzi, giochi da tavolo, videogiochi e film.

 

«Tutto ebbe inizio con gli Imperiali e le loro truppe maledette…»

 

La trama

In seguito a fusioni, inglobamenti e sbaragliamento della concorrenza, quattro grandi aziende multisettoriali si spartiscono il controllo della Terra sostituendosi agli stati stessi. Sono le cosiddette Mega-corporazioni: Capitol, Imperial, Bauhaus, Mishima.

Prosciugata la Terra di qualsiasi risorsa naturale, le Megacorporazioni cominciano a colonizzare lo spazio rivendicando interi pianeti per sé stesse. Lentamente la concorrenza diventa una guerra e la colonizzazione diventa conquista.

Ma un’interferenza anomala, ribattezzata Oscura Simmetria, invade l’intero sistema solare. Qualsiasi congegno elettrico o elettronico impazzisce facendo regredire la tecnologia all’età vittoriana. La Fratellanza, organizzazione religiosa riconosciuta come unica fede umana, bandisce l’elettronica tacciandola di eresia. Ma una nuova Megacorporazione, la Cybertronic, decide scientemente di ignorare il monito e fonda la propria fortuna sullo sviluppo della tecnologia in ogni sua forma, dall’informatica alla cybernetica.

Le truppe Imperiali, prime ad atterrare sul decimo pianeta del sistema solare, scoprono una gigantesca stele nera. Mentre stanno ancora decidendo come analizzarla, questa si apre liberando i demoni in essa imprigionati.

Un esercito di orrende creature invade lo spazio, uccidendo e distruggendo tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Le Megacorporazioni, spronate dalla fratellanza, decidono di mettere da parte le proprie divergenze per creare una forza d’attacco in grado di contrastare l’Oscura Legione che ha invaso il sistema solare: i Doomtrooper.

 

Le Megacorporazioni

Capitol è quella di idea politica democratica. I principi ispiratori della megacorporazione sono “Profitto e Onore”. Essa è decisamente la più grande e fabbrica prodotti con qualità mediocre a prezzi contenuti. Ha una forte presenza su Marte.

Bauhaus è basata sulla discendenza, anche se utilizza il principio meritocratico in casi di personalità eccezionalmente dotate al proprio interno. Essa fabbrica prodotti di qualità sopraffina ed è per questo costretta a rivenderli ad alti prezzi. Ha una forte presenza su Venere.

Mishima discende da antichi e nobili casati giapponesi. L’idea può essere racchiusa in “Morte piuttosto che disonore”. Essa produce enormi quantità di prodotti di qualità scadente a prezzi stracciati. La progettazione si basa spesso su spionaggio industriale o plagio. Ha una forte presenza su Mercurio.

Imperiale è la più piccola. Essa è detta “fazione dannata” poiché impedì alla corporazione Capitol di stroncare l’Oscura Legione sul nascere. Essa ha presenze in tutto il sistema solare e ha una struttura basata su clan familiari. Solitamente sottrae risorse agli avversari per rivenderli a prezzo inferiore.

Cybertronic è la più giovane e ha le dimensioni degli Imperiali. È basata sulla tecnologia di tutti i tipi, dalle macchine pensanti alla bioingegneria. È vista male da tutte le megacorporazioni che in essa credono ci sia il tentativo dell’Oscura Legione di mascherarsi per inserirsi nella società umana.

L’Oscura Legione è l’armata del male guidata dai Cinque Apostoli. Essi sono Ilian (la Signora del Vuoto), Muawijhe (il Signore delle Visioni), Semai (il Signore del Rancore), Algeroth (il Signore della Tecnologia Oscura) e Demnogonis (l’Insudiciatore).

Gli appartenenti all’Oscura Legione sono umani eretici unitisi all’Oscurità, Non-Morti e Necromutanti. I Doni Oscuri sono poteri soprannaturali concessi ai discepoli degli Apostoli del Male.

La Fratellanza, fondata dal Cardinale, è un’organizzazione capace di guidare la speranza delle genti contro il male. Sotto la sua bandiera le Megacorporazioni firmano un trattato di pace e si uniscono nella battaglia contro il male. Costituì un proprio esercito di Inquisitori e prese le redini del comando anche sugli eserciti delle Megacorporazioni. L’Arte sono i poteri soprannaturali concessi agli appartenenti della Fratellanza.

L’Alleanza è un organismo che sta al di sopra delle Megacorporazioni e funge da mediatore tra esse per evitare conflitti e mantiene l’unità contro il male. Venne fondata dopo la prima Guerra Corporativa e in essa hanno una rappresentanza tutte le Megacorporazioni.

L’esercito dell’Alleanza è composto dai Doomtrooper, valorosi soldati scelti tra tutte le Megacorporazioni. L’Alleanza ha avuto successi solo parziali nelle mediazioni tra le varie fazioni in lotta nel Sistema Solare poiché molte di esse mantengono in vita vecchi rancori che le dividono e le oppongono davanti alla prima difficoltà.

ANTARES: LA PRIGIONE, DI MIKE RESNICK

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Un altro compito, apparentemente impossibile, per la squadra del colonello Pretorius.

 

Sarà un compito davvero impossibile ma quello che lo renderà difficile è che nessuno sa dove si trovi il carcere di Nmumba e in più i Transkei tendono a sparare a vista sugli umani.
Questa volta Mike Resnick ha davvero messo i “Senza Speranza” in una situazione spinosa, la prigione che cercano è da qualche parte nel settore di Antares ed è sorvegliatissima. Per impedire che i pianeti umani vengano distruttutti si dovrà far evadere Edgar Nmumba, il progettista della bomba Q, e portarlo al sicuro nello spazio amico ma per riuscire in questa missione suicida ci sarà un prezzo molto alto da pagare.

QUARTA DI COPERTINA
Che fare quando l’ordigno più potente della galassia, la bomba Q, sta per cancellare in un sol colpo dall’esistenza una dozzina di pianeti?
La Democrazia ha le idee chiare: mandare a chiamare Nathan Pretorius e quei rinnegati della sua squadra, i Senza Speranza, il più improbabile gruppo di eroi dell’universo, che abbiamo già visto impegnati nella loro prima missione in “Orion: La Fortezza”.
Il piano è semplice, almeno sulla carta: infiltrarsi sul pianeta, entrare nella prigione di Antares e far evadere Edgar Nmumba, unico inventore della bomba ancora vivo.
Peccato che la prigione stessa sia il segreto meglio custodito dalla spietata Coalizione Transkei e che il pianeta che la ospita non abbia abitanti umani fra cui infiltrarsi.
I Senza Speranza questa volta dovranno proprio tirare fuori qualche asso dalla manica, se vogliono uscirne vivi.

L’AUTORE
Michael Diamond Resnick è nato a Chicago il 5 marzo 1942 ed è un autore statunitense di fantascienza.
Ha iniziato la sua attività di scrittore molto presto arrivando a pubblicare il suo primo romanzo a 20 anni. Ha vinto ben cinque premi Hugo e un Nebula. È un autore molto prolifico con circa duecento racconti e oltre cinquanta romanzi al suo attivo.
Resnick ha frequentato la University of Chicago dal 1959 al 1961 dove ha incontrato la sua futura moglie, Carol.

IL LATO OSCURO DELLA LUNA E LO ZOOM “A RAGGI X” DEL NUOVO HUAWEI

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La Luna mostra alla Terra sempre la stessa faccia a causa della rotazione sincrona, di conseguenza esiste un “lato oscuro” impossibile da osservare direttamente con i nostri occhi.

Ecco cos’è la faccia nascosta del nostro satellite e perché la Cina, a circa 60 anni dalle prime fotografie, vi ha spedito un lander e un rover della missione Chang-e4 che sono atterrati sulla superficie il 3 gennaio 2019.

Che cosa centra la HUAWEI (azienda Cinese) in tutto questo?
Qualche giorno fa è uscito lo spot del nuovo P30 Pro, l’unico smartphone che può fotografare la luna grazie ad uno zoom periscopico in grado di arrivare ad un fattore di ingrandimento (digitale) di 50x. Viene infatti mostrato un utente che fotografa il satellite e l’immagine ha un dettaglio senza limiti.
Il problema non è che il Huawei P30 Pro non sia in grado di scattare foto alla Luna, ma le immagini mostrate dall’azienda non sarebbero possibili neppure se si utilizzasse un telescopio: nella foto, in realtà, si vede il lato oscuro della Luna.

La foto potrebbe essere stata scattata nel corso della missione Chang-e4, della China Space National Administration. Per chi segue le vicissitudini (e gli scivoloni) dell’azienda, questo modus operandi di Huawei non sarà di certo una novità, perché in realtà non è la prima volta che il colosso del tech viene colto in fragrante a modificare artificialmente i propri video e gli spot pubblicitari.
Proprio lo scorso anno, nello spot del Huawei Nova 3, vennero mostrate delle foto che teoricamente sarebbero dovute essere scattate con lo smartphone, ma che in realtà erano state scattate con una DSLR professionale.

L’IMMONDIZIA DISUMANA DI K.K. RUSCH

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Un altro caso per la polizia lunare dela cupola di Armstrong.

 

Un’autrice come Kristine Kathryn Rusch rappresenta sempre una ventata d’aria fresca. Abilissima narratrice, capace di gestire ritmo, personaggi e ambientazioni, la Rusch è sempre una garanzia di letture gradevoli e avvincenti. Con L’immondizia disumana, torniamo nell’universo del ciclo dell’Artista dei recuperi, tra i più popolari di questa autrice.

QUARTA DI COPERTINA
Ambientato nel commonwealth galattico denominato “Alleanza Terrestre”, dove trattati interplanetari regolano la convivenza tra le razze, e gli umani, che cercano di espandersi sul suolo di altri pianeti e sistemi solari, devono sottostare alle bizzarre usanze extraterrestri, questo romanzo breve, autonomo nello svolgimento e nella lettura, si svolge nella cupola lunare di Armstrong e ci propone la detective Noelle de Ricci alle prese con un mistero legato a un cadavere ritrovato in un cassonetto usato per i “compost” delle immondizie. L’investigazione, cui partecipa anche il coroner Ethan Broduer, si rivela subito assai complicata, sia per l’identificazione del corpo, sia perché nella vicenda risulta implicato un potentissimo boss della mafia lunare. Ma Noelle non desisterà, e porterà avanti l’indagine, nonostante pericoli e cospirazioni, anche a costo di mettere in palio la sua futura carriera, e forse la sua stessa vita.

L’AUTRICE
Nata il 4 giugno del 1960 a Oneonta (New York, USA), Kristine Kathryn Rusch ha raggiunto il successo come editor di Magazine of Fantasy & Science Fiction, che ha guidato per sei anni, dal 1991 al 1997, vincendo anche un premio Hugo come miglior editor professionale. In seguito ha abbandonato l’editing per concentrarsi sulla produzione narrativa, diventando in breve una delle scrittrici di punta del mercato americano. Dotata di grandi doti narrative, la Rusch si è dimostrata autrice competente e prolifica in numerosi campi, passando con disinvoltura dalla fantascienza hard al romance, fino ai romanzi gialli. Nel campo prettamente fantascientifico si è fatta notare per i suoi magnifici racconti e romanzi brevi, come Millennium Babies (premio Hugo 2001 come miglior novelette), Recovering Apollo 8 (Il recupero dell’Apollo 8, Odissea Delos Books), The Retrieval Artist (2002, vincitore del premio Endeavour; questo romanzo breve sarà presto pubblicato in questa collana), e Echea, del 1999, finalista a tutti i maggiori premi del settore, dallo Hugo al Nebula, allo Sturgeon e al Locus. Del ciclo delle Immersioni e della Tecnologia dell’Occultamento (Stealth) abbiamo pubblicato Un tuffo nel relitto (Diving into the Wreck), Stealth, La stanza delle anime perdute, e Base di settore Venice, mentre di quello dell’Artista dei Recuperi, che inizia con The Retrieval Artist (2001, finalista al premio Hugo come miglior novella) e di cui fa parte questo Inhuman Garbage (vincitore nel 2015 del premio assegnato alla migliore novella uscita su Asimov’s SF Magazine), abbiamo proposto anche Il cercatore di tesori, Paavo Deshin e Cause impossibili (fantascienza.com/24519/l-immondizia-disumana-di-kk-rusch).

GRAVITÀ ZERO DI LOIS MCMASTER BUJOLD

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Un romanzo su come il progresso tecnologico possa rendere obsoleta e condannare a morte una specie intera.

Lois McMaster Bujold è cresciuta leggendo le opere pubblicate dalla rivista Analog Science Fiction nei primi anni sessanta, autori come Poul Anderson, Robert A. Heinlein e Isaac Asimov le hanno fornito una sorta di imprinting fantascientifico.
Niente di strano se la scrittrice americana, sulla scena dalla fine degli anni ottanta, rappresenta con le sue storie la fantascienza avventurosa e ottimista nello stile di John W. Campbell jr., il vulcanico direttore di Analog.
La Bujold è conosciuta principalmente per il ciclo dei Vor, una corposa serie di storie che si svolgono in un futuro distante un migliaio di anni.
Gli avvenimenti narrati in Gravità zero avvengono duecento anni prima di quel tribolato periodo; la storia, pur essendo ambientata nello stesso universo, è ben distinta e anche molto diversa da quelle narrate nella serie.
Lo scenario è limitato all’Habitat Cay, una stazione in orbita attorno al pianeta Rodeo, i protagonisti sono i quad, creature prive di piedi e con quattro mani, operai modificati geneticamente per adattarsi perfettamente a un ambiente privo di gravità.
Leo Graf, ingegnere spaziale della GalacTech, arriva sulla stazione spaziale per addestrare i quad proprio quando a scoperta del generatore di campo gravitazionale rende i quad solo un peso per la Galactech.
Per quanto intelligenti i quad non sono considerati persone e nemmeno animali ma “colture sperimentali di tessuti post-fetali”, la GalacTech pertanto ne pianifica il genocidio.
Qualcuno però ha un’idea diversa dei quad, Leo Graf pensa ai quad come persone e farà di tutto per salvarle.

QUARTA DI COPERTINA
La tecnologia fa presto a diventare obsoleta. Talvolta non si fa in tempo a comprare un modello di telefono cellulare che già ne viene rilasciata una nuova versione, più bella, più veloce, più funzionale.
Lo stesso accade alla potente GalacTech quando la Colonia Beta inventa un modo per generare un campo gravitazionale artificiale, rendendo così obsoleto il suo precedente progetto di punta: i quad, speciali operai geneticamente modificati per lavorare a gravità zero.
A quel punto, la compagnia non si fa nessuno scrupolo ad abbandonare il progetto e a eliminarli. Peccato che i quad siano di fatto esseri umani senzienti, per quanto diversi.
Dovrà intervenire Leo Graf, ingegnere spaziale della GalacTech e loro maestro, per trovare un modo di permettere ai quad di continuare a vivere.

L’AUTRICE
Figlia di un professore di Ingegneria della saldatura, Lois McMaster Bujold crebbe con la passione per la fantascienza e un grande rispetto per il lavoro del padre, a cui è ispirata la figura di Leo Graf, il protagonista del romanzo. Probabilmente è sempre per questo motivo che nessuna legge fisica è stata maltrattata nella scrittura di questo romanzo (ìfantascienza.com/24486/gravita-zero-di-lois-mcmaster-bujold).

 

CACCIA ALLA FENICE, DI MICHEAL SWANWICK

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Ritornano Darger e Surplus, protagonisti di rocambolesche avventure in un futuro che assomiglia molto al passato.

Quando ti trovi davanti a un’opera di Michael Swanwick non sai mai cosa aspettarti, una folle cavalcata sullo stile di Universo in scatola, oppure una solida storia di viaggi nel tempo ed estinzioni di massa come in Le ossa della Terra.
Anche se ci ha abituato alle cose strane il romanzo Caccia alla Fenice è davvero strano, almeno i due protagonisti sono noti, trattandosi di Aubrey Darger, per gli amici semplicemente Darger, e di Sir Blackthorpe Ravenscairn de Plus Precieu, o più semplicemente Surplus, apparsi per la prima volta del racconto “Il cane disse bau”.
Personaggi troppo inquieti per rimanere nelle pagine di un racconto, vincitore di un premio Hugo e infatti i due ricomparvero nel romanzo Gli dei di Mosca.
Cosa ci sia di strano nella coppia Darger & Surplus è presto detto, il primo è un uomo, il secondo un cane intelligente, nel senso che cammina, parla e spesso cerca di imbrogliarti.
A rendere il tutto ancora più bizzarro all’inizio di “Caccia alla Fenice” c’è Darger che conduce uno yak sul quale giace il corpo senza vita dell’amico, davanti a loro la Cina post-utopica, piena di misteri ma anche di possibilità.

QUARTA DI COPERTINA
Rocambolesco, bizzarro e brillante sono tutti aggettivi che si attagliano perfettamente a questo romanzo di Michael Swanwick. In “Caccia alla Fenice” il cane geneticamente modificato dalla postura eretta Surplus e il suo amico truffatore bibliofilo Aubrey Darger sono catapultati in Cina, dopo essere sfuggiti – né indenni né tutti e due vivi – dalla loro precedente avventura in Russia, narrata in Gli dei di Mosca.
Il poliedrico Michael Swanwick, più volte vincitore dei premi Hugo e Nebula, riesce nell’impresa quasi impossibile di coniugare la fantascienza postapocalittica alle atmosfere steampunk di stampo ottocentesco, senza perdere il gusto per l’ironia e l’esagerazione delle situazioni fino all’assurdo, con l’eleganza di un vero gentleman.

L’AUTORE
Michael Swanwick, americano di Philadelphia, è uno degli autori più quotati della fantascienza e del fantastico degli ultimi decenni. Cinque volte vincitore del Premio Hugo – sempre nella categoria racconto – e vincitore di un Premio Nebula col romanzo Domani il mondo cambierà, Swanwick è attivo dall’inizio degli Anni Ottanta. Eclettico, originale, brillante, Swanwick ha scritto soprattutto fantascienza ma si è avventurato anche in campi limitrofi. Ha all’attivo una decina di romanzi e ben dodici raccolte di racconti. Tra i saggi, ha pubblicato un libro su Gardner Dozois, il grande editor scomparso lo scorso anno (fantascienza.com/24466/la-strana-coppia-di-micheal-swanwick).

LA LUNA DEI LUPI DI IAN MCDONALD

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Vista la Super-Luna di ieri sera, questo romanzo è la classica ciliegina sulla torta.

Il secondo capitolo della trilogia Luna, colossale affresco del futuro del nostro satellite.
Dopo i drammatici avvenimenti narrati nel primo volume della serie, la storia di una società lunarre ultratecnologica ma estremamente simile al sistema feudale del medioevo, prosegue con Luna piena.
La lotta senza esclusione di colpi tra le famiglie che si dividono il nostro satellite continua, chi ha vinto volge il pensiero a nuove vittorie, chi ha perso medita vendetta, cercando nuovi e inaspettati alleati.
In questo secondo capitolo Ian McDonald prosegue nel racconto delle lotte, dei tradimenti e degli intrighi iniziati con Luna nuova, introducendo nuovi elementi in una storia complessa ma appassionante.
Il titolo originale di questo secondo romanzo, Luna: Wolf Moon, è molto evocativo. “Luna da lupi“, come sono chiamati alcuni dei personaggi più misteriosi e affascinanti della saga, coloro che ululano alla “Terra piena”, invece che alla Luna, veri e propri “lupi mannari” del nostro pianeta, come uno dei protagonisti, Wagner Corta.
Nel prosieguo della serie, definita dalla critica un “Trono di Spade nello spazio”, ritroviamo anche tutti gli altri personaggi che abbiamo imparato ad amare, o a odiare, nel primo volume, fra cui spiccano i Corta, che potremmo definire, mutatis mutandis, gli “Stark della Luna”. E come per la saga di George R. R. Martin, anche per la serie “Luna” nessuno sa ancora come andrà a finire. L’ultimo volume, infatti, Luna: Moon Rising (“Luna crescente”) sarà pubblicato in lingua originale solo a marzo di quest’anno.

QUARTA DI COPERTINA
La storia di Luna piena prende avvio da dove finisce Luna nuova. Uno dei “Cinque Dragoni”, le famiglie-compagnie che controllano il satellite, Corta Helio, è caduta. Gli eredi sono morti o dispersi.
Ma anche i Mackenzie, che hanno rappresentato il “braccio armato” della loro eliminazione, non sono messi meglio. Dopo la scomparsa del fondatore, l’ultracentenario Robert Mackenzie, lasciato a morire dalla perfida moglie Jade Sun, gli eredi si dividono le vestigia dell’impero. Bryce prende il controllo di Mackenzie Helium-3, la compagnia sorta sulle ceneri di Corta Helio, mentre il fratello maggiore Duncan rafforza la propria posizione alla guida di Mackenzie Metal.
Nessuno dei due sa che Lucas Corta è ancora vivo e che, con l’aiuto dei Vorontsov, sta pianificando una vendetta incredibile e quasi impensabile per un uomo nella debole gravità lunare. Una vendetta che… parte dalla Terra!

L’AUTORE
Nato a Manchester nel 1960 da padre scozzese e madre irlandese si è trasferito molto piccolo con la famiglia a Belfast, dove ha vissuto fino ad ora.
Ha venduto il suo primo racconto ad una rivista di Belfast a 22 anni e dal 1987 è uno scrittore a tempo pieno.
Ha vinto alcuni dei più prestigiosi premi del settore oltre ad innumerevoli candidature. Si segnala il premio Philip K. Dick nel 1991 per King of Morning, Queen of Day e il premio Hugo per il racconto La moglie del djinn (fantascienza.com/24377/la-luna-dei-lupi-di-ian-mcdonald).

Anima Sintetica lo spin-off di Terra 2486

Qualche mese fa ho pubblicato lo Spin-Off del romanzo “Terra 2486” e si intitola ANIMA SINTETICA.
Il libro è un approfondimento delle storie di due personaggi che saranno molto importanti per l’intero Ciclo che sarà composto da tre volumi.

Vi lascio con la quarta di copertina e un piccolo estratto del romanzo.

Grazie per il tempo che mi dedicherete e buona lettura !!!

QUARTA DI COPERTINA
«Quello che avverrà, sarà determinato da quello che è accaduto. Quello che era destinato, si ripeterà come in un ciclo». (Zecharia Sitchin)
Grazie alla tecnologia aliena di cui sono entrati in possesso, gli abitanti di Akgua sono convinti di poter vincere la guerra; se poi riuscissero a dare un’anima a quella macchina, potrebbero addirittura conquistare l’intero universo.
Gli inconsapevoli protagonisti di questa avventura si troveranno a fare i conti con pericolosi controllori del tempo e antiche civiltà perdute che cercheranno di reclamare la loro sovranità.
Sarà possibile cambiare il futuro intervenendo nel passato o il fiume degli eventi continuerà a scorrere sempre nella stessa direzione?
Per Blue e Alkita tutto questo non sembra fare alcuna differenza.
CAPITOLO III
Sullo schermo della plancia comparvero le immagini richieste. Era una piccola scialuppa di salvataggio, a prima vista, messa piuttosto male. Perdeva ossigeno da un buco nello scafo.
«Signore, ci hanno inviato un codice criptato… sembra trattarsi di un nostro agente dei servizi segreti».
«A giudicare dallo stato della navetta, non credo che riuscirà ad atterrare nel nostro hangar… attivate il sistema automatico di attracco, hangar 5. Serghey, seguimi, andiamo a vedere chi c’è nella scialuppa, facci raggiungere anche da altri due dei tuoi» ordinò Steisy.
Serghey era il tenente comandante addetto alla sicurezza della nave. Era anche l’unico che avesse il permesso di girare armato per i corridoi della Niug.
Arrivarono nell’hangar 5 una manciata di secondi prima che la navetta iniziasse la fase di atterraggio. Il piccolo scafo aveva innumerevoli bruciature dovute ai colpi di laser ricevuti. Sembrava intatto per miracolo. Completata la manovra di atterraggio, il portellone della scialuppa si aprì, ma non uscì nessuno.
«Serghey, seguimi» ordinò Steisy.
I quattro, con molta circospezione, entrarono nella navetta.
«C’è una donna stesa a terra, signore. Sembra gravemente ferita» urlò uno degli uomini della sicurezza.
Il comandante si avvicinò per vedere di chi si trattasse.
«Presto, dite al dottore di portare l’unità di stasi» urlò, sconvolta, il comandante.
Si inginocchiò accanto alla ragazza; con molta delicatezza, le scostò i capelli, che le ricoprivano il viso, e la riconobbe.
«Nika, cosa ti è successo? Chi è stato a ridurti così?» sussurrò Steisy.
«La conosce, signore?» chiese, perplesso, Serghey.
«Sì, sì. Abbiamo portato a termine diverse missioni insieme. È una degli agenti più validi che abbiamo… non conosco nessuno che avrebbe potuto ridurla così».
Un urlo interruppe il breve momento di silenzio.
«Sono tornati! Sono tornati!» urlò Nika spalancando di colpo gli occhi. Sembrava non vedesse nessuno dei presenti; fissava inebetita il vuoto davanti a sé.

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SCONTRO FINALE DI TED REYNOLDS

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Nel trentatreesimo secolo l’umanità è appena uscita da un nuovo, devastante, medioevo quando finalmente avviene il primo contatto con gli extraterrestri.

Gli alieni rivelano che la responsabilità dei ricorrenti periodi oscuri della storia umana è un’entità ostile che vive ai margini del sistema solare.
Quando l’essere, a distanza di secoli, arriva sulla Terra la civiltà faticosamente costruita crolla e inizia un periodo di tenebre.
Un nemico comune è un buon motivo per stringere un’alleanza, così quando gli alieni offrono un’astronave in grado di raggiungere l’antico nemico gli uomini prreparano una spedizione la cui missione è porre fine alla minaccia.
Il problema è che l’entità ostile è conosciuta da lungo tempo, il suo nome è Dio.
Questo il tema di Scontro finale, romanzo di Theodore Andrus Reynolds, autore specializzato in racconti che per una volta si è cimentato in un’opera di più ampio respiro.
Riusciranno i coraggiosi astronauti a sconfiggere una divinità?

Il libro
Terra, Trentatreesimo secolo a.C. Gli esseri umani, dopo un lungo periodo di caos, hanno posto le fondamenta per un mondo utopico, basato sulla ragione. La storia inizia quando una progredita civiltà aliena fornisce ai terrestri delle navi spaziali in grado di arrivare fino ai confini del sistema solare, dov’è stata rilevata una presenza distruttiva. I nuovi alleati pretendono una sola cosa: trovare e distruggere un pericoloso nemico comune, un’entità a lungo dimenticata, che nel remoto passato del pianta portò il caos e quella che oggi chiamiamo “religione”.

L’autore
Noto come prolifico autore di racconti brevi, Ted Reynolds stupisce con un romanzo provocatorio e avventuroso, un mix unico di ironia e accuratezza scientifica. Nato in Wisconsin nel 1938, nel 1980 ha ricevuto due nomination agli Hugo Awards per il racconto breve Can These Bones Live? e per il romanzo breve Ker-Plop. The Tides of God (1998, titolo originale di “Scontro finale”), per il momento, è il suo unico romanzo. Attualmente vive in Michigan con i figli, la moglie e due gatti, dove, dopo molti anni di assenza dalle scene letterarie, è tornato a scrivere (fantascienza.com/24372/scontro-finale-di-ted-reynolds).

 

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LA LUNA ROSSA DI KIM STANLEY ROBINSON

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Un thriller ambientato su una Luna del futuro colonizzata dalla Cina comunista, dall’autore della Trilogia di Marte.

A qualcuno potrà ricordare l’omonima barca a vela; chi è più addentro nel mondo della fantascienza e conosce l’opera di Kim Stanley Robinson potrebbe chiedere se seguiranno Luna verde e Luna blu.
Ma il rosso di questo libro non ha a che fare con quello di Marte, ma anzi può avere ben altri collegamenti con l’attualità: abbiamo letto di recente dello sbarco (con un robottino) cinese sul lato nascosto della Luna. E in effetti la Cina è il paese che sta perseguendo con più convinzione l’esplorazione lunare, oggi. E questo porterà, secondo Robinson, a una Luna colonizzata dalla Cina: il rosso, quindi, è quello della bandiera comunista.
Il romanzo è molto diverso dai libri del ciclo Marziano, è impostato come un thriller, con un omicidio, una caccia all’uomo e la ricerca di un colpevole, ma non mancano le implicazioni politiche e sociali.

QUARTA DI COPERTINA
Anno 2047. Fred Fredericks, un meccanico quantistico americano, si reca sulla luna per consegnare un telefono quantico a Chang Yazu, amministratore capo dell’Autorità Lunare Cinese. Lo incontra, gli stringe la mano, e… l’uomo muore. Per Fred, accusato di omicidio, inizia quindi una fuga, che lo condurrà a Pechino, Hong Kong e poi ancora sulla luna, tra stazioni spaziali e paesaggi incontaminati. Non sarà solo: con lui ci saranno Chan Qi, figlia del ministro delle Finanze cinese, bandita dalla luna perché incinta, e Ta Shu, ex poeta ora conduttore di un famoso programma di viaggi, che rimarrà con lui per fare un favore a Peng Ling, sua amica e unica donna ai vertici del governo cinese. I tre si troveranno coinvolti in un duplice scontro: quello tra Cina e USA, superpotenze da sempre in lotta per la supremazia; e quello tra partito comunista cinese e migranti interni, il cosiddetto “miliardo”, guidati dalla stessa Qi. Come se non bastasse, a dar loro la caccia c’è anche una fazione segreta dell’esercito cinese, la Lancia Rossa, mentre un misterioso personaggio, l’analista, trama nell’ombra e offre loro il suo aiuto. Potranno fidarsi di lui, in un mondo in cui niente è quello che appare e anche gli amici sembrano nemici? E riuscirà Fred a trovare i veri assassini di Chang Yazu e a dimostrare la propria innocenza?Dalla geniale penna del pluripremiato autore della Trilogia di Marte, una straordinaria storia di esplorazione spaziale e intrigo politico.

L’AUTORE
Kim Stanley Robinson è nato nel 1952 in Illinois e si è laureato in letteratura inglese con una tesi su Philip K. Dick. Appassionato di alpinismo, vive a Davis, in California. I suoi romanzi sono stati insigniti di prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio Nebula, il premio John Wood Campbell Memorial e il World Fantasy. Tra i suoi romanzi ricordiamo New York 2140 e la serie della Trilogia di Marte, capolavoro della letteratura di fantascienza, composta dai romanzi Il rosso di Marte, Il verde di Marte e Il blu di Marte (fantascienza.com/24371/in-libreria-la-luna-rossa-di-kim-stanley-robinson).

 

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