CON “IL REGNO IMMORTALE” MORGAN RHODES CONCLUDE “LA SAGA DEI TRE REGNI”

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La morte incombe sulle terre di Mytica. I Catalizzatori sono ormai pronti a dare vita al loro regno immortale…

 

QUARTA DI COPERTINA
Mytica è sull’orlo dell’abisso. Un rituale oscuro ha liberato i Catalizzatori, antichi dei che adesso si aggirano per il mondo seminando morte e distruzione. Ed è tutta colpa di Lucia. Tuttavia la principessa non ha nessuna intenzione di arrendersi, anzi ha già un piano per annientare quella minaccia una volta per tutte. Ma ben presto si rende conto con orrore che la sua magia si sta indebolendo, al punto da trasformare il suo progetto in una missione suicida. A Lucia non rimane che una scelta: sacrificare la propria vita per la salvezza del mondo, o implorare il perdono del dio del fuoco e diventare schiava del suo regno immortale… Il principe Magnus è stato torturato e sepolto vivo. E ormai è troppo tardi. Ora, nel cuore di Cleo c’è spazio solo per la vendetta. Per uccidere chi le ha portato via il suo grande amore, la Principessa Dorata è disposta a mentire ai suoi alleati, a stringere un patto col Re del Sangue e perfino a sfruttare il Catalizzatore dell’acqua, un potere dirompente e pericoloso, che diventa ogni volta più difficile da controllare. Ciò che Cleo non sa, però, è che più farà ricorso a quella magia, più grande sarà il rischio di trasformarsi in un automa, completamente soggiogata al volere del Catalizzatore.

L’AUTRICE
Michelle Rowen vive nel sud dell’Ontario con il marito e due gatti che prendono il nome da due dei suoi personaggi preferiti della serie televisiva soprannaturale. È stata nella lista dei bestseller di Waldenbooks. Ha vinto la Holt Medal per il suo romanzo d’esordio Mordue. Da bambina sognava di essere una principessa, una di quelle capaci di impugnare una spada affilata e salvare regni e principi da draghi sputafuoco e stregoni malvagi. Invece è diventata una scrittrice, cosa altrettanto divertente e molto meno pericolosa.
Ha creato due pseudonimi per scrivere in diversi generi: Michelle Maddox per scrivere la suspense romantica futuristica e Morgan Rhodes per il thriller soprannaturale (fantasymagazine.it/29825/il-regno-immortale).

 

 

ELEVATION, NUOVO ROMANZO BREVE DI STEPHEN KING

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n racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, in cui King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n’è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull’ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l’amicizia è sempre a portata di mano. In un racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

L’AUTORE
Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie sono bestseller che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont. Accanto ai grandi film, innumerevoli gli adattamenti televisivi tratti dalle sue opere. King, oggi seguitissimo anche sui social media, è stato insignito della National Medal of Arts dal presidente Barack Obama (thrillermagazine.it/17626/elevation-di-stephen-king).

OLTRE IL BOSCO, IL PRIMO ROMANZO DI MELISSA ALBERT

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Se avete amato le fiabe con principesse dolci e aggraziate, principi coraggiosi, fate e altre creature fantastiche, dimenticatevi di tutto questo i personaggi di questa storia saranno ben diversi.

Alice non ha mai avuto una casa. Da sempre, lei e la madre Ella sono perennemente in fuga, perennemente in cerca di qualcuno che le ospiti per sfuggire alla sfortuna nera che le perseguita. Sullo sfondo la figura affascinante della nonna, Althea Proserpine, che Alice non ha mai conosciuto e che Ella non vuole nemmeno nominare: misteriosa e seducente autrice di una raccolta di racconti neri fuori catalogo ma ricercatissimi dai collezionisti, vive da anni reclusa ad Hazel Wood, una villa celata in mezzo a un bosco ignoto, sfuggendo alla curiosità dei fan.Quando Ella viene rapita, ad Alice non resta che andare alla disperata ricerca di dove sia Hazel Wood.

L’AUTRICE
Melissa Albert è web editor, ha fondato il Barnes & Noble Teen Blog ed è editor responsabile di BN.com. Ha scritto per riviste prestigiose tra cui McSweeney’s e Time Out Chicago (fantasymagazine.it/29770/oltre-il-bosco).

LA SUPERLUNA PIÙ GRANDE DEL 2019

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Il 19 febbraio ci sarà la Luna piena più grande dell’anno.

La luna, nei secoli, è stata fonte di ispirazione poetica e filosofica: Luciano di Samosata, scrittore greco del II secolo d.C., nella sua “Storia vera”, immaginava il viaggio verso luna con una nave. Petrarca fa della luna una metafora dei suoi stati d’animo malinconici e notturni; mentre la luna più romantica è quella di cui scrisse Giacomo Leopardi, il cui pastore errante, ne “Il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, si chiede: “Che fai tu, Luna, in ciel? Dimmi che fai, silenziosa luna?” La luna, dunque, è una presenza amica e consolatrice, dopo l’angoscia generata dalla coscienza del reale contrapposto all’eterno.
All’indomani dell’arrivo dei primi astronauti sulla luna, Giuseppe Ungaretti, per sottolineare l’importanza dell’evento, scrisse: “Questa è una notte diversa da ogni altra notte del mondo. Ogni uomo ha desiderato da sempre conquistare la luna…oggi è stato raggiunto l’irraggiungibile, ma la fantasia non si fermerà…”. Se con Galileo la luna è diventata un universo conoscibile, con Armstrong è diventata un universo fisicamente esplorabile ma da sempre e per sempre la luna sarà, per tutti gli uomini, un astro narrante, che racconta del cosmo e della sua armonia, del tempo e della sua regolarità, dello spazio e della sua profondità.

La Luna è la protagonista del cielo di febbraio: appuntamento il giorno 19 con la Luna piena più grande dell’anno. Sarà una Superluna, un evento che si verifica quando il nostro satellite si trova alla minima distanza dalla Terra, al cosiddetto perigeo, che sarà di circa 356.761 chilometri. Le dimensioni apparenti della Luna saranno, quindi, maggiori: la differenza di diametro rispetto a una Luna piena media sarà del 7%, e la luminosità del 30% in più.

NIGHTFLYERS RITORNA IN LIBRERIA

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In concomitanza con la trasmissione della serie televisiva da parte di Netflix Mondadori pubblica Nightflyers di George R.R. Martin.

Come spesso accade, con l’arrivo di un adattamento cinematografico o televisivo arriva o ritorna in libreria il prodotto originale. Oggi è la volta del racconto Nightflyers di George R.R. Martin, pubblicato da Mondadori in occasione della diffusione della serie omonima sulla piattaforma di streaming Netflix.

Fantasy vs Fantascienza?
Martin, sebbene noto al grande pubblico per la saga fantasy Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, che ha ispirato la serie Il trono di spade, non ha mai amato le distinzioni fra i generi. Da piccolo comprava i libri scegliendoli da un espositore girevole. Erano tutte edizioni tascabili molto economiche, quel che si poteva permettere all’epoca, e i volumi erano mescolati fra loro così che fino a quando non li leggeva non sapeva a quale genere appartenesse l’opera che aveva comprato. In questo modo ha sviluppato la passione per le storie sorprendenti, capaci di coinvolgerlo, e l’insofferenza alle distinzioni fra i generi, qualcosa che non è mai entrato in gioco nella scelta delle sue letture. Lo stesso atteggiamento lo ha accompagnato quando è diventato uno scrittore. Se la prima storia che ha pubblicato, L’eroe, è di fantascienza, la seconda, L’uscita per Santa Breta, è una ghost story, e in seguito sarebbero arrivate opere horror e fantasy, o un misto di questi e altri generi.
Alla fine degli anni ’70, quando ormai pubblicava racconti da diversi anni e aveva da poco pubblicato il suo primo romanzo, La luce morente, ha detto la sua sulla diffusa convinzione che horror e fantascienza siano due generi antitetici. Non lo ha fatto polemizzando con nessuno, ma scrivendo alcuni racconti. Se “la fantascienza parte dal presupposto che l’universo, a dispetto di quanto misterioso e pauroso possa apparirci, è, in fin dei conti, un’entità conoscibile” e che al contrario “una rapida occhiata alla vera natura del reale possa essere più che sufficiente per sprofondare la mente umana nella follia”, come ha ricordato nel primo volume di I canti del sogno, con l’horror che si basa sull’inconoscibilità, lui ha unito i due elementi. Il racconto più famoso che coniuga i due generi è I re di sabbia, capace di vincere i premi Nebula nel 1979 e Hugo nel 1980.

La genesi di Nightflyers
Incoraggiato dal successo Martin ha scritto Nightflyers, racconto di 23.000 parole pubblicato nel 1980 da Analog. Il testo ha vinto il premio Locus ed è stato finalista allo Hugo ma, a giudizio di Martin, era troppo compresso per i limiti imposti dalla rivista, con i personaggi secondari che non avevano abbastanza spazio e si riducevano a essere solo dei ruoli privi di nome. Per questo quando, nel 1981, il suo editor James Frenkel gli ha chiesto di espandere il testo per pubblicarlo nella serie Binary Star di Dell Publishing insieme a I veri nomi di Vernor Vinge, lui non si è lasciato sfuggire l’occasione. La nuova versione, di 30.000 parole, è stata ripubblicata nel 1985 nell’antologia Nightflyers and Other Stories, comprendente anche Override, Weekend in a War Zone, E ricordati sette volte di non uccidere mai l’uomo, Nor the Many-Colored Fires of a Star Ring e Canzone per Lya. In seguito il racconto è stato ripubblicato in GRRM: A RRetrospective (2003).

QUARTA DI COPERTINA
Quando ormai la terra è sull’orlo del tracollo, l’ultima speranza risiede in una spedizione scientifica la cui missione consiste nell’avvicinare e studiare una misteriosa razza aliena che si spera possa custodire la chiave per la sopravvivenza dell’umanità. L’unico mezzo in grado di affrontare la spedizione è la Nightflyer, un’astronave completamente automatizzata, controllata da un solo essere umano, il capitano Royd Eris. L’equipaggio però si ritrova a viaggiare su una nave fantasma perché il capitano non si mostra mai se non attraverso il suo ologramma e comunica solo tramite una voce contraffatta. A rendere la permanenza sulla Nightflyer ancora più inquietante, il sensitivo del gruppo inizia a percepire a bordo una presenza oscura, un’entità pericolosa, incorporea, aliena. Il capitano sostiene di non saperne nulla e, quando qualcosa o qualcuno inizia a uccidere i membri dell’equipaggio, sembra non essere in grado o intenzionato a cercare di arrestare questa scia di sangue.
L’unica ad avere la possibilità di fermare questa creatura sanguinaria è Melantha Jhirl, un’umana geneticamente modificata, più forte, intelligente e veloce di tutti gli altri membri dell’equipaggio. Ma per farlo, prima deve riuscire a restare viva.

L’AUTORE
George R.R. Martin, nato a Bayonne, nel New Jersey, nel 1948, è autore di numerosi racconti e romanzi, con cui ha vinto numerosi premi fra cui l’Hugo, il Nebula, il Bram Stoker e il Locus, ed è sceneggiatore per cinema e la televisione. Mondadori ha pubblicato tutti i libri di Le Cronache del giaccio e del fuoco compresi i prequel Il Cavaliere dei Sette Regni (2014) e La Principessa e la Regina (contenuto in La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose, antologia curata da Martin stesso assieme a Gardner Dozois, 2015), Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco: la storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade (2014, con Linda Antonsson e Elio M. García Jr.), Fuoco e sangue (2018), le raccolte di racconti Le Torri di Cenere (2007), I re di sabbia (2008), I canti del sogno (due volumi, 2016), i romanzi Il drago di ghiaccio, Il Pianeta dei Venti (con Lisa Tuttle), La luce morente, Il battello del delirio, Armageddon rag, Nella casa del verme e la serie di romanzi a mosaico da lui coordinata Wild Cards (fantasymagazine.it/29728/nightflyers-ritorna-in-libreria).

 

IL MONDO PERDUTO DI SIR ARTHUR CONAN DOYLE

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Era il 1913 quando in Italia “La Domenica del Corriere” pubblicava “Il mondo perduto” di Doyle. Nel 1990 uscì in libreria Jurassic Park di Michael Crichton che nel 1993 divenne l’omonima pellicola più famosa di sempre.

Sir Arthur Conan Doyle, autore scozzese e padre del giallo deduttivo, non scrisse unicamente dell’investigatore Sherlock Holmes. Il celebre scrittore e drammaturgo, nato a Edimburgo nel 1859, dedicò parte del suo genio letterario all’approfondimento di diversi generi, tra cui quello avventuroso.
Fra i romanzi d’avventura che Doyle scrisse spicca Il mondo perduto, ambientato in Venezuela, sull’altopiano di Maple White, dove il tempo sembra non essere mai scorso e dove la spedizione capeggiata dal Professor Challenger rinviene animali preistorici, ancora in vita, in teoria estinti da tempo.
Meno di un secolo più tardi Michael Crichton diede vita alla saga di romanzi Jurassic Park, ispirati al mondo perduto di Doyle e di cui, qualche anno dopo (1993), il regista Steven Spielberg ne trasse il famoso adattamento cinematografico.

“Con Il mondo perduto, Conan Doyle ha fatto molto di più che inventare un personaggio, ha dato vita a un nuovo genere letterario, il fantasy di avventura, definendone le norme”.

QUARTA DI COPERTINA
Londra, inizi del Novecento. Il professor Challenger, burbero e geniale zoologo e scienziato, in compagnia del suo rivale di sempre, il professor Summerlee, dell’impulsivo cacciatore lord John Roxton e del giornalista della Daily Gazette Edward Malone, decide di intraprendere un’impresa ai limiti delle possibilità umane: esplorare un misterioso altopiano, nel cuore della giungla amazzonica, dove il tempo sembra essersi fermato milioni di anni prima. Durante il viaggio i quattro compagni resteranno intrappolati in un mondo che pensavano perduto, dove rinverranno ancora in vita animali preistorici come l’iguanodonte e il tirannosauro, scopriranno l’esistenza di particolari primati non molto socievoli, ed entreranno in contatto con primitive tribù di indios. Attraverso incredibili peripezie e una miriade di ostacoli da superare, riusciranno infine a tornare in Inghilterra, portando come prova della loro straordinaria avventura uno Pterodactylus vivo all’interno di una cassa, che tuttavia fuggirà per aggirarsi impazzito tra le vie di Londra. L’eccezionale avventura vissuta nel mondo perduto non solo lascia ai quattro viaggiatori fama, ricordi e conoscenze, ma soprattutto un profondo legame di amicizia tra Challenger e Malone, amicizia che li porterà a condividere nuovi, straordinari viaggi di scoperta.

L’AUTORE
Sir Arthur Ignatius Conan Doyle (Edimburgo, 22 maggio 1859-Crowborough, 7 luglio 1930) è stato uno scrittore e drammaturgo scozzese, considerato, insieme ad Edgar Allan Poe, il fondatore di due generi letterari: il giallo e il fantastico. In particolare è il capostipite del sottogenere noto come giallo deduttivo, reso famoso dal personaggio dell’investigatore Sherlock Holmes. La sua produzione, tuttavia, spazia dal romanzo d’avventura alla fantascienza, dal soprannaturale ai temi storici. Dai suoi capolavori sono stati tratti molti adattamenti cinematografici e televisivi. Il mondo perduto è universalmente considerato un classico della letteratura fantastica, l’opera di riferimento del filone avventuroso del ‘mondo perduto’ (fantasymagazine.it/29716/torna-in-libreria-il-mondo-perduto-di-sir-arthur-conan-doyle).

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IL CACCIATORE DI DRAGHI DI J.R.R. TOLKIEN

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J.R.R. Tolkien nuovamente in libreria con le nuove edizioni di Il cacciatore di draghi, Le avventure di Tom Bombadil e Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm.

Anche se Il cacciatore di draghi è un testo piuttosto breve J.R.R. Tolkien vi ha lavorato per quasi vent’anni, estendendolo e modificando il tono dell’opera prima della pubblicazione, avvenuta nel 1949.
La nuova versione, curata da Lorenzo Gammarelli, fa seguire il testo noto da quello notevolmente più breve della prima versione manoscritta. Il tutto è corredato da una serie di note esplicative.
Contemporaneamente a Il cacciatore di draghi Bompiani ha pubblicato nuove edizioni economiche di Le avventure di Tom Bombadil e Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm.

QUARTA DI COPERTINA
Un contadino abitudinario e un po’ fanfarone, costretto a dar la caccia a un drago su cui riesce ad avere la meglio, diventa ricco e rispettato, tanto da essere eletto re. La fonte sarebbe un’antica cronaca in latino contenente il resoconto delle origini del Piccolo Regno. Ma è solo un espediente. Tolkien vi ricorre per creare un mondo metastorico, senza precise coordinate spazio-temporali, un’atmosfera da fiaba, un universo immaginario popolato di draghi e di giganti in cui però possiamo ritrovare qualcosa della nostra quotidianità. Nelle mani dell’autore, fiabesco e concretezza di particolari si mescolano dunque con somma maestria per andare dritto al cuore dei lettori di tutte le età.

L’AUTORE
John Ronald Reuel Tolkien nacque a Bloemfontein nell’allora Stato Libero dell’Orange (oggi Sudafrica), il 3 gennaio 1892, da Arthur Reuel Tolkien (1857–1896) e da Mabel, nata Suffield (1870–1904). I genitori erano inglesi, originari di Birmingham. All’età di tre anni, nel 1895, per motivi di salute si trasferì con la madre e il fratello Hilary Arthur Reuel in Inghilterra, a Sarehole, un sobborgo di Birmingham.
Fu amico intimo di C.S. Lewis, insieme al quale fu membro di un informale gruppo letterario conosciuto come Inklings e fu membro anche della Royal Society of Literature. Nel 1961 Lewis segnalò Tolkien alla giuria del Premio Nobel per la letteratura, che venne però scartato, perché la sua scrittura venne definita “prosa di seconda categoria”. Nel 1972 Tolkien ricevette la laurea honoris causa all’Università di Oxford e fu insignito dalla regina Elisabetta dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico.
Dopo la sua morte, il figlio Christopher pubblicò una serie di opere basate sull’ampia raccolta di appunti e manoscritti incompiuti del padre, tra cui Il Silmarillion. Questi, assieme a Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, formano un unico corpo di racconti, poemi, linguaggi fittizi e saggi su un mondo immaginario chiamato Arda, e la Terra di Mezzo[5] al suo interno. Tra il 1951 e il 1955 Tolkien applicò la parola legendarium alla gran parte di queste opere (fantasymagazine.it/29650/il-cacciatore-di-draghi-di-jrr-tolkien-nuovamente-in-libreria).

Altri pacchettini in partenza!

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Sono contento che abbiate iniziato ad acquistare i romanzi anche su andreabindella.com, per me è davvero un piacere spedirveli 🙂 .

Grazie a tutti !!!!!

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IL MARCHIO DELLA REGINA DI ALEN GRANA

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E’ il quarto volume della saga fantasy-piratesca I Signori delle Balene.

“Sangue che sfama
Seme che cresce
sul fondo del mare
S’alza il gigante:
Acqua che arretra
Legno che avanza,
della Regina inizia la danza.
Lo sa il mare”

QUARTA DI COPERTINA
Il sacrificio di Re Cuore di Sabbia non ha fermato il piano delle Sei Famiglie e Baliìa, la Regina oscura del sangue e del legno, è rinata a nuova vita. L’Impero di Baliìa oscura il mare e tutte le terre emerse, senza lasciare scampo a nemici o alleati. Nel clima di terrore che si è generato si muovono cinque gruppi di persone intenti a fare di tutto per porre fine una volta per tutte al suo dominio. Ma non tutti agiscono per il bene.

L’AUTORE
Alen Grana nasce nel 1980 e fin da piccolo sviluppa una forte propensione al nerdismo. Giochi di ruolo, ascolta metal, smanetta sui videogiochi, è quasi un secchione… sintomi più che caratteristici. Il problema è che con la crescita tutto questo non cambia. Si diploma e lavora come geometra ma coltiva la passione per la musica, libri, fumetti, spade laser e serial tv. Nel 2013 impazzisce, si iscrive a un corso di scrittura creativa tenuto dallo scrittore bolognese Gianluca Morozzi. Nel 2014 pubblica con LaPiccolaVolante I Signori delle Balene, primo libro dell’omonima saga fantasy/piratesca. Negli anni successivi escono in successione La Foglia Nera (2015) e Il Canto della Mangrovia (2016). Nel 2018 il quarto (e penultimo) libro della saga, Il marchio della Regina. Attualmente sta lavorando alla sceneggiatura di diversi spin-off seriali a fumetti dedicati ai singoli personaggi della saga (fantasymagazine.it/29587/il-marchio-della-regina).

 

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SALVA UNA QUERCIA E COSTRUISCE UNA PICCOLA BIBLIOTECA ALL’INTERNO DEL TRONCO

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Nel freddo Idaho una bibliotecaria ha salvato una quercia che stava per morire e ha creato una piccola libreria gratuita per il suo quartiere.

Come è stato possibile? Una bibliotecaria di Coeur D’Alene, Sharalee Armitage Howard, ha salvato un albero di più di 100 anni che stava per morire e ha creato una piccola libreria gratuita per il suo quartiere. È bastato aggiungere al tronco ormai vuoto un tetto, una porta a vetri e un allacciamento elettrico che illumina i volumi messi a disposizione per i lettori.
Le “regole” sono semplici: chiunque passi è libero di prendere senza pagare qualsiasi libro, a patto che poi ne lasci uno a sua volta. Uno scambio equo, che permette alla libreria di rinnovarsi ogni volta e di restare sempre fornita.
Nel video (https://youtu.be/G23-hG4PQjg) diffuso da Krem si possono vedere tutte le immagini della biblioteca.
Sono sempre più numerosi i luoghi in cui i lettori possono scambiarsi i libri che hanno letto e amato, infatti la biblioteca nell’albero di Coeur d’Arlen non è certo la prima(illibraio.it/biblioteca-tronco-albero-945393/).

 

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