Altri pacchettini in partenza!

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Sono contento che abbiate iniziato ad acquistare i romanzi anche su andreabindella.com, per me è davvero un piacere spedirveli 🙂 .

Grazie a tutti !!!!!

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LE LITTLE FREE LIBRARY CONQUISTANO ANCHE L’ITALIA

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Nel parco romano dove si trova una “Little Free Library” d’Italia ora accadono cose belle: la gente prende e porta libri, si siede a leggere e organizza feste e pic-nic con i bambini accanto alla casetta dei libri.

L’idea è partita dagli Usa, dove Todd Bol ha costruito nel 2009 la prima “Little Free Library”, una cassetta (come quelle utilizzate per gli uccelli o i pipistrelli) che ospita libri accessibili a tutti, gratuitamente; con un altro americano, Rick Brooks, ha creato la prima rete che cataloga e associa tutte quelle esistenti nel mondo.
A Berlino le Little Free Libraries sono state ricavate nei tronchi degli alberi morti, in modo da avere più spazio e da simulare una vera e propria biblioteca naturale a impatto zero, la cosiddetta Book Forest.
In Islanda, a Reykjavík, dal 2013 ce n’è una nei pressi di parco Tjörnin, vicino alla statua commemorativa dell’artista Bertel Thorvaldsen: inizialmente ha contribuito alla diffusione di 55 libri, alcuni dei quali donati da scrittori locali.
In Italia il primo esempio risale al giugno 2012, quando l’insegnante Giovanna Iorio ha installato la prima casetta nel parco dell’Inviolatella Borghese, nel quartiere di Vigna Clara, a Roma.
A Corbetta (MI), nel giugno 2012, il comune ha inaugurato la Corbetta Free Library: regolarmente registrata sul portale di Bol e Brooks con il numero 1774, è la prima casetta al mondo ad appartenere a una biblioteca pubblica ed è stata la terza Free Library d’Italia e la sesta d’Europa. Leggere, oggi, è sempre più condividere (illibraio.it/little-free-library-italia-211000).

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LA LUCE NERA DI KEN MACLEOD

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Continua la serie Engines of Light di Ken McLeod, dedicata al primo contatto con una specie aliena molto particolare.

Lo scrittore scozzese ha immaginato un futuro alternativo per il mondo, dove l’Unione Sovietica è risorta e domina una buona parte del pianeta e la tecnologia spaziale è avanzatissima.
In questo scenario si innesta il primo contatto con una specie aliena, grazie al quale l’umanità ha colonizzato il pianeta Mingulay, dove convive con una razza di sauri intelligenti.
In Luce nera, secondo volume della trilogia, ritroviamo i protagonisti del primo episodio della saga, in particolare Matt Cairns, l’uomo quasi immortale.
Egli sospetta che la Seconda Sfera, un vasto e potente nodo di civiltà aliene, voglia impedire agli umani e ad altre specie l’espansione tra le stelle, una situazione insopportabile.
Il viaggio di Cairn verso il mondo di Croatan potrebbe svelare la verità e portare a una rivoluzione interstellare.

QUARTA DI COPERTINA
Il romanzo riprende da dove avevamo lasciato i Cosmonauti e li porta questa volta nella “Seconda Sfera”, una serie di sistemi solari in cui la vita è stata impiantata artificialmente da una misteriosa specie aliena e trascendente. Matt Cairns, il semidio, il quasi immortale, sviluppa una forma di viaggio interstellare per scoprire di più su questi esseri misteriosi, il cui segreto potrebbe nascondere la chiave per garantirgli il potere assoluto e il dominio sulla Terra e i suoi abitanti. Ma Gregor ed Elisabeth, eroici protagonisti del primo romanzo, non resteranno a guardare. Chi avrà la meglio?

L’AUTORE
l suo nome completo è Kenneth Macrae MacLeod, è nato nel 1954 a Stornoway, una piccola città nelle isole Ebridi.
Si è laureato in zoologia all’università di Glascow, ha poi conseguito un master con una tesi sulla biomeccanica.
Dopo la laurea ha fatto vari lavori fra cui quello di analista programmatore.
Ha successivamente iniziato a scrivere e pubblicare narrativa negli anni ’90.
MacLeod nei suoi romanzi propende per argomenti come manipolazioni genetiche, meccanica quantistica e quant’altro riguarda la tecnologia, a cui unisce spesso scenari sociali profondamente politicizzati (fantascienza.com/24223/la-luce-nera-di-ken-macleod).

 

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LA MISSIONE IMPOSSIBILE DI MIKE RESNICK

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Il primo romanzo della trilogia Dead Enders del pluripremiato Mike Resnick.

Il numero di Urania che inaugura il 2019 è la prima parte della trilogia detta Dead Enders (tradotto in italiano con Senza Speranza), scritta da Mike Resnick e ambientata, inutile dirlo, nel Birthright Universe, il maxi-ciclo che, in oltre trenta romanzi, racchiude millenni di storia futura dell’umanità.
Nel primo libro della serie, Orion – la fortezza, troviamo la Democrazia, composta in massima parte da umani) in guerra con gli alieni della Coalizione Transkei, un conflitto dall’esito quanto mai incerto.
Sull’orlo della disperazione i comandi della Democrazia ricorrono a una carta disperata, una missione impossibile che dovrà essere portata a termine del colonnello Nathan Pretorius e dalla sua squadra.
Un compito semplice, penetrare in una fortezza nemica, sostituire il comandante in capo delle forze Transkei, il generale Michkag, con un clone e tornare indietro con l’originale.

QUARTA DI COPERTINA
Avete presente I Guardiani della Galassia della Marvel? Ecco, Orion: La Fortezza di Mike Resnick presenta un gruppo di avventurieri che in qualche modo li ricordano.
Il Colonnello Pretorius, eroe di guerra, esperto di missioni da infiltrato, il Cyborg Felix Ortega, l’esperto di computer Toni Levi, la contorsionista pregiudicata Sally “Cobra” Kowalski, l’essere semi-umano dai poteri empatici, Circe, l’alieno Gzychurlyx e Madame Matusalemme – i Senza Speranza (Dead Enders in inglese) – dovranno infiltrarsi nella Fortezza di Orione, rapire il Generale Michkag (o assassinarlo) per mettere al suo posto un clone appositamente istruito per passare informazioni di vitale importanza alla Democrazia, nella sua lotta contro la Coalizione Transkei. E scappare vivi, ovviamente!

L’AUTORE
Michael (Mike) Diamond Resnick ha vinto ben cinque premi Hugo e un premio Nebula. Ha scritto oltre cinquanta romanzi. Orion: La Fortezza è il primo libro di una nuova trilogia (quella dei Dead Enders), ambientata nel Birthright Universe, creato da Resnick nel romanzo Birthright: The Book of Man del 1982 (fantascienza.com/24283/la-missione-impossibile-di-mike-resnick).

 

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LIBRI PER CURARE TRISTEZZA E SOFFERENZE D’AMORE: APRE A FIRENZE LA “PICCOLA FARMACIA LETTERARIA”

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Propone soluzioni letterarie per problemi reali, come in una vera farmacia.

“Sei triste? Sei appena uscito una storia d’amore disastrosa? Devi superare un momento difficile? Ora la cura la trovi nella nuova libreria La Piccola Farmacia Letteraria”
I libri hanno un foglietto illustrativo con indicazioni, posologia ed effetti collaterali divisi in più di 60 categorie tra stati d’animo e malanni fisici.
Il negozio ha aperto a Firenze, nel quartiere di Gavinana, in via di Ripoli 7/R. Lo spazio è piccolo, 40 metri quadri circa, ma i progetti sono ambiziosi.
Nella libreria è possibile trovare un raffinato catalogo di testi, ma qualsiasi titolo può essere ordinato telefonicamente o tramite i social, ed essere consegnato a casa.
La Piccola Farmacia Letteraria si diverte a offrire ai propri lettori offerte, promozioni e alcuni giochi per incentivare la lettura, come l’usato garantito, per cui se entro un mese il cliente riporta un libro in ottime condizioni potrà usufruire di sconti su altri testi (e il libro vecchio verrà rimesso in vendita con un prezzo inferiore).
O come il gioco dell’oca, per cui per ogni libro acquistato ne vengono suggeriti altri tre, da cercare tra gli scaffali in base a cosa è piaciuto: ambientazione, genere, autore. “Funziona come un algoritmo di quelli che usa Amazon per consigliare altri acquisti, ma questo è fatto da una persona”.
E se dopo aver scelto il vostro libro-medicina avete voglia di fermarvi a leggerlo sorseggiando una tazza di tè o una cioccolata calda, proprio accanto alla libreria, in collaborazione con la Caffetteria OZ, c’è anche un piccolo spazio bar (illibraio.it/piccola-farmacia-letteraria-942972/).

 

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Nuove pubblicazioni

Pubblicati due nuovi romanzi

 

“Anima sintetica” è lo spin-off di Terra 2486 e può essere letto prima o dopo il romanzo.

«Quello che avverrà, sarà determinato da quello che è accaduto. Quello che era destinato, si ripeterà come in un ciclo». (Zecharia Sitchin)

Grazie alla tecnologia aliena di cui sono entrati in possesso, gli abitanti di Akgua sono convinti di poter vincere la guerra; se poi riuscissero a dare un’anima a quella macchina, potrebbero addirittura conquistare l’intero universo.

Gli inconsapevoli protagonisti di questa avventura si troveranno a fare i conti con pericolosi controllori del tempo e antiche civiltà perdute che cercheranno di reclamare la loro sovranità.

Sarà possibile cambiare il futuro intervenendo nel passato o il fiume degli eventi continuerà a scorrere sempre nella stessa direzione?

Per Blue e Alkita tutto questo non sembra fare alcuna differenza.

 

“Il compagno ideale” è una raccolta di racconti da leggere tutta d’un fiato.

Che tu sia un sognatore, un amante della fantascienza, un appassionato del fantasy o semplicemente un tipo ironico, tra questi racconti troverai il compagno ideale per le tue letture.

Se ti piace iniziare e finire una storia nell’arco di una serata, quello che ti ci vuole è proprio una storia breve.

Gli specchi celano un terribile segreto, ma Stefano sembra aver trovato il modo di combatterli.

Le ex mogli possono essere davvero terribili quando decidono di vendicarsi.

YouTube racchiude migliaia di corsi, riuscirà Francesco a svaligiare una banca?

Riuscirà una bambina a insegnare le buone maniere agli adulti?

L’agente Cobb questa volta sarà alle prese con il cattivissimo Roobbler e dovrà trovare il modo di sconfiggerlo se vorrà salvare l’umanità.

Neigmor, il guerriero, sarà messo a dura prova e dovrà combattere contro dei nemici molto forti e astuti.

I due elfi Hitty e Radtz dovranno affrontare innumerevoli pericoli per riuscire a salvare il loro amico.

Ricardus si ritroverà a maledire il giorno in cui è quasi morto.

Una delle spie più formidabili di Akgua farà una scoperta che probabilmente la porterà a morte certa.

I GIGANTI DI PIETRA

Dalla verde e piacevole campagna inglese ai misteriosi moai dell’isola di Pasqua in un romanzo sospeso tra gotico e fantascienza.

Un avvenimento apparentemente banale, il ritrovamento di una vecchia e bizzarra scultura in un cimitero abbandonato, è l’inizio di una vicenda complessa e piena di misteri e orribili pericoli.
Dal paese di Isling il protagonista si troverà coinvolto in una spirale di strani incidenti, morti e disastri che lo condurranno dapprima a Stonehenge, poi nella remota isola di Pasqua e infine oltre i confini dell’immaginabile.
Questo il tema del romanzo I giganti di pietra, il cui autore Donald Wandrei iniziò a scrivere nel 1927, per poi fondare, in collaborazione con August William Derleth, la Arkham House, casa editrice dedita alla divulgazione di opere legate all’universo dei Miti creato da H. P. Lovecraft.
Specializzato nei racconti Wandrei ha scritto solo questo romanzo, ispirandosi ovviamente all’universo dei Miti di Cthulhu ma nel contempo aggiungendo argomenti classici della fantascienza.

QUARTA DI COPERTINA
Visti dallo spazio i Megaliti di Stonehenge in Inghilterra e i Moai dell’Isola di Pasqua non sono poi così lontani. È quello che scopre a proprie spese Carter E. Graham, curatore museale e protagonista de “I giganti di pietra” di Donald Wandrei.
Un manufatto maledetto costringe Carter ad abbandonare la propria vita di studioso, trascinandolo in un’avventura degna di Indiana Jones, in cui non esiste soluzione di continuità tra archeologia e orrore. Il romanzo deve molto ai Miti di Cthulhu di Lovecraft. Il posto dei Grandi Antichi in questo caso è affidato ai Titani, alieni che dominavano il pianeta in tempi remoti, e che ora minacciano di tornare sulla Terra per giudicarla e distruggerla. Un classico che segna una pietra miliare nel proficuo connubio fra la narrativa fantascientifica e il romanzo gotico.

Una curiosità
La prima stesura del libro, con il titolo “Dead Titans, Waken!”, fu scritta nel 1932 e rifiutata da tre diversi editori. Ci vollero quindici anni, un pesante lavoro di editing e la fondazione di una casa editrice da parte dell’autore, la Arkham House, perché finalmente l’opera fosse stampata con un nuovo titolo, “The Web of Easter Island” (1948). In traduzione italiana, comparve nel 1956 su Urania n. 120 e nella collana Classici Fantascienza n. 14 di Mondadori, nella nuova traduzione di Andreina Negretti nel 1978. A quarant’anni da questa data, proprio come il manufatto riesumato da Carter E. Graham, il romanzo torna a vedere la luce delle edicole italiane ai primi giorni di novembre.

L’AUTORE
Donald Wandrei (Saint Paul, 20 aprile 1908 – Saint Paul, 15 ottobre 1987) è stato uno scrittore statunitense, noto per i suoi romanzi di fantascienza e fantasy di ispirazione lovecraftiana, e fratello maggiore dell’altro autore di fantascienza Howard Wandrei.
si diplomò alla Università del Minnesota in letteratura inglese, nel 1928. Già dal 1926, il giovane Wandrei rimase affascinato dai racconti della rivista Weird Tales, di cui in seguito diventerà uno strenuo collaboratore, entrando in corrispondenza con due dei più importanti autori pubblicati dalla rivista, H. P. Lovecraft e Clark Ashton Smith. Già a partire dall’inizio della sua carriera di scrittore di genere fantastico, Wandrei divenne collaboratore di diverse riviste pulp, tra le quali Astounding e Black Mask, tuttavia l’elevata qualità del suo stile gli permise di essere pubblicato anche da riviste meno “popolari” come Esquire. Appassionatosi all’universo di Lovecraft, ne continuò il ciclo con i due racconti del 1933 The Fire Vampires e The Tree-Men of M’Bwa e con l’unico romanzo scritto da Wandrei, I giganti di pietra (Dead Titans, Waken!), scritto nel 1932 ma pubblicato solo nel 1948 col nuovo titolo The Web of Easter Island. La prima versione del romanzo è stata pubblicata in edizione limitata solo nel 2012 (fantascienza.com/24169/i-giganti-di-pietra).

LE STRANE ABITUDINI DEGLI AMANTI DEI LIBRI

Ogni accanito lettore che si rispetti ha delle “strane abitudini” e ama i libri in diversi modi.

Alcuni lettori si rivelano particolarmente ordinati nel catalogare i libri negli scaffali, altri evitano di “fare le orecchie” sulle pagine. Ci sono delle abitudini che accomunano tutti i Book Lover. Per “abitudine” si intendono tutte quelle serie di cose che si fanno senza nemmeno pensarci. Eccone alcune in cui potreste siuramente rispecchiarvi.

Annusare i libri
Ogni amante dei libri sa che questi un buon odore che porta ad annusarli in modo intenso. Che sia la carta, l’inchiostro o sogni dell’autore, i libri (specialmente quelli vecchi) odorano di comodità,conoscenza, poltrone imbottite e caminetti accesi.

Spendere troppi soldi in libri
Pochissimi amanti dei libri sono in grado di entrare in una libreria senza acquistare più di un libro. Sia chiaro che acquistare libri non è una cosa negativa ma potete far respirare il vostro portafoglio ricordando che esistono molte biblioteche pubbliche che stanno ancora distribuendo gratuitamente i libri.

Aggiornare continuamente la lista dei libri da comprare
Avete negli scaffali i libri che avete acquistato recentemente e sul comodino quelli che state già divorando. Eppure non riuscite a non aggiornare assiduamente la lista di libri che volete assolutamente acquistare.

Approfittare di ogni luogo per leggere
Se non riuscite a staccare gli occhi dal libro, capirete bene che ogni luogo o momento è idele per leggere. Dai treni agli autobus fino a leggere camminando per strada. Ma appena rincasate nella vostra dimora non perdete occasione nel creare una situazione super rilassante per concedervi alla lettura, come riempire la vasca di acqua calda e attorniarla di candele profumate.

Confrontare il libro con la serie Tv
Non appena vi capita di discutere con i vostri amici della serie Tv tratta dal vostro sito preferito, non perdete occasione per prendere le difese del racconto stampato e sul perchè i libri non possono sostituire il film. Basti pensare al caso Games of Thrones.

Giudicare la libreria degli altri
Gli amanti del libro sanno che non bisogna giudicare un libro dalla copertina eppure non sprecano occasione per giudicare le persone dai loro scaffali di libri.

Trovare scuse per restare a casa a leggere
Vi piace uscire e trascorrere del tempo con gli amici ma allo stesso tempo preferite di gran lunga restare a casa a leggere un libro. E in più di un’occasione avete fatto finta di avere altri programmi o piani imprevisti pur di evitare l’appuntamento.

Mettere in valigia i libri per un viaggio
Capita, anche solo per un week-end, di dover partire ed è lì che non viene meno la vostra voglia di leggere. Per essere sicuri portate dietro con voi non solo un libro. Ma oltre il tempo a disposizione durante il viaggio, siete sicuri di avere del tempo a disposzione per leggere? D’altronde il viaggio l’avete pianificato per non restarvene rintanati in casa.

Iniziare a leggere un libro mentre se ne sta leggendo già un altro
Chi dice che si deve leggere un libro alla volta? Certo, si potrebbe iniziare a mescolare alcuni punti di trama delle diverse storie ed è richiesto più tempo per finire entrambi i libri. Ma nonostante ciò non c’è motivo di non leggere due o più libri contemporaneamente.

Usare qualsiasi cosa come segnalibro
Ricevute e dichiarazioni bancarie potrebbero essere i vostri segnalibri. Sicuramente persino i bookmarkers più fiduciosi del mondo ricorrono ad usare la loro carta di credito o il biglietto da visita in una volta ogni tanto. Alcuni coraggiosi Book Lover potrebbero anche avere l’abitudine di ricordare semplicemente il loro numero di pagine.

Leggere tutta la notte per finire il libro
Ogni amante del libro sa cosa significhi essere sdraiati a letto con lo sguardo sul libro, andando avanti a leggere fino alle tre di mattina, incapaci di lasciarsi andare al sonno pur di scoprire il finale del libro (libreriamo.it/libri/le-piu-strane-abitudini-degli-amanti-dei-libri/).

Io credo di averle quasi tutte, forse l’unica che non ho è l’uso dei segnalibri perché mi ricordo la pagina a cui sono arrivato.
Che strane abitudini avete voi?

 

SALDI di HALLOWEEN

Halloween, una festa lunga 48 ore. Cogli l’occasione per regalarti un libro!

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APPROFITTANE SUBITO

LA FORTEZZA DEI COSMONAUTI DI KEN MACLEOD

Su Urania Collezione la prima parte della trilogia “Engines of Light” di Ken MacLeod.

Il futuro immaginato dallo scrittore scozzese Ken MacLeod per l’inizio della sua trilogia Engines of Light non è molto distante dalla nostra epoca, tuttavia le cose sono cambiate moltissimo.
Nel 2040 la Russia, tornata comunista, ha conquistato una buona fetta dell’Europa, il Regno Unito ora si chiama FUK, former United Kingdom o ex Regno Unito, la tecnologia è cresciuta esponenzialmente e da una stazione spaziale ribelle arriva la notizia di un contatto con gli extraterrestri.
Su questa base di partenza si innestano due linee narrative, una che parte da Edinburgo e racconta le vicende di Matt Cairns, programmatore e membro dell’International Workers of the World Wide Web (o Webblies), l’altra ambientata a 200 anni dalla prima su un lontano pianeta, Mingulay, dove gli uomini convivono con diverse specie intelligenti.
Sin dal primo romanzo della trilogia, La fortezza dei cosmonauti, MacLeod intreccia differenti linee temporali in modo intricato, mescolando temi classici della fantascienza con massicce dosi di avventura e nuove idee, una per tutte la creazione del Webblies, l’unione dei programmatori poi ripresa da Cory Doctorow nel suo romanzo For the win (2010).
Lo stile di MacLeod richiede pertanto un certo sforzo di comprensione al lettore, ma questa piccola fatica viene ampiamente ripagata da una space opera moderna e affascinante.

QUARTA DI COPERTINA
Matt Cairns fugge dalla Scozia per approdare su una stazione spaziale; ha con sé informazioni cruciali fornite dagli alieni che darebbero agli esseri umani i mezzi per il viaggio interstellare. Duecento anni dopo, il biologo Gregor Cairns, un discendente degli esploratori che hanno colonizzato il pianeta Mingulay, si rende conto che navigare tra le stelle potrebbe essere alla portata degli umani.

L’AUTORE
Ken MacLeod, scozzese, nasce nel 1954 ed è considerato uno dei maggiori scrittori britannici: finalista al premio Arthur C. Clarke, Nebula e Hugo e vincitore del BSFA e dell’Eurocon 2000 come miglior autore. Nelle sue opere convergono tre filoni: spaziale, come nella Fortezza dei cosmonauti, ipertecnologico, con i problemi connessi al “postumanesimo” (pur rimanendo cauto sui pericoli della cibernetica del futuro) e infine quello politico. Non è un caso che il titolo di questo romanzo faccia riferimento ai “cosmonauti”, la dizione russa per astronauti (fantascienza.com/24043/la-fortezza-di-ken-macleod).