LA FINLANDIA CELEBRA L’INDIPENDENZA, E REGALA UNA BIBLIOTECA AI CITTADINI

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Si chiama Oodi ed è un capolavoro di architettura. È la nuova biblioteca pubblica di Helsinki, dono dello stato ai cittadini per festeggiare l’indipendenza.

Forse era proprio da aspettarselo da un paese come la Finlandia, lo stato più alfabetizzato del mondo che vanta il sistema scolastico più avanzato d’Europa. Per celebrare i 101 anni di Indipendenza dalla Russia, nel giorno di festa nazionale, la Finlandia regala ai suoi cittadini Oodi, la nuova biblioteca di Helsinki. L’inaugurazione è cominciata ieri sera, 5 dicembre, e continuerà per tutta la giornata di oggi con eventi dedicati a tutti i cittadini, in particolare bambini e famiglie.

Un progetto nato dai cittadini
Oodi è una biblioteca per i cittadini nata dai cittadini. Un progetto da 98 milioni di euro nato nel 2012, quando il governo finlandese ha deciso che per celebrare i cento anni di indipendenza della Finlandia avrebbe voluto fare un dono alla cittadinanza: «Niente meglio di una biblioteca poteva simboleggiare il nostro modo di intendere la nazione, una società aperta, trasparente e egualitaria che ha come valori l’istruzione continua, la cittadinanza attiva, la libertà di espressione. La democrazia si fonda infatti su un popolo istruito e critico, la dobbiamo difendere», dichiara il sindaco di Helsinki Jan Vapaavuori. E subito i cittadini sono stati coinvolti, attraverso richieste e sondaggi, per far dire a loro che cosa avrebbero voluto trovare nella nuova biblioteca di stato. Sono stati i cittadini a decidere la distribuzione dei piani, la presenza di aree per studiare e lavorare, e anche a decidere il nome della biblioteca: Oodi.

Servizi all’avanguardia
Oodi è un capolavoro di architettura. Una struttura modernissima di 85.000mq suddivisa su tre piani, progettata dallo studio ALA architects. L’idea è che Oodi, oltre alla tradizionale funzione di biblioteca, sia uno spazio multifunzionale dove i cittadini possano trascorrere del tempo, imparando e lavorando. Al primo piano si trova una grande area eventi, un cinema e un bar. Al secondo piano si trova invece l’Urban Workshop, un luogo dove a completa disposizione dei cittadini ci sono gli strumenti più vari per lavorare e creare: stampanti 3D, fotocopiatrici, uno studio di registrazione musicale, laser, uno studio per editare e registrare video. Al terzo piano, infine, il Book Heaven: una scelta di più di 100.000 libri, un’incredibile vista sul panorama circostante, aree per studiare in silenzio e in gruppo.

Il genio italiano
C’è un po’ di Italia a Oodi: i visitatori che entreranno al Book Heaven situato al terzo piano troveranno ad 351 moduli di librerie italiane. Oltre 2.800 metri lineari di scaffali, in moduli fatti per l’85% di alluminio nati dalla matita del designer Dante Bonuccelli, personalizzati su disegno dei progettisti e assemblati in loco dagli artigiani di UniFor, azienda del gruppo Molteni con sede a Turate, in provincia di Como (libreriamo.it/libri/la-finlandia-celebra-lindipendenza-e-regala-una-biblioteca-ai-cittadini/).

 

 

ELEVATION, NUOVO ROMANZO BREVE DI STEPHEN KING

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U

n racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, in cui King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n’è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull’ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l’amicizia è sempre a portata di mano. In un racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

L’AUTORE
Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie sono bestseller che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont. Accanto ai grandi film, innumerevoli gli adattamenti televisivi tratti dalle sue opere. King, oggi seguitissimo anche sui social media, è stato insignito della National Medal of Arts dal presidente Barack Obama (thrillermagazine.it/17626/elevation-di-stephen-king).

CACCIA ALLA FENICE, DI MICHEAL SWANWICK

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Ritornano Darger e Surplus, protagonisti di rocambolesche avventure in un futuro che assomiglia molto al passato.

Quando ti trovi davanti a un’opera di Michael Swanwick non sai mai cosa aspettarti, una folle cavalcata sullo stile di Universo in scatola, oppure una solida storia di viaggi nel tempo ed estinzioni di massa come in Le ossa della Terra.
Anche se ci ha abituato alle cose strane il romanzo Caccia alla Fenice è davvero strano, almeno i due protagonisti sono noti, trattandosi di Aubrey Darger, per gli amici semplicemente Darger, e di Sir Blackthorpe Ravenscairn de Plus Precieu, o più semplicemente Surplus, apparsi per la prima volta del racconto “Il cane disse bau”.
Personaggi troppo inquieti per rimanere nelle pagine di un racconto, vincitore di un premio Hugo e infatti i due ricomparvero nel romanzo Gli dei di Mosca.
Cosa ci sia di strano nella coppia Darger & Surplus è presto detto, il primo è un uomo, il secondo un cane intelligente, nel senso che cammina, parla e spesso cerca di imbrogliarti.
A rendere il tutto ancora più bizzarro all’inizio di “Caccia alla Fenice” c’è Darger che conduce uno yak sul quale giace il corpo senza vita dell’amico, davanti a loro la Cina post-utopica, piena di misteri ma anche di possibilità.

QUARTA DI COPERTINA
Rocambolesco, bizzarro e brillante sono tutti aggettivi che si attagliano perfettamente a questo romanzo di Michael Swanwick. In “Caccia alla Fenice” il cane geneticamente modificato dalla postura eretta Surplus e il suo amico truffatore bibliofilo Aubrey Darger sono catapultati in Cina, dopo essere sfuggiti – né indenni né tutti e due vivi – dalla loro precedente avventura in Russia, narrata in Gli dei di Mosca.
Il poliedrico Michael Swanwick, più volte vincitore dei premi Hugo e Nebula, riesce nell’impresa quasi impossibile di coniugare la fantascienza postapocalittica alle atmosfere steampunk di stampo ottocentesco, senza perdere il gusto per l’ironia e l’esagerazione delle situazioni fino all’assurdo, con l’eleganza di un vero gentleman.

L’AUTORE
Michael Swanwick, americano di Philadelphia, è uno degli autori più quotati della fantascienza e del fantastico degli ultimi decenni. Cinque volte vincitore del Premio Hugo – sempre nella categoria racconto – e vincitore di un Premio Nebula col romanzo Domani il mondo cambierà, Swanwick è attivo dall’inizio degli Anni Ottanta. Eclettico, originale, brillante, Swanwick ha scritto soprattutto fantascienza ma si è avventurato anche in campi limitrofi. Ha all’attivo una decina di romanzi e ben dodici raccolte di racconti. Tra i saggi, ha pubblicato un libro su Gardner Dozois, il grande editor scomparso lo scorso anno (fantascienza.com/24466/la-strana-coppia-di-micheal-swanwick).

OLTRE IL BOSCO, IL PRIMO ROMANZO DI MELISSA ALBERT

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Se avete amato le fiabe con principesse dolci e aggraziate, principi coraggiosi, fate e altre creature fantastiche, dimenticatevi di tutto questo i personaggi di questa storia saranno ben diversi.

Alice non ha mai avuto una casa. Da sempre, lei e la madre Ella sono perennemente in fuga, perennemente in cerca di qualcuno che le ospiti per sfuggire alla sfortuna nera che le perseguita. Sullo sfondo la figura affascinante della nonna, Althea Proserpine, che Alice non ha mai conosciuto e che Ella non vuole nemmeno nominare: misteriosa e seducente autrice di una raccolta di racconti neri fuori catalogo ma ricercatissimi dai collezionisti, vive da anni reclusa ad Hazel Wood, una villa celata in mezzo a un bosco ignoto, sfuggendo alla curiosità dei fan.Quando Ella viene rapita, ad Alice non resta che andare alla disperata ricerca di dove sia Hazel Wood.

L’AUTRICE
Melissa Albert è web editor, ha fondato il Barnes & Noble Teen Blog ed è editor responsabile di BN.com. Ha scritto per riviste prestigiose tra cui McSweeney’s e Time Out Chicago (fantasymagazine.it/29770/oltre-il-bosco).

LUOGHI SPECIALI PER LEGGERE ALL’APERTO

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Con la primavera la voglia di leggere all’aperto cresce. Da Bari alla Germania, passando dalla California e dalla Russia: le librerie e le biblioteche all’aperto sono ovunque.

La bella stagione, le vacanze, il sole, il verde… ogni scusa è buona per un buon libro all’aria aperta! A questo proposito, il sito Flavorwire (flavorwire.com/386979/20-amazing-outdoor-libraries-and-bookstores-from-all-over-the-world/view-all) ha indicato le 20 biblioteche e librerie all’aperto più belle.

Magdeburgo, Germania – Una curiosa biblioteca all’aria aperta costruita con pezzi prefabbricati di un vecchio edificio demolito, che svetta nel verde della quiete cittadina.

Bondi Beach, Sidney – Nel 2010, in occasione del suo 30esimo anniversario, IKEA ha realizzato una vastissima libreria all’aperto, sulla spiaggia di Bondi Beach: gli avventori erano invitati a scambiare i propri libri o ad acquistarne altri con una donazione.

Ekaterinburg, Russia – Una particolarissima biblioteca che apre solo nella stagione estiva e si può leggere seduti su comodissimi pouf.

Levinski Garden, Tel Aviv – Una fornitissima biblioteca nel parco di Tel Aviv: 3.500 libri in 14 lingue diverse.

The Honesty Bookshop, Hay-on-Wye, Galles – La libreria dell’onestà, in Galles, offre a disposizione molti libri e una cassettina per i soldi.

Brattle Book Shop, Boston – La sezione esterna del famoso negozio: scaffali di libri sovrastati da ritratti di scrittori famosi, tra cui l’italiano Italo Calvino.

Bart’s Book, Ojai, California – La più grande libreria indipendente d’America in una delle zone più belle e turistiche della West Coast.

Arena Giardino, Japigia (Bari) – Una biblioteca all’aperto in una bellissima area verde della Puglia: i libri si possono leggere sul posto o portare a casa e poi restituire, come la consuetudine del bookcrossing richiede.

Leiden, Olanda – Un incredibile negozio all’aperto: enormi scaffali stracolmi di libri, e biciclette parcheggiate (illibraio.it/luoghi-leggere-aperto-188634/).

 

Un Nuovo Nemico, Terra 2486, Il Compagno Ideale, Anima Sintetica

LA SUPERLUNA PIÙ GRANDE DEL 2019

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Il 19 febbraio ci sarà la Luna piena più grande dell’anno.

La luna, nei secoli, è stata fonte di ispirazione poetica e filosofica: Luciano di Samosata, scrittore greco del II secolo d.C., nella sua “Storia vera”, immaginava il viaggio verso luna con una nave. Petrarca fa della luna una metafora dei suoi stati d’animo malinconici e notturni; mentre la luna più romantica è quella di cui scrisse Giacomo Leopardi, il cui pastore errante, ne “Il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, si chiede: “Che fai tu, Luna, in ciel? Dimmi che fai, silenziosa luna?” La luna, dunque, è una presenza amica e consolatrice, dopo l’angoscia generata dalla coscienza del reale contrapposto all’eterno.
All’indomani dell’arrivo dei primi astronauti sulla luna, Giuseppe Ungaretti, per sottolineare l’importanza dell’evento, scrisse: “Questa è una notte diversa da ogni altra notte del mondo. Ogni uomo ha desiderato da sempre conquistare la luna…oggi è stato raggiunto l’irraggiungibile, ma la fantasia non si fermerà…”. Se con Galileo la luna è diventata un universo conoscibile, con Armstrong è diventata un universo fisicamente esplorabile ma da sempre e per sempre la luna sarà, per tutti gli uomini, un astro narrante, che racconta del cosmo e della sua armonia, del tempo e della sua regolarità, dello spazio e della sua profondità.

La Luna è la protagonista del cielo di febbraio: appuntamento il giorno 19 con la Luna piena più grande dell’anno. Sarà una Superluna, un evento che si verifica quando il nostro satellite si trova alla minima distanza dalla Terra, al cosiddetto perigeo, che sarà di circa 356.761 chilometri. Le dimensioni apparenti della Luna saranno, quindi, maggiori: la differenza di diametro rispetto a una Luna piena media sarà del 7%, e la luminosità del 30% in più.

Anima Sintetica lo spin-off di Terra 2486

Qualche mese fa ho pubblicato lo Spin-Off del romanzo “Terra 2486” e si intitola ANIMA SINTETICA.
Il libro è un approfondimento delle storie di due personaggi che saranno molto importanti per l’intero Ciclo che sarà composto da tre volumi.

Vi lascio con la quarta di copertina e un piccolo estratto del romanzo.

Grazie per il tempo che mi dedicherete e buona lettura !!!

QUARTA DI COPERTINA
«Quello che avverrà, sarà determinato da quello che è accaduto. Quello che era destinato, si ripeterà come in un ciclo». (Zecharia Sitchin)
Grazie alla tecnologia aliena di cui sono entrati in possesso, gli abitanti di Akgua sono convinti di poter vincere la guerra; se poi riuscissero a dare un’anima a quella macchina, potrebbero addirittura conquistare l’intero universo.
Gli inconsapevoli protagonisti di questa avventura si troveranno a fare i conti con pericolosi controllori del tempo e antiche civiltà perdute che cercheranno di reclamare la loro sovranità.
Sarà possibile cambiare il futuro intervenendo nel passato o il fiume degli eventi continuerà a scorrere sempre nella stessa direzione?
Per Blue e Alkita tutto questo non sembra fare alcuna differenza.
CAPITOLO III
Sullo schermo della plancia comparvero le immagini richieste. Era una piccola scialuppa di salvataggio, a prima vista, messa piuttosto male. Perdeva ossigeno da un buco nello scafo.
«Signore, ci hanno inviato un codice criptato… sembra trattarsi di un nostro agente dei servizi segreti».
«A giudicare dallo stato della navetta, non credo che riuscirà ad atterrare nel nostro hangar… attivate il sistema automatico di attracco, hangar 5. Serghey, seguimi, andiamo a vedere chi c’è nella scialuppa, facci raggiungere anche da altri due dei tuoi» ordinò Steisy.
Serghey era il tenente comandante addetto alla sicurezza della nave. Era anche l’unico che avesse il permesso di girare armato per i corridoi della Niug.
Arrivarono nell’hangar 5 una manciata di secondi prima che la navetta iniziasse la fase di atterraggio. Il piccolo scafo aveva innumerevoli bruciature dovute ai colpi di laser ricevuti. Sembrava intatto per miracolo. Completata la manovra di atterraggio, il portellone della scialuppa si aprì, ma non uscì nessuno.
«Serghey, seguimi» ordinò Steisy.
I quattro, con molta circospezione, entrarono nella navetta.
«C’è una donna stesa a terra, signore. Sembra gravemente ferita» urlò uno degli uomini della sicurezza.
Il comandante si avvicinò per vedere di chi si trattasse.
«Presto, dite al dottore di portare l’unità di stasi» urlò, sconvolta, il comandante.
Si inginocchiò accanto alla ragazza; con molta delicatezza, le scostò i capelli, che le ricoprivano il viso, e la riconobbe.
«Nika, cosa ti è successo? Chi è stato a ridurti così?» sussurrò Steisy.
«La conosce, signore?» chiese, perplesso, Serghey.
«Sì, sì. Abbiamo portato a termine diverse missioni insieme. È una degli agenti più validi che abbiamo… non conosco nessuno che avrebbe potuto ridurla così».
Un urlo interruppe il breve momento di silenzio.
«Sono tornati! Sono tornati!» urlò Nika spalancando di colpo gli occhi. Sembrava non vedesse nessuno dei presenti; fissava inebetita il vuoto davanti a sé.

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SCONTRO FINALE DI TED REYNOLDS

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Nel trentatreesimo secolo l’umanità è appena uscita da un nuovo, devastante, medioevo quando finalmente avviene il primo contatto con gli extraterrestri.

Gli alieni rivelano che la responsabilità dei ricorrenti periodi oscuri della storia umana è un’entità ostile che vive ai margini del sistema solare.
Quando l’essere, a distanza di secoli, arriva sulla Terra la civiltà faticosamente costruita crolla e inizia un periodo di tenebre.
Un nemico comune è un buon motivo per stringere un’alleanza, così quando gli alieni offrono un’astronave in grado di raggiungere l’antico nemico gli uomini prreparano una spedizione la cui missione è porre fine alla minaccia.
Il problema è che l’entità ostile è conosciuta da lungo tempo, il suo nome è Dio.
Questo il tema di Scontro finale, romanzo di Theodore Andrus Reynolds, autore specializzato in racconti che per una volta si è cimentato in un’opera di più ampio respiro.
Riusciranno i coraggiosi astronauti a sconfiggere una divinità?

Il libro
Terra, Trentatreesimo secolo a.C. Gli esseri umani, dopo un lungo periodo di caos, hanno posto le fondamenta per un mondo utopico, basato sulla ragione. La storia inizia quando una progredita civiltà aliena fornisce ai terrestri delle navi spaziali in grado di arrivare fino ai confini del sistema solare, dov’è stata rilevata una presenza distruttiva. I nuovi alleati pretendono una sola cosa: trovare e distruggere un pericoloso nemico comune, un’entità a lungo dimenticata, che nel remoto passato del pianta portò il caos e quella che oggi chiamiamo “religione”.

L’autore
Noto come prolifico autore di racconti brevi, Ted Reynolds stupisce con un romanzo provocatorio e avventuroso, un mix unico di ironia e accuratezza scientifica. Nato in Wisconsin nel 1938, nel 1980 ha ricevuto due nomination agli Hugo Awards per il racconto breve Can These Bones Live? e per il romanzo breve Ker-Plop. The Tides of God (1998, titolo originale di “Scontro finale”), per il momento, è il suo unico romanzo. Attualmente vive in Michigan con i figli, la moglie e due gatti, dove, dopo molti anni di assenza dalle scene letterarie, è tornato a scrivere (fantascienza.com/24372/scontro-finale-di-ted-reynolds).

 

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NIGHTFLYERS RITORNA IN LIBRERIA

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In concomitanza con la trasmissione della serie televisiva da parte di Netflix Mondadori pubblica Nightflyers di George R.R. Martin.

Come spesso accade, con l’arrivo di un adattamento cinematografico o televisivo arriva o ritorna in libreria il prodotto originale. Oggi è la volta del racconto Nightflyers di George R.R. Martin, pubblicato da Mondadori in occasione della diffusione della serie omonima sulla piattaforma di streaming Netflix.

Fantasy vs Fantascienza?
Martin, sebbene noto al grande pubblico per la saga fantasy Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, che ha ispirato la serie Il trono di spade, non ha mai amato le distinzioni fra i generi. Da piccolo comprava i libri scegliendoli da un espositore girevole. Erano tutte edizioni tascabili molto economiche, quel che si poteva permettere all’epoca, e i volumi erano mescolati fra loro così che fino a quando non li leggeva non sapeva a quale genere appartenesse l’opera che aveva comprato. In questo modo ha sviluppato la passione per le storie sorprendenti, capaci di coinvolgerlo, e l’insofferenza alle distinzioni fra i generi, qualcosa che non è mai entrato in gioco nella scelta delle sue letture. Lo stesso atteggiamento lo ha accompagnato quando è diventato uno scrittore. Se la prima storia che ha pubblicato, L’eroe, è di fantascienza, la seconda, L’uscita per Santa Breta, è una ghost story, e in seguito sarebbero arrivate opere horror e fantasy, o un misto di questi e altri generi.
Alla fine degli anni ’70, quando ormai pubblicava racconti da diversi anni e aveva da poco pubblicato il suo primo romanzo, La luce morente, ha detto la sua sulla diffusa convinzione che horror e fantascienza siano due generi antitetici. Non lo ha fatto polemizzando con nessuno, ma scrivendo alcuni racconti. Se “la fantascienza parte dal presupposto che l’universo, a dispetto di quanto misterioso e pauroso possa apparirci, è, in fin dei conti, un’entità conoscibile” e che al contrario “una rapida occhiata alla vera natura del reale possa essere più che sufficiente per sprofondare la mente umana nella follia”, come ha ricordato nel primo volume di I canti del sogno, con l’horror che si basa sull’inconoscibilità, lui ha unito i due elementi. Il racconto più famoso che coniuga i due generi è I re di sabbia, capace di vincere i premi Nebula nel 1979 e Hugo nel 1980.

La genesi di Nightflyers
Incoraggiato dal successo Martin ha scritto Nightflyers, racconto di 23.000 parole pubblicato nel 1980 da Analog. Il testo ha vinto il premio Locus ed è stato finalista allo Hugo ma, a giudizio di Martin, era troppo compresso per i limiti imposti dalla rivista, con i personaggi secondari che non avevano abbastanza spazio e si riducevano a essere solo dei ruoli privi di nome. Per questo quando, nel 1981, il suo editor James Frenkel gli ha chiesto di espandere il testo per pubblicarlo nella serie Binary Star di Dell Publishing insieme a I veri nomi di Vernor Vinge, lui non si è lasciato sfuggire l’occasione. La nuova versione, di 30.000 parole, è stata ripubblicata nel 1985 nell’antologia Nightflyers and Other Stories, comprendente anche Override, Weekend in a War Zone, E ricordati sette volte di non uccidere mai l’uomo, Nor the Many-Colored Fires of a Star Ring e Canzone per Lya. In seguito il racconto è stato ripubblicato in GRRM: A RRetrospective (2003).

QUARTA DI COPERTINA
Quando ormai la terra è sull’orlo del tracollo, l’ultima speranza risiede in una spedizione scientifica la cui missione consiste nell’avvicinare e studiare una misteriosa razza aliena che si spera possa custodire la chiave per la sopravvivenza dell’umanità. L’unico mezzo in grado di affrontare la spedizione è la Nightflyer, un’astronave completamente automatizzata, controllata da un solo essere umano, il capitano Royd Eris. L’equipaggio però si ritrova a viaggiare su una nave fantasma perché il capitano non si mostra mai se non attraverso il suo ologramma e comunica solo tramite una voce contraffatta. A rendere la permanenza sulla Nightflyer ancora più inquietante, il sensitivo del gruppo inizia a percepire a bordo una presenza oscura, un’entità pericolosa, incorporea, aliena. Il capitano sostiene di non saperne nulla e, quando qualcosa o qualcuno inizia a uccidere i membri dell’equipaggio, sembra non essere in grado o intenzionato a cercare di arrestare questa scia di sangue.
L’unica ad avere la possibilità di fermare questa creatura sanguinaria è Melantha Jhirl, un’umana geneticamente modificata, più forte, intelligente e veloce di tutti gli altri membri dell’equipaggio. Ma per farlo, prima deve riuscire a restare viva.

L’AUTORE
George R.R. Martin, nato a Bayonne, nel New Jersey, nel 1948, è autore di numerosi racconti e romanzi, con cui ha vinto numerosi premi fra cui l’Hugo, il Nebula, il Bram Stoker e il Locus, ed è sceneggiatore per cinema e la televisione. Mondadori ha pubblicato tutti i libri di Le Cronache del giaccio e del fuoco compresi i prequel Il Cavaliere dei Sette Regni (2014) e La Principessa e la Regina (contenuto in La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose, antologia curata da Martin stesso assieme a Gardner Dozois, 2015), Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco: la storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade (2014, con Linda Antonsson e Elio M. García Jr.), Fuoco e sangue (2018), le raccolte di racconti Le Torri di Cenere (2007), I re di sabbia (2008), I canti del sogno (due volumi, 2016), i romanzi Il drago di ghiaccio, Il Pianeta dei Venti (con Lisa Tuttle), La luce morente, Il battello del delirio, Armageddon rag, Nella casa del verme e la serie di romanzi a mosaico da lui coordinata Wild Cards (fantasymagazine.it/29728/nightflyers-ritorna-in-libreria).

 

NUOVA VITA PER LE CABINE TELEFONICHE

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La n

uova frontiera del book-sharing approda in Italia: dopo Berlino e New York la bibliocabina si prepara a “invadere” la penisola.

I nuovi ospiti delle cabine telefoniche sono i libri. La nuova frontiera del book-sharing che ha riscosso numerosi consensi all’estero, ad esempio a Berlino, in Inghilterra e a New York, è giunta anche in Italia.
Niente più cornette, gettoni o schede telefoniche. Il crepuscolo dei vecchi, cari telefoni pubblici si è ormai quasi consumato del tutto, segnato dal pervasivo uso dei cellulari e dalle onnipresenti wifi. Da tempo si parla di rimuoverle definitivamente; le storiche cabine, però, trovano sempre il modo di reinventarsi.
A cambiare pelle, questa volta, sono state le cabine telefoniche della Svizzera italiana, trasformate in bibliocabine, vere e proprie biblioteche pubbliche. Un’idea nata nel mondo anglosassone e sperimentata anche in Italia, tra Sardegna, Veneto e Toscana. Via la cornetta e il telefono; al loro posto scaffali e tanti libri quanti ce ne stanno. Il modello di gestione è quello del bookcrossing, lo scambio gratuito di libri: chiunque voglia può portare i propri volumi, “abbandonandoli” per permettere ad altri di prenderli, leggerli e “abbandonarli” di nuovo.
A Morbio Inferiore, nel Ticino, a pochi chilometri dal confine tra Svizzera e Italia, la nuova bibliocabina è stata ridipinta. “Dai libri nascono le idee, dalle idee nascono i libri”, è il motto che decora la porta d’ingresso insieme a un grande albero le cui foglie e radici sono i libri stessi. Delle quindici bibliocabine presenti ad oggi nel Canton Ticino, quella di Morbio Inferiore è la più vicina al confine italiano.
Nell’era della condivisione online il bookcrossing è una forma di diffusione concreta della cultura: entri nella cabina, prendi il libro che ti piace, lo leggi e poi lo riporti, e, se hai libri che vuoi donare, puoi liberamente farlo (illibraio.it/cabine-telefoniche-lettori-426133/).