Altri pacchettini in partenza!

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Sono contento che abbiate iniziato ad acquistare i romanzi anche su andreabindella.com, per me è davvero un piacere spedirveli 🙂 .

Grazie a tutti !!!!!

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LE SIGNORE DEL DELITTO, TRE CASI ECCEZIONALI PER TRE DONNE STRAORDINARIE

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Chi sono le signore del delitto? La domanda può suonare un tantino pomposa, ma la risposta, in fondo, è semplice.

Sono esseri appartenenti a un genere anfibio, che sta a metà tra le signorine omicidi, tanto amate dai lettori del giallo, e una pletora di donne più o meno normali (alcune poi non tanto, come vedremo) che devono improvvisarsi investigatoci per risolvere un crimine in cui sono direttamente coinvolte. Quali che siano le loro professioni, che siano funzionane di polizia, amiche di detective, investigatoci private o persone che non avevano mai svolto un’indagine prima di essere implicate in qualche malefatta, le signore del delitto rivelano una tempra non comune, un carattere energico e volitivo che le pone spesso al di sopra della loro controparte maschile, dimostrando alla resa dei conti che il femminismo, anche se in una sua versione soft e simpaticamente edulcorata, era già all’opera nel poliziesco di un secolo fa.

QUARTE DI COPERTINA
La collana di smeraldi di Edgar Wallace:
un carcerato torna in libertà giurando vendetta per una condanna ingiusta, e ben presto viene rinvenuto il cadavere del “vero colpevole”. Giustizia è stata fatta? A Leslie Maughan, funzionaria di polizia, il compito di fare luce sui tanti, troppi punti oscuri della vicenda.
L’angelo nero di Cornell Woolrich:
che suo marito ha una relazione, Alberta lo scopre un po’ alla volta. E quando riesce a dare un nome all’amante sconosciuta, il suo istinto la spinge ad andare da lei, ma la trova morta. Vedere lui arrestato è uno shock ancora più forte. Pur di dimostrarne l’innocenza, ora Alberta è disposta a tutto.
La signora dal grande cappello di Baronessa Orczy:
un uomo viene assassinato in un locale con una dose di morfina. In sua compagnia è stata vista una donna. Unico indizio, la presunta avvelenatrice portava un monumentale cappello di velluto nero. Per lady Molly, investigatrice di Scotland Yard, potrebbe essere sufficiente (thrillermagazine.it/17556/le-signore-del-delitto).

 

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LA LUCE NERA DI KEN MACLEOD

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Continua la serie Engines of Light di Ken McLeod, dedicata al primo contatto con una specie aliena molto particolare.

Lo scrittore scozzese ha immaginato un futuro alternativo per il mondo, dove l’Unione Sovietica è risorta e domina una buona parte del pianeta e la tecnologia spaziale è avanzatissima.
In questo scenario si innesta il primo contatto con una specie aliena, grazie al quale l’umanità ha colonizzato il pianeta Mingulay, dove convive con una razza di sauri intelligenti.
In Luce nera, secondo volume della trilogia, ritroviamo i protagonisti del primo episodio della saga, in particolare Matt Cairns, l’uomo quasi immortale.
Egli sospetta che la Seconda Sfera, un vasto e potente nodo di civiltà aliene, voglia impedire agli umani e ad altre specie l’espansione tra le stelle, una situazione insopportabile.
Il viaggio di Cairn verso il mondo di Croatan potrebbe svelare la verità e portare a una rivoluzione interstellare.

QUARTA DI COPERTINA
Il romanzo riprende da dove avevamo lasciato i Cosmonauti e li porta questa volta nella “Seconda Sfera”, una serie di sistemi solari in cui la vita è stata impiantata artificialmente da una misteriosa specie aliena e trascendente. Matt Cairns, il semidio, il quasi immortale, sviluppa una forma di viaggio interstellare per scoprire di più su questi esseri misteriosi, il cui segreto potrebbe nascondere la chiave per garantirgli il potere assoluto e il dominio sulla Terra e i suoi abitanti. Ma Gregor ed Elisabeth, eroici protagonisti del primo romanzo, non resteranno a guardare. Chi avrà la meglio?

L’AUTORE
l suo nome completo è Kenneth Macrae MacLeod, è nato nel 1954 a Stornoway, una piccola città nelle isole Ebridi.
Si è laureato in zoologia all’università di Glascow, ha poi conseguito un master con una tesi sulla biomeccanica.
Dopo la laurea ha fatto vari lavori fra cui quello di analista programmatore.
Ha successivamente iniziato a scrivere e pubblicare narrativa negli anni ’90.
MacLeod nei suoi romanzi propende per argomenti come manipolazioni genetiche, meccanica quantistica e quant’altro riguarda la tecnologia, a cui unisce spesso scenari sociali profondamente politicizzati (fantascienza.com/24223/la-luce-nera-di-ken-macleod).

 

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IL MARCHIO DELLA REGINA DI ALEN GRANA

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E’ il quarto volume della saga fantasy-piratesca I Signori delle Balene.

“Sangue che sfama
Seme che cresce
sul fondo del mare
S’alza il gigante:
Acqua che arretra
Legno che avanza,
della Regina inizia la danza.
Lo sa il mare”

QUARTA DI COPERTINA
Il sacrificio di Re Cuore di Sabbia non ha fermato il piano delle Sei Famiglie e Baliìa, la Regina oscura del sangue e del legno, è rinata a nuova vita. L’Impero di Baliìa oscura il mare e tutte le terre emerse, senza lasciare scampo a nemici o alleati. Nel clima di terrore che si è generato si muovono cinque gruppi di persone intenti a fare di tutto per porre fine una volta per tutte al suo dominio. Ma non tutti agiscono per il bene.

L’AUTORE
Alen Grana nasce nel 1980 e fin da piccolo sviluppa una forte propensione al nerdismo. Giochi di ruolo, ascolta metal, smanetta sui videogiochi, è quasi un secchione… sintomi più che caratteristici. Il problema è che con la crescita tutto questo non cambia. Si diploma e lavora come geometra ma coltiva la passione per la musica, libri, fumetti, spade laser e serial tv. Nel 2013 impazzisce, si iscrive a un corso di scrittura creativa tenuto dallo scrittore bolognese Gianluca Morozzi. Nel 2014 pubblica con LaPiccolaVolante I Signori delle Balene, primo libro dell’omonima saga fantasy/piratesca. Negli anni successivi escono in successione La Foglia Nera (2015) e Il Canto della Mangrovia (2016). Nel 2018 il quarto (e penultimo) libro della saga, Il marchio della Regina. Attualmente sta lavorando alla sceneggiatura di diversi spin-off seriali a fumetti dedicati ai singoli personaggi della saga (fantasymagazine.it/29587/il-marchio-della-regina).

 

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LA MISSIONE IMPOSSIBILE DI MIKE RESNICK

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Il primo romanzo della trilogia Dead Enders del pluripremiato Mike Resnick.

Il numero di Urania che inaugura il 2019 è la prima parte della trilogia detta Dead Enders (tradotto in italiano con Senza Speranza), scritta da Mike Resnick e ambientata, inutile dirlo, nel Birthright Universe, il maxi-ciclo che, in oltre trenta romanzi, racchiude millenni di storia futura dell’umanità.
Nel primo libro della serie, Orion – la fortezza, troviamo la Democrazia, composta in massima parte da umani) in guerra con gli alieni della Coalizione Transkei, un conflitto dall’esito quanto mai incerto.
Sull’orlo della disperazione i comandi della Democrazia ricorrono a una carta disperata, una missione impossibile che dovrà essere portata a termine del colonnello Nathan Pretorius e dalla sua squadra.
Un compito semplice, penetrare in una fortezza nemica, sostituire il comandante in capo delle forze Transkei, il generale Michkag, con un clone e tornare indietro con l’originale.

QUARTA DI COPERTINA
Avete presente I Guardiani della Galassia della Marvel? Ecco, Orion: La Fortezza di Mike Resnick presenta un gruppo di avventurieri che in qualche modo li ricordano.
Il Colonnello Pretorius, eroe di guerra, esperto di missioni da infiltrato, il Cyborg Felix Ortega, l’esperto di computer Toni Levi, la contorsionista pregiudicata Sally “Cobra” Kowalski, l’essere semi-umano dai poteri empatici, Circe, l’alieno Gzychurlyx e Madame Matusalemme – i Senza Speranza (Dead Enders in inglese) – dovranno infiltrarsi nella Fortezza di Orione, rapire il Generale Michkag (o assassinarlo) per mettere al suo posto un clone appositamente istruito per passare informazioni di vitale importanza alla Democrazia, nella sua lotta contro la Coalizione Transkei. E scappare vivi, ovviamente!

L’AUTORE
Michael (Mike) Diamond Resnick ha vinto ben cinque premi Hugo e un premio Nebula. Ha scritto oltre cinquanta romanzi. Orion: La Fortezza è il primo libro di una nuova trilogia (quella dei Dead Enders), ambientata nel Birthright Universe, creato da Resnick nel romanzo Birthright: The Book of Man del 1982 (fantascienza.com/24283/la-missione-impossibile-di-mike-resnick).

 

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Nuove pubblicazioni

Pubblicati due nuovi romanzi

 

“Anima sintetica” è lo spin-off di Terra 2486 e può essere letto prima o dopo il romanzo.

«Quello che avverrà, sarà determinato da quello che è accaduto. Quello che era destinato, si ripeterà come in un ciclo». (Zecharia Sitchin)

Grazie alla tecnologia aliena di cui sono entrati in possesso, gli abitanti di Akgua sono convinti di poter vincere la guerra; se poi riuscissero a dare un’anima a quella macchina, potrebbero addirittura conquistare l’intero universo.

Gli inconsapevoli protagonisti di questa avventura si troveranno a fare i conti con pericolosi controllori del tempo e antiche civiltà perdute che cercheranno di reclamare la loro sovranità.

Sarà possibile cambiare il futuro intervenendo nel passato o il fiume degli eventi continuerà a scorrere sempre nella stessa direzione?

Per Blue e Alkita tutto questo non sembra fare alcuna differenza.

 

“Il compagno ideale” è una raccolta di racconti da leggere tutta d’un fiato.

Che tu sia un sognatore, un amante della fantascienza, un appassionato del fantasy o semplicemente un tipo ironico, tra questi racconti troverai il compagno ideale per le tue letture.

Se ti piace iniziare e finire una storia nell’arco di una serata, quello che ti ci vuole è proprio una storia breve.

Gli specchi celano un terribile segreto, ma Stefano sembra aver trovato il modo di combatterli.

Le ex mogli possono essere davvero terribili quando decidono di vendicarsi.

YouTube racchiude migliaia di corsi, riuscirà Francesco a svaligiare una banca?

Riuscirà una bambina a insegnare le buone maniere agli adulti?

L’agente Cobb questa volta sarà alle prese con il cattivissimo Roobbler e dovrà trovare il modo di sconfiggerlo se vorrà salvare l’umanità.

Neigmor, il guerriero, sarà messo a dura prova e dovrà combattere contro dei nemici molto forti e astuti.

I due elfi Hitty e Radtz dovranno affrontare innumerevoli pericoli per riuscire a salvare il loro amico.

Ricardus si ritroverà a maledire il giorno in cui è quasi morto.

Una delle spie più formidabili di Akgua farà una scoperta che probabilmente la porterà a morte certa.

I GIGANTI DI PIETRA

Dalla verde e piacevole campagna inglese ai misteriosi moai dell’isola di Pasqua in un romanzo sospeso tra gotico e fantascienza.

Un avvenimento apparentemente banale, il ritrovamento di una vecchia e bizzarra scultura in un cimitero abbandonato, è l’inizio di una vicenda complessa e piena di misteri e orribili pericoli.
Dal paese di Isling il protagonista si troverà coinvolto in una spirale di strani incidenti, morti e disastri che lo condurranno dapprima a Stonehenge, poi nella remota isola di Pasqua e infine oltre i confini dell’immaginabile.
Questo il tema del romanzo I giganti di pietra, il cui autore Donald Wandrei iniziò a scrivere nel 1927, per poi fondare, in collaborazione con August William Derleth, la Arkham House, casa editrice dedita alla divulgazione di opere legate all’universo dei Miti creato da H. P. Lovecraft.
Specializzato nei racconti Wandrei ha scritto solo questo romanzo, ispirandosi ovviamente all’universo dei Miti di Cthulhu ma nel contempo aggiungendo argomenti classici della fantascienza.

QUARTA DI COPERTINA
Visti dallo spazio i Megaliti di Stonehenge in Inghilterra e i Moai dell’Isola di Pasqua non sono poi così lontani. È quello che scopre a proprie spese Carter E. Graham, curatore museale e protagonista de “I giganti di pietra” di Donald Wandrei.
Un manufatto maledetto costringe Carter ad abbandonare la propria vita di studioso, trascinandolo in un’avventura degna di Indiana Jones, in cui non esiste soluzione di continuità tra archeologia e orrore. Il romanzo deve molto ai Miti di Cthulhu di Lovecraft. Il posto dei Grandi Antichi in questo caso è affidato ai Titani, alieni che dominavano il pianeta in tempi remoti, e che ora minacciano di tornare sulla Terra per giudicarla e distruggerla. Un classico che segna una pietra miliare nel proficuo connubio fra la narrativa fantascientifica e il romanzo gotico.

Una curiosità
La prima stesura del libro, con il titolo “Dead Titans, Waken!”, fu scritta nel 1932 e rifiutata da tre diversi editori. Ci vollero quindici anni, un pesante lavoro di editing e la fondazione di una casa editrice da parte dell’autore, la Arkham House, perché finalmente l’opera fosse stampata con un nuovo titolo, “The Web of Easter Island” (1948). In traduzione italiana, comparve nel 1956 su Urania n. 120 e nella collana Classici Fantascienza n. 14 di Mondadori, nella nuova traduzione di Andreina Negretti nel 1978. A quarant’anni da questa data, proprio come il manufatto riesumato da Carter E. Graham, il romanzo torna a vedere la luce delle edicole italiane ai primi giorni di novembre.

L’AUTORE
Donald Wandrei (Saint Paul, 20 aprile 1908 – Saint Paul, 15 ottobre 1987) è stato uno scrittore statunitense, noto per i suoi romanzi di fantascienza e fantasy di ispirazione lovecraftiana, e fratello maggiore dell’altro autore di fantascienza Howard Wandrei.
si diplomò alla Università del Minnesota in letteratura inglese, nel 1928. Già dal 1926, il giovane Wandrei rimase affascinato dai racconti della rivista Weird Tales, di cui in seguito diventerà uno strenuo collaboratore, entrando in corrispondenza con due dei più importanti autori pubblicati dalla rivista, H. P. Lovecraft e Clark Ashton Smith. Già a partire dall’inizio della sua carriera di scrittore di genere fantastico, Wandrei divenne collaboratore di diverse riviste pulp, tra le quali Astounding e Black Mask, tuttavia l’elevata qualità del suo stile gli permise di essere pubblicato anche da riviste meno “popolari” come Esquire. Appassionatosi all’universo di Lovecraft, ne continuò il ciclo con i due racconti del 1933 The Fire Vampires e The Tree-Men of M’Bwa e con l’unico romanzo scritto da Wandrei, I giganti di pietra (Dead Titans, Waken!), scritto nel 1932 ma pubblicato solo nel 1948 col nuovo titolo The Web of Easter Island. La prima versione del romanzo è stata pubblicata in edizione limitata solo nel 2012 (fantascienza.com/24169/i-giganti-di-pietra).

LA PRINCIPESSA E I GOBLIN

Torna il grande classico di George MacDonald, ricco di inventiva e di humour, che ci apre le porte di una terra incantata, popolata da personaggi indimenticabili.

Ritenuto uno dei padri della letteratura fantasy, nonché ispiratore di autori come C.S. Lewis o J.R.R. Tolkien, dopo essersi trasferito a Londra ed essere stato nominato pastore in una chiesa congregazionalista, iniziò a dedicarsi alla scrittura, in particolare di romanzi fantastici, alcuni dei quali divenuti autentici classici della letteratura per ragazzi, come La principessa e i goblin e Sulle ali del vento del Nord.

QUARTA DI COPERTINA
La principessa Irene vive in un castello situato in una verde vallata ai piedi di una montagna. Un giorno di pioggia, mentre si aggira per i corridoi nel tentativo di scacciare la noia, scopre una scala nascosta, che sale fino alla stanza più lontana della torre più alta. Qui avviene l’incontro con la sua trisavola, una specie di fata bellissima e apparentemente senza età che, all’insaputa di tutti, vive lassù in una camera meravigliosa e passa le sue giornate all’arcolaio tessendo fili magici.
Nel frattempo Curdie, il giovane figlio di un minatore, mentre è al lavoro nelle viscere della montagna, scopre un diabolico piano dei goblin, le subdole creature che si annidano nel sottosuolo. Rifugiatisi secoli prima in caverne scavate nella roccia per protesta contro le leggi del regno, ora tramano per distruggerlo; non solo, hanno anche intenzione di rapire Irene e darla in sposa al loro principe! Non c’è tempo da perdere, e Curdie si mette subito all’opera per proteggere la principessa, ma, nonostante il suo coraggio e la sua astuzia, avrà bisogno di lei e del dono magico fattole dall’antenata per vanificare le malvagie trame dei goblin.

L’AUTORE
George MacDonald (1824-1905), scrittore e poeta scozzese, amico e mentore di Lewis Carroll. Nel 1879, dopo aver lavorato come docente alla University of London e aver tenuto un ciclo di conferenze negli Stati Uniti, si trasferì con la famiglia in Italia, a Bordighera, dove rimase una ventina d’anni. Al volgere del secolo, duramente provato da una serie di lutti familiari, fece ritorno in Inghilterra, dove morì nel 1905 (fantasymagazine.it/29490/la-principessa-e-i-goblin).

I LIBRI DA LEGGERE PER RITROVARE FIDUCIA IN SE STESSI

Da “Il cardellino” di Donna Tartt a “Il profeta” di Kahlil Gibran, alcuni libri che potrebbero “aiutare” in quello che è il lungo percorso della vita.

Non servono manuali per conoscere se stessi, per avere fiducia nelle proprie qualità, nella propria persona. C’è bisogno di ben altro. È importante vivere, incontrare le persone in grado di stravolgerti l’animo e farti ritrovare antiche energie, smarrite per strada. A far da cornice a tutto ciò vi è la lettura: strumento fondamentale per aver coscienza di sé e del mondo circostante. Ecco cinque libri che potrebbero fungere da aiuto in quello che è il lungo percorso della vita.

Il cardellino – Donna Tartt
Premio Pulitzer 2014. Theo Decker ripercorre, in più di 800 pagine, la sua storia. Un tentativo di osservare da un altro punto di vista gli eventi che lo hanno portato a prendere coscienza di sé e dell’esistenza. Dalla tragicità della perdita di un genitore, dopo un attentato, all’annullamento del sé, alla ricerca di equilibri che si spezzano, costantemente. Il bambino, della prima parte del romanzo, lotta per formare la propria persona. Bene e male, giusto e sbagliato, il classico “poteva andare diversamente se…”. Tutto collegato. Tutto, probabilmente, utile per la formazione personale. E l’arte, il quadro de “Il cardellino”, diviene simbolo dell’antico sforzo dell’uomo di esorcizzare la morte e la caducità della vita.

L’alchimista – Paulo Coelho
È la storia di un pastorello che, spinto da un sogno fatto ben due volte, intraprende un viaggio alla scoperta del mondo. Ciò che scoprirà andrà ben oltre i “grandi tesori del mondo”. Paura, sofferenza, forza, ecc. Un pot-pourri di incontri, emozioni, battute d’arresto e riprese. Partire per far ritorno a casa! Ritrovarsi, avere fiducia nella propria persona, conoscersi anche conoscendo il mondo e poi tornare.

La mia Africa – Karen Blixen
Si può avere fiducia nella propria persona anche imparando a conoscere la forza altrui. La Blixen, in questo libro autobiografico, narra dell’epoca coloniale e della sua permanenza in Africa. Un periodo storico colmo di preconcetti verso il territorio africano. Nell’autrice tutto questo non c’è. Addirittura, per lei la civiltà “altra” è quella europea e non africana: “più pura e più vicina a quanto Dio aveva preparato per gli uomini“. È la storia di una donna che, “in tempi non sospetti”, trova le forze per dar vita ad un attività lavorativa impegnativa e rischiosa, coadiuvata dagli abitanti del posto, con i quali instaura un rapporto, viscerale, di reciproca fiducia.

Siddharta – Hermann Hesse
Nel libro vengono narrate le vicende di un giovane indiano, Siddharta. Ragazzo inquieto, insoddisfatto che decide di abbandonare la casa paterna e mettersi in viaggio. Il suo lungo peregrinare si rivela un percorso di maturazione individuale verso la ricerca della saggezza. Immergendosi nella ciclicità della vita, della natura, nella complementarietà degli opposti, il protagonista raggiunge il proprio obiettivo. Conoscersi, avere autostima, vivere al di sopra delle illusioni solo grazie alla conoscenza della propria interiorità.

Il profeta – Kahlil Gibran
Un libro che offre molteplici riflessioni. Temi più o meno ampi, affrontati in maniera a volte esplicita e approfondita (un capitolo per ognuno di essi), altre velatamente. Tutto è stato creato affinché ogni lettore possa cogliere gli elementi migliori, dalla narrazione, per comprendere non soltanto l’universo, ma anche la propria interiorità. Il profeta Almustafa sta per lasciare la terra sulla quale ha vissuto per lungo tempo. Prima della sua partenza decide di offrire al popolo, grato per il suo calore, un dono: il frutto di tutte le sue riflessioni. Parte così la narrazione su quella che è, o dovrebbe essere, la vita (libreriamo.it/libri/libri-da-leggere-per-ritrovare-fiducia-in-se-stessi/).

LE STRANE ABITUDINI DEGLI AMANTI DEI LIBRI

Ogni accanito lettore che si rispetti ha delle “strane abitudini” e ama i libri in diversi modi.

Alcuni lettori si rivelano particolarmente ordinati nel catalogare i libri negli scaffali, altri evitano di “fare le orecchie” sulle pagine. Ci sono delle abitudini che accomunano tutti i Book Lover. Per “abitudine” si intendono tutte quelle serie di cose che si fanno senza nemmeno pensarci. Eccone alcune in cui potreste siuramente rispecchiarvi.

Annusare i libri
Ogni amante dei libri sa che questi un buon odore che porta ad annusarli in modo intenso. Che sia la carta, l’inchiostro o sogni dell’autore, i libri (specialmente quelli vecchi) odorano di comodità,conoscenza, poltrone imbottite e caminetti accesi.

Spendere troppi soldi in libri
Pochissimi amanti dei libri sono in grado di entrare in una libreria senza acquistare più di un libro. Sia chiaro che acquistare libri non è una cosa negativa ma potete far respirare il vostro portafoglio ricordando che esistono molte biblioteche pubbliche che stanno ancora distribuendo gratuitamente i libri.

Aggiornare continuamente la lista dei libri da comprare
Avete negli scaffali i libri che avete acquistato recentemente e sul comodino quelli che state già divorando. Eppure non riuscite a non aggiornare assiduamente la lista di libri che volete assolutamente acquistare.

Approfittare di ogni luogo per leggere
Se non riuscite a staccare gli occhi dal libro, capirete bene che ogni luogo o momento è idele per leggere. Dai treni agli autobus fino a leggere camminando per strada. Ma appena rincasate nella vostra dimora non perdete occasione nel creare una situazione super rilassante per concedervi alla lettura, come riempire la vasca di acqua calda e attorniarla di candele profumate.

Confrontare il libro con la serie Tv
Non appena vi capita di discutere con i vostri amici della serie Tv tratta dal vostro sito preferito, non perdete occasione per prendere le difese del racconto stampato e sul perchè i libri non possono sostituire il film. Basti pensare al caso Games of Thrones.

Giudicare la libreria degli altri
Gli amanti del libro sanno che non bisogna giudicare un libro dalla copertina eppure non sprecano occasione per giudicare le persone dai loro scaffali di libri.

Trovare scuse per restare a casa a leggere
Vi piace uscire e trascorrere del tempo con gli amici ma allo stesso tempo preferite di gran lunga restare a casa a leggere un libro. E in più di un’occasione avete fatto finta di avere altri programmi o piani imprevisti pur di evitare l’appuntamento.

Mettere in valigia i libri per un viaggio
Capita, anche solo per un week-end, di dover partire ed è lì che non viene meno la vostra voglia di leggere. Per essere sicuri portate dietro con voi non solo un libro. Ma oltre il tempo a disposizione durante il viaggio, siete sicuri di avere del tempo a disposzione per leggere? D’altronde il viaggio l’avete pianificato per non restarvene rintanati in casa.

Iniziare a leggere un libro mentre se ne sta leggendo già un altro
Chi dice che si deve leggere un libro alla volta? Certo, si potrebbe iniziare a mescolare alcuni punti di trama delle diverse storie ed è richiesto più tempo per finire entrambi i libri. Ma nonostante ciò non c’è motivo di non leggere due o più libri contemporaneamente.

Usare qualsiasi cosa come segnalibro
Ricevute e dichiarazioni bancarie potrebbero essere i vostri segnalibri. Sicuramente persino i bookmarkers più fiduciosi del mondo ricorrono ad usare la loro carta di credito o il biglietto da visita in una volta ogni tanto. Alcuni coraggiosi Book Lover potrebbero anche avere l’abitudine di ricordare semplicemente il loro numero di pagine.

Leggere tutta la notte per finire il libro
Ogni amante del libro sa cosa significhi essere sdraiati a letto con lo sguardo sul libro, andando avanti a leggere fino alle tre di mattina, incapaci di lasciarsi andare al sonno pur di scoprire il finale del libro (libreriamo.it/libri/le-piu-strane-abitudini-degli-amanti-dei-libri/).

Io credo di averle quasi tutte, forse l’unica che non ho è l’uso dei segnalibri perché mi ricordo la pagina a cui sono arrivato.
Che strane abitudini avete voi?