CON “IL REGNO IMMORTALE” MORGAN RHODES CONCLUDE “LA SAGA DEI TRE REGNI”

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La morte incombe sulle terre di Mytica. I Catalizzatori sono ormai pronti a dare vita al loro regno immortale…

 

QUARTA DI COPERTINA
Mytica è sull’orlo dell’abisso. Un rituale oscuro ha liberato i Catalizzatori, antichi dei che adesso si aggirano per il mondo seminando morte e distruzione. Ed è tutta colpa di Lucia. Tuttavia la principessa non ha nessuna intenzione di arrendersi, anzi ha già un piano per annientare quella minaccia una volta per tutte. Ma ben presto si rende conto con orrore che la sua magia si sta indebolendo, al punto da trasformare il suo progetto in una missione suicida. A Lucia non rimane che una scelta: sacrificare la propria vita per la salvezza del mondo, o implorare il perdono del dio del fuoco e diventare schiava del suo regno immortale… Il principe Magnus è stato torturato e sepolto vivo. E ormai è troppo tardi. Ora, nel cuore di Cleo c’è spazio solo per la vendetta. Per uccidere chi le ha portato via il suo grande amore, la Principessa Dorata è disposta a mentire ai suoi alleati, a stringere un patto col Re del Sangue e perfino a sfruttare il Catalizzatore dell’acqua, un potere dirompente e pericoloso, che diventa ogni volta più difficile da controllare. Ciò che Cleo non sa, però, è che più farà ricorso a quella magia, più grande sarà il rischio di trasformarsi in un automa, completamente soggiogata al volere del Catalizzatore.

L’AUTRICE
Michelle Rowen vive nel sud dell’Ontario con il marito e due gatti che prendono il nome da due dei suoi personaggi preferiti della serie televisiva soprannaturale. È stata nella lista dei bestseller di Waldenbooks. Ha vinto la Holt Medal per il suo romanzo d’esordio Mordue. Da bambina sognava di essere una principessa, una di quelle capaci di impugnare una spada affilata e salvare regni e principi da draghi sputafuoco e stregoni malvagi. Invece è diventata una scrittrice, cosa altrettanto divertente e molto meno pericolosa.
Ha creato due pseudonimi per scrivere in diversi generi: Michelle Maddox per scrivere la suspense romantica futuristica e Morgan Rhodes per il thriller soprannaturale (fantasymagazine.it/29825/il-regno-immortale).

 

 

ELEVATION, NUOVO ROMANZO BREVE DI STEPHEN KING

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U

n racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, in cui King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n’è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull’ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l’amicizia è sempre a portata di mano. In un racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

L’AUTORE
Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie sono bestseller che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont. Accanto ai grandi film, innumerevoli gli adattamenti televisivi tratti dalle sue opere. King, oggi seguitissimo anche sui social media, è stato insignito della National Medal of Arts dal presidente Barack Obama (thrillermagazine.it/17626/elevation-di-stephen-king).

CACCIA ALLA FENICE, DI MICHEAL SWANWICK

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Ritornano Darger e Surplus, protagonisti di rocambolesche avventure in un futuro che assomiglia molto al passato.

Quando ti trovi davanti a un’opera di Michael Swanwick non sai mai cosa aspettarti, una folle cavalcata sullo stile di Universo in scatola, oppure una solida storia di viaggi nel tempo ed estinzioni di massa come in Le ossa della Terra.
Anche se ci ha abituato alle cose strane il romanzo Caccia alla Fenice è davvero strano, almeno i due protagonisti sono noti, trattandosi di Aubrey Darger, per gli amici semplicemente Darger, e di Sir Blackthorpe Ravenscairn de Plus Precieu, o più semplicemente Surplus, apparsi per la prima volta del racconto “Il cane disse bau”.
Personaggi troppo inquieti per rimanere nelle pagine di un racconto, vincitore di un premio Hugo e infatti i due ricomparvero nel romanzo Gli dei di Mosca.
Cosa ci sia di strano nella coppia Darger & Surplus è presto detto, il primo è un uomo, il secondo un cane intelligente, nel senso che cammina, parla e spesso cerca di imbrogliarti.
A rendere il tutto ancora più bizzarro all’inizio di “Caccia alla Fenice” c’è Darger che conduce uno yak sul quale giace il corpo senza vita dell’amico, davanti a loro la Cina post-utopica, piena di misteri ma anche di possibilità.

QUARTA DI COPERTINA
Rocambolesco, bizzarro e brillante sono tutti aggettivi che si attagliano perfettamente a questo romanzo di Michael Swanwick. In “Caccia alla Fenice” il cane geneticamente modificato dalla postura eretta Surplus e il suo amico truffatore bibliofilo Aubrey Darger sono catapultati in Cina, dopo essere sfuggiti – né indenni né tutti e due vivi – dalla loro precedente avventura in Russia, narrata in Gli dei di Mosca.
Il poliedrico Michael Swanwick, più volte vincitore dei premi Hugo e Nebula, riesce nell’impresa quasi impossibile di coniugare la fantascienza postapocalittica alle atmosfere steampunk di stampo ottocentesco, senza perdere il gusto per l’ironia e l’esagerazione delle situazioni fino all’assurdo, con l’eleganza di un vero gentleman.

L’AUTORE
Michael Swanwick, americano di Philadelphia, è uno degli autori più quotati della fantascienza e del fantastico degli ultimi decenni. Cinque volte vincitore del Premio Hugo – sempre nella categoria racconto – e vincitore di un Premio Nebula col romanzo Domani il mondo cambierà, Swanwick è attivo dall’inizio degli Anni Ottanta. Eclettico, originale, brillante, Swanwick ha scritto soprattutto fantascienza ma si è avventurato anche in campi limitrofi. Ha all’attivo una decina di romanzi e ben dodici raccolte di racconti. Tra i saggi, ha pubblicato un libro su Gardner Dozois, il grande editor scomparso lo scorso anno (fantascienza.com/24466/la-strana-coppia-di-micheal-swanwick).

OLTRE IL BOSCO, IL PRIMO ROMANZO DI MELISSA ALBERT

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Se avete amato le fiabe con principesse dolci e aggraziate, principi coraggiosi, fate e altre creature fantastiche, dimenticatevi di tutto questo i personaggi di questa storia saranno ben diversi.

Alice non ha mai avuto una casa. Da sempre, lei e la madre Ella sono perennemente in fuga, perennemente in cerca di qualcuno che le ospiti per sfuggire alla sfortuna nera che le perseguita. Sullo sfondo la figura affascinante della nonna, Althea Proserpine, che Alice non ha mai conosciuto e che Ella non vuole nemmeno nominare: misteriosa e seducente autrice di una raccolta di racconti neri fuori catalogo ma ricercatissimi dai collezionisti, vive da anni reclusa ad Hazel Wood, una villa celata in mezzo a un bosco ignoto, sfuggendo alla curiosità dei fan.Quando Ella viene rapita, ad Alice non resta che andare alla disperata ricerca di dove sia Hazel Wood.

L’AUTRICE
Melissa Albert è web editor, ha fondato il Barnes & Noble Teen Blog ed è editor responsabile di BN.com. Ha scritto per riviste prestigiose tra cui McSweeney’s e Time Out Chicago (fantasymagazine.it/29770/oltre-il-bosco).

LA LUNA DEI LUPI DI IAN MCDONALD

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Vista la Super-Luna di ieri sera, questo romanzo è la classica ciliegina sulla torta.

Il secondo capitolo della trilogia Luna, colossale affresco del futuro del nostro satellite.
Dopo i drammatici avvenimenti narrati nel primo volume della serie, la storia di una società lunarre ultratecnologica ma estremamente simile al sistema feudale del medioevo, prosegue con Luna piena.
La lotta senza esclusione di colpi tra le famiglie che si dividono il nostro satellite continua, chi ha vinto volge il pensiero a nuove vittorie, chi ha perso medita vendetta, cercando nuovi e inaspettati alleati.
In questo secondo capitolo Ian McDonald prosegue nel racconto delle lotte, dei tradimenti e degli intrighi iniziati con Luna nuova, introducendo nuovi elementi in una storia complessa ma appassionante.
Il titolo originale di questo secondo romanzo, Luna: Wolf Moon, è molto evocativo. “Luna da lupi“, come sono chiamati alcuni dei personaggi più misteriosi e affascinanti della saga, coloro che ululano alla “Terra piena”, invece che alla Luna, veri e propri “lupi mannari” del nostro pianeta, come uno dei protagonisti, Wagner Corta.
Nel prosieguo della serie, definita dalla critica un “Trono di Spade nello spazio”, ritroviamo anche tutti gli altri personaggi che abbiamo imparato ad amare, o a odiare, nel primo volume, fra cui spiccano i Corta, che potremmo definire, mutatis mutandis, gli “Stark della Luna”. E come per la saga di George R. R. Martin, anche per la serie “Luna” nessuno sa ancora come andrà a finire. L’ultimo volume, infatti, Luna: Moon Rising (“Luna crescente”) sarà pubblicato in lingua originale solo a marzo di quest’anno.

QUARTA DI COPERTINA
La storia di Luna piena prende avvio da dove finisce Luna nuova. Uno dei “Cinque Dragoni”, le famiglie-compagnie che controllano il satellite, Corta Helio, è caduta. Gli eredi sono morti o dispersi.
Ma anche i Mackenzie, che hanno rappresentato il “braccio armato” della loro eliminazione, non sono messi meglio. Dopo la scomparsa del fondatore, l’ultracentenario Robert Mackenzie, lasciato a morire dalla perfida moglie Jade Sun, gli eredi si dividono le vestigia dell’impero. Bryce prende il controllo di Mackenzie Helium-3, la compagnia sorta sulle ceneri di Corta Helio, mentre il fratello maggiore Duncan rafforza la propria posizione alla guida di Mackenzie Metal.
Nessuno dei due sa che Lucas Corta è ancora vivo e che, con l’aiuto dei Vorontsov, sta pianificando una vendetta incredibile e quasi impensabile per un uomo nella debole gravità lunare. Una vendetta che… parte dalla Terra!

L’AUTORE
Nato a Manchester nel 1960 da padre scozzese e madre irlandese si è trasferito molto piccolo con la famiglia a Belfast, dove ha vissuto fino ad ora.
Ha venduto il suo primo racconto ad una rivista di Belfast a 22 anni e dal 1987 è uno scrittore a tempo pieno.
Ha vinto alcuni dei più prestigiosi premi del settore oltre ad innumerevoli candidature. Si segnala il premio Philip K. Dick nel 1991 per King of Morning, Queen of Day e il premio Hugo per il racconto La moglie del djinn (fantascienza.com/24377/la-luna-dei-lupi-di-ian-mcdonald).

LA SUPERLUNA PIÙ GRANDE DEL 2019

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Il 19 febbraio ci sarà la Luna piena più grande dell’anno.

La luna, nei secoli, è stata fonte di ispirazione poetica e filosofica: Luciano di Samosata, scrittore greco del II secolo d.C., nella sua “Storia vera”, immaginava il viaggio verso luna con una nave. Petrarca fa della luna una metafora dei suoi stati d’animo malinconici e notturni; mentre la luna più romantica è quella di cui scrisse Giacomo Leopardi, il cui pastore errante, ne “Il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, si chiede: “Che fai tu, Luna, in ciel? Dimmi che fai, silenziosa luna?” La luna, dunque, è una presenza amica e consolatrice, dopo l’angoscia generata dalla coscienza del reale contrapposto all’eterno.
All’indomani dell’arrivo dei primi astronauti sulla luna, Giuseppe Ungaretti, per sottolineare l’importanza dell’evento, scrisse: “Questa è una notte diversa da ogni altra notte del mondo. Ogni uomo ha desiderato da sempre conquistare la luna…oggi è stato raggiunto l’irraggiungibile, ma la fantasia non si fermerà…”. Se con Galileo la luna è diventata un universo conoscibile, con Armstrong è diventata un universo fisicamente esplorabile ma da sempre e per sempre la luna sarà, per tutti gli uomini, un astro narrante, che racconta del cosmo e della sua armonia, del tempo e della sua regolarità, dello spazio e della sua profondità.

La Luna è la protagonista del cielo di febbraio: appuntamento il giorno 19 con la Luna piena più grande dell’anno. Sarà una Superluna, un evento che si verifica quando il nostro satellite si trova alla minima distanza dalla Terra, al cosiddetto perigeo, che sarà di circa 356.761 chilometri. Le dimensioni apparenti della Luna saranno, quindi, maggiori: la differenza di diametro rispetto a una Luna piena media sarà del 7%, e la luminosità del 30% in più.

Anima Sintetica lo spin-off di Terra 2486

Qualche mese fa ho pubblicato lo Spin-Off del romanzo “Terra 2486” e si intitola ANIMA SINTETICA.
Il libro è un approfondimento delle storie di due personaggi che saranno molto importanti per l’intero Ciclo che sarà composto da tre volumi.

Vi lascio con la quarta di copertina e un piccolo estratto del romanzo.

Grazie per il tempo che mi dedicherete e buona lettura !!!

QUARTA DI COPERTINA
«Quello che avverrà, sarà determinato da quello che è accaduto. Quello che era destinato, si ripeterà come in un ciclo». (Zecharia Sitchin)
Grazie alla tecnologia aliena di cui sono entrati in possesso, gli abitanti di Akgua sono convinti di poter vincere la guerra; se poi riuscissero a dare un’anima a quella macchina, potrebbero addirittura conquistare l’intero universo.
Gli inconsapevoli protagonisti di questa avventura si troveranno a fare i conti con pericolosi controllori del tempo e antiche civiltà perdute che cercheranno di reclamare la loro sovranità.
Sarà possibile cambiare il futuro intervenendo nel passato o il fiume degli eventi continuerà a scorrere sempre nella stessa direzione?
Per Blue e Alkita tutto questo non sembra fare alcuna differenza.
CAPITOLO III
Sullo schermo della plancia comparvero le immagini richieste. Era una piccola scialuppa di salvataggio, a prima vista, messa piuttosto male. Perdeva ossigeno da un buco nello scafo.
«Signore, ci hanno inviato un codice criptato… sembra trattarsi di un nostro agente dei servizi segreti».
«A giudicare dallo stato della navetta, non credo che riuscirà ad atterrare nel nostro hangar… attivate il sistema automatico di attracco, hangar 5. Serghey, seguimi, andiamo a vedere chi c’è nella scialuppa, facci raggiungere anche da altri due dei tuoi» ordinò Steisy.
Serghey era il tenente comandante addetto alla sicurezza della nave. Era anche l’unico che avesse il permesso di girare armato per i corridoi della Niug.
Arrivarono nell’hangar 5 una manciata di secondi prima che la navetta iniziasse la fase di atterraggio. Il piccolo scafo aveva innumerevoli bruciature dovute ai colpi di laser ricevuti. Sembrava intatto per miracolo. Completata la manovra di atterraggio, il portellone della scialuppa si aprì, ma non uscì nessuno.
«Serghey, seguimi» ordinò Steisy.
I quattro, con molta circospezione, entrarono nella navetta.
«C’è una donna stesa a terra, signore. Sembra gravemente ferita» urlò uno degli uomini della sicurezza.
Il comandante si avvicinò per vedere di chi si trattasse.
«Presto, dite al dottore di portare l’unità di stasi» urlò, sconvolta, il comandante.
Si inginocchiò accanto alla ragazza; con molta delicatezza, le scostò i capelli, che le ricoprivano il viso, e la riconobbe.
«Nika, cosa ti è successo? Chi è stato a ridurti così?» sussurrò Steisy.
«La conosce, signore?» chiese, perplesso, Serghey.
«Sì, sì. Abbiamo portato a termine diverse missioni insieme. È una degli agenti più validi che abbiamo… non conosco nessuno che avrebbe potuto ridurla così».
Un urlo interruppe il breve momento di silenzio.
«Sono tornati! Sono tornati!» urlò Nika spalancando di colpo gli occhi. Sembrava non vedesse nessuno dei presenti; fissava inebetita il vuoto davanti a sé.

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SCONTRO FINALE DI TED REYNOLDS

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Nel trentatreesimo secolo l’umanità è appena uscita da un nuovo, devastante, medioevo quando finalmente avviene il primo contatto con gli extraterrestri.

Gli alieni rivelano che la responsabilità dei ricorrenti periodi oscuri della storia umana è un’entità ostile che vive ai margini del sistema solare.
Quando l’essere, a distanza di secoli, arriva sulla Terra la civiltà faticosamente costruita crolla e inizia un periodo di tenebre.
Un nemico comune è un buon motivo per stringere un’alleanza, così quando gli alieni offrono un’astronave in grado di raggiungere l’antico nemico gli uomini prreparano una spedizione la cui missione è porre fine alla minaccia.
Il problema è che l’entità ostile è conosciuta da lungo tempo, il suo nome è Dio.
Questo il tema di Scontro finale, romanzo di Theodore Andrus Reynolds, autore specializzato in racconti che per una volta si è cimentato in un’opera di più ampio respiro.
Riusciranno i coraggiosi astronauti a sconfiggere una divinità?

Il libro
Terra, Trentatreesimo secolo a.C. Gli esseri umani, dopo un lungo periodo di caos, hanno posto le fondamenta per un mondo utopico, basato sulla ragione. La storia inizia quando una progredita civiltà aliena fornisce ai terrestri delle navi spaziali in grado di arrivare fino ai confini del sistema solare, dov’è stata rilevata una presenza distruttiva. I nuovi alleati pretendono una sola cosa: trovare e distruggere un pericoloso nemico comune, un’entità a lungo dimenticata, che nel remoto passato del pianta portò il caos e quella che oggi chiamiamo “religione”.

L’autore
Noto come prolifico autore di racconti brevi, Ted Reynolds stupisce con un romanzo provocatorio e avventuroso, un mix unico di ironia e accuratezza scientifica. Nato in Wisconsin nel 1938, nel 1980 ha ricevuto due nomination agli Hugo Awards per il racconto breve Can These Bones Live? e per il romanzo breve Ker-Plop. The Tides of God (1998, titolo originale di “Scontro finale”), per il momento, è il suo unico romanzo. Attualmente vive in Michigan con i figli, la moglie e due gatti, dove, dopo molti anni di assenza dalle scene letterarie, è tornato a scrivere (fantascienza.com/24372/scontro-finale-di-ted-reynolds).

 

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NIGHTFLYERS RITORNA IN LIBRERIA

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In concomitanza con la trasmissione della serie televisiva da parte di Netflix Mondadori pubblica Nightflyers di George R.R. Martin.

Come spesso accade, con l’arrivo di un adattamento cinematografico o televisivo arriva o ritorna in libreria il prodotto originale. Oggi è la volta del racconto Nightflyers di George R.R. Martin, pubblicato da Mondadori in occasione della diffusione della serie omonima sulla piattaforma di streaming Netflix.

Fantasy vs Fantascienza?
Martin, sebbene noto al grande pubblico per la saga fantasy Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, che ha ispirato la serie Il trono di spade, non ha mai amato le distinzioni fra i generi. Da piccolo comprava i libri scegliendoli da un espositore girevole. Erano tutte edizioni tascabili molto economiche, quel che si poteva permettere all’epoca, e i volumi erano mescolati fra loro così che fino a quando non li leggeva non sapeva a quale genere appartenesse l’opera che aveva comprato. In questo modo ha sviluppato la passione per le storie sorprendenti, capaci di coinvolgerlo, e l’insofferenza alle distinzioni fra i generi, qualcosa che non è mai entrato in gioco nella scelta delle sue letture. Lo stesso atteggiamento lo ha accompagnato quando è diventato uno scrittore. Se la prima storia che ha pubblicato, L’eroe, è di fantascienza, la seconda, L’uscita per Santa Breta, è una ghost story, e in seguito sarebbero arrivate opere horror e fantasy, o un misto di questi e altri generi.
Alla fine degli anni ’70, quando ormai pubblicava racconti da diversi anni e aveva da poco pubblicato il suo primo romanzo, La luce morente, ha detto la sua sulla diffusa convinzione che horror e fantascienza siano due generi antitetici. Non lo ha fatto polemizzando con nessuno, ma scrivendo alcuni racconti. Se “la fantascienza parte dal presupposto che l’universo, a dispetto di quanto misterioso e pauroso possa apparirci, è, in fin dei conti, un’entità conoscibile” e che al contrario “una rapida occhiata alla vera natura del reale possa essere più che sufficiente per sprofondare la mente umana nella follia”, come ha ricordato nel primo volume di I canti del sogno, con l’horror che si basa sull’inconoscibilità, lui ha unito i due elementi. Il racconto più famoso che coniuga i due generi è I re di sabbia, capace di vincere i premi Nebula nel 1979 e Hugo nel 1980.

La genesi di Nightflyers
Incoraggiato dal successo Martin ha scritto Nightflyers, racconto di 23.000 parole pubblicato nel 1980 da Analog. Il testo ha vinto il premio Locus ed è stato finalista allo Hugo ma, a giudizio di Martin, era troppo compresso per i limiti imposti dalla rivista, con i personaggi secondari che non avevano abbastanza spazio e si riducevano a essere solo dei ruoli privi di nome. Per questo quando, nel 1981, il suo editor James Frenkel gli ha chiesto di espandere il testo per pubblicarlo nella serie Binary Star di Dell Publishing insieme a I veri nomi di Vernor Vinge, lui non si è lasciato sfuggire l’occasione. La nuova versione, di 30.000 parole, è stata ripubblicata nel 1985 nell’antologia Nightflyers and Other Stories, comprendente anche Override, Weekend in a War Zone, E ricordati sette volte di non uccidere mai l’uomo, Nor the Many-Colored Fires of a Star Ring e Canzone per Lya. In seguito il racconto è stato ripubblicato in GRRM: A RRetrospective (2003).

QUARTA DI COPERTINA
Quando ormai la terra è sull’orlo del tracollo, l’ultima speranza risiede in una spedizione scientifica la cui missione consiste nell’avvicinare e studiare una misteriosa razza aliena che si spera possa custodire la chiave per la sopravvivenza dell’umanità. L’unico mezzo in grado di affrontare la spedizione è la Nightflyer, un’astronave completamente automatizzata, controllata da un solo essere umano, il capitano Royd Eris. L’equipaggio però si ritrova a viaggiare su una nave fantasma perché il capitano non si mostra mai se non attraverso il suo ologramma e comunica solo tramite una voce contraffatta. A rendere la permanenza sulla Nightflyer ancora più inquietante, il sensitivo del gruppo inizia a percepire a bordo una presenza oscura, un’entità pericolosa, incorporea, aliena. Il capitano sostiene di non saperne nulla e, quando qualcosa o qualcuno inizia a uccidere i membri dell’equipaggio, sembra non essere in grado o intenzionato a cercare di arrestare questa scia di sangue.
L’unica ad avere la possibilità di fermare questa creatura sanguinaria è Melantha Jhirl, un’umana geneticamente modificata, più forte, intelligente e veloce di tutti gli altri membri dell’equipaggio. Ma per farlo, prima deve riuscire a restare viva.

L’AUTORE
George R.R. Martin, nato a Bayonne, nel New Jersey, nel 1948, è autore di numerosi racconti e romanzi, con cui ha vinto numerosi premi fra cui l’Hugo, il Nebula, il Bram Stoker e il Locus, ed è sceneggiatore per cinema e la televisione. Mondadori ha pubblicato tutti i libri di Le Cronache del giaccio e del fuoco compresi i prequel Il Cavaliere dei Sette Regni (2014) e La Principessa e la Regina (contenuto in La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose, antologia curata da Martin stesso assieme a Gardner Dozois, 2015), Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco: la storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade (2014, con Linda Antonsson e Elio M. García Jr.), Fuoco e sangue (2018), le raccolte di racconti Le Torri di Cenere (2007), I re di sabbia (2008), I canti del sogno (due volumi, 2016), i romanzi Il drago di ghiaccio, Il Pianeta dei Venti (con Lisa Tuttle), La luce morente, Il battello del delirio, Armageddon rag, Nella casa del verme e la serie di romanzi a mosaico da lui coordinata Wild Cards (fantasymagazine.it/29728/nightflyers-ritorna-in-libreria).

 

SILENCE, L’UNICA SPERANZA PER SOPRAVVIVERE È RIMANERE IN PERFETTO SILENZIO

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Un terribile flagello dilaga in Europa e l’unica speranza per sopravvivere è rimanere in perfetto silenzio.

QUARTA DI COPERTINA
Nell’oscurità di una fitta rete di grotte sotterranee, vivono creature cieche, abilissime nella caccia. Grazie al loro udito sono in grado di individuare e catturare qualunque preda. I cunicoli sigillati hanno trattenuto per secoli la loro furia, fino a che una spedizione speleologica in Ucraina, in diretta televisiva, non apre un varco, scoperchiando quell’ecosistema come un vaso di Pandora. A emergere dalle tenebre è uno sciame di creature feroci, simili a pipistrelli, che in un attimo si avventa sul gruppo di scienziati. Le telecamere continuano a riprendere per ore lo scempio, offrendo uno spettacolo raccapricciante. Due testimoni della carneficina sono Ally e suo padre Huw, incollati davanti allo schermo. Se la minaccia dovesse diffondersi in tutta Europa nessuno sarebbe più al sicuro. Perché gridare, persino sussurrare, può rivelarsi fatale. Ally, affetta da sordità, è abituata a vivere in silenzio. E adesso, la sua abilità è l’unica speranza di salvezza per la sua famiglia: dovrà riuscire a trovare un posto sicuro per aspettare la fine del pericolo. Ma avrà davvero fine? E in quale mondo sarà costretta a vivere?

L’AUTORE
Tim Lebbon è autore di più di quaranta romanzi horror e fantasy. Con il suo racconto Reconstructing Amy nel 2001 ha vinto il prestigioso premio Bram Stoker. Silence, che ha ottenuto il successo internazionale, è diventato anche un film. Vive in Inghilterra con la moglie e i suoi due figli (thrillermagazine.it/17577/silence).