RESPIRO, LA RACCOLTA DI RACCONTI DI TED CHIANG

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La nuova raccolta dell’autore americano comprenderà anche diverse storie vincitrice del premio Hugo.

 

QUARTA DI COPERTINA
L’universo ha avuto origine da un immenso respiro trattenuto. Perché non si sa, ma quale che ne sia stato il motivo, mi fa davvero piacere sia andata così, se sono vivo lo devo infatti a quel fenomeno. Tutti i miei desideri e le mie riflessioni non sono altro che vortici d’aria generati dalla successiva e graduale espirazione dell’universo. E finché questa grande espirazione non avrà termine, i miei pensieri continueranno a vivere. Nel racconto che dà il nome alla raccolta, il protagonista è uno scienziato che fa una scoperta impossibile sulla propria esistenza. E chiude proprio con un’esortazione che contiene la poetica dell’autore: «Anche se quando mi leggerai, esploratore, io sarò morto da tempo, mi congedo adesso rivolgendoti un invito: contempla la meraviglia che è l’esistenza e rallegrati di poterlo fare. Mi sento in diritto di dirtelo. Mentre scrivo queste parole, infatti, io sto facendo lo stesso.» In questo uso della fantascienza come contenitore dei sentimenti e dei pensieri umani, Chiang è degno erede di Philip K. Dick. Nelle altre otto storie che compongono la raccolta ci sono sempre personaggi fuori dall’ordinario, che sperimentano la vita in dimensioni diverse dalla nostra. Come nel Mercante e il portale dell’alchimista, il racconto che apre la raccolta, in cui un varco temporale costringe un venditore di stoffe nell’antica Baghdad a fare i conti con i propri errori e gli offre il modo di rimediare. Come in tutte le sue opere, Chiang sfiora la fantascienza immaginando mondi diversi, intelligenze artificiali, forse viaggi nel tempo e mette sul tavolo temi umanissimi: il valore della vita, l’ineluttabilità, la paura e il dolore della morte, la necessità della memoria, la ricchezza salvifica del sapere, e volere, comunicare.

L’AUTORE
Ted Chiang è uno scrittore statunitense di narrativa fantastico-fantascientifica. Nato a Port Jefferson nello stato di New York nel 1967, si è diplomato alla Brown University con una laurea in informatica. Risiede a Bellevue, vicino Seattle, Washington, dove lavora come scrittore tecnico per l’industria del software.
Ted Chiang ha pubblicato nel settembre del 2007 un racconto breve dal titolo Il mercante e il portale dell’alchimista che si è aggiudicato i premi Nebula e Hugo per quell’anno. Nel 2009 il suo racconto successivo, Respiro, il 27 giugno dello stesso anno si è aggiudicato il Premio Locus per la sua categoria, seguito il 10 agosto dal Premio Hugo.
Nel luglio 2010 ha pubblicato per la casa editrice Subterranean Press un romanzo breve dal titolo Il ciclo di vita degli oggetti software che dopo essersi aggiudicato il Premio Locus per la categoria gli è valso il suo quarto Premio Hugo.
Ted Chiang è mancino, si dichiara ateo e il suo nome cinese è Chiang Feng-nan.

L’ENIGMA DI ANGEL COURT

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Una nuova indagine per Thomas Pitt.

In quello scorcio di fine secolo, l’Europa intera era in grande subbuglio e ovunque aumentavano e si palesavano il malcontento e l’agitazione. Non passava mese senza la notizia di qualche attentato dinamitardo per mano degli anarchici. In Francia, Yaffaire Dreyfus era ormai al culmine ed era impossibile perfino fare previsioni: nemmeno la caduta del governo in carica sembrava improbabile.
Fra i compiti della Sicurezza nazionale figurava anche quello di indagare sulle minacce di morte fatte a un notabile straniero in viaggio in Inghilterra, ma di sicuro non quello di proteggere una monaca girovaga o qualsiasi altra cosa quella donna fosse. Pitt aveva già aperto la bocca per farlo presente al ministro, ma fu il ministro a prendere la parola per primo…

QUARTA DI COPERTINA
Il comandante Pitt è perplesso. Non spetterebbe alla Sicurezza nazionale, preposta a contrastare gravi minacce alla stabilità del paese, l’incarico di proteggere una controversa missionaria, Sofia Delacruz, durante la sua visita a Londra. Preceduta da roventi polemiche, costei ha ricevuto minacce di morte per le tesi eterodosse che va propagandando: questioni di cui semmai avrebbe dovuto occuparsi la polizia. Del proprio errore di valutazione Pitt si rende conto quando la donna, insieme ad altre due che l’accompagnavano, scompare improvvisamente. Di notte, ad Angel Court, un antico cortile dominato dalla figura sinistra di un angelo di pietra dalle ali gigantesche. Un rapimento pare improbabile, in mancanza di segni di lotta. L’ipotesi alternativa dell’allontanamento volontario si dissolve non appena vengono rinvenuti due cadaveri mutilati. Pugnalate inferte al cuore e al ventre, organi interni sparsi a terra, nugoli di mosche. Puro orrore. Ma Sofia non è tra le vittime. Scoprire se sia ancora viva e fare luce sui retroscena di un caso dalle possibili ripercussioni internazionali costituiranno gli obiettivi prioritari del comandante. Perché la sicurezza dell’Inghilterra potrebbe davvero essere in pericolo.

L’AUTRICE
Anne Perry nasce a Londra nel 1938. Terminati gli studi incomincia a girare il mondo, facendo la hostess sugli aerei e a terra e lavorando anche nel settore alberghiero e in quello della moda. Tornata in Inghilterra nel 1972, dopo un lungo periodo trascorso negli Stati Uniti, la Perry inizia a scrivere romanzi storici. Il successo però le arride solamente quando ha l’idea di realizzare un romanzo poliziesco ambientato in epoca vittoriana. Incomincia così la serie dedicata all’ispettore Pitt, a cui farà seguito, qualche tempo dopo, quella incentrata sull’ispettore Monk. Entrambe le serie hanno ottenuto una vasta popolarità in Gran Bretagna e in tutto il mondo (sherlockmagazine.it/7880/l-enigma-di-angel-court).

GRAVITÀ ZERO DI LOIS MCMASTER BUJOLD

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Un romanzo su come il progresso tecnologico possa rendere obsoleta e condannare a morte una specie intera.

Lois McMaster Bujold è cresciuta leggendo le opere pubblicate dalla rivista Analog Science Fiction nei primi anni sessanta, autori come Poul Anderson, Robert A. Heinlein e Isaac Asimov le hanno fornito una sorta di imprinting fantascientifico.
Niente di strano se la scrittrice americana, sulla scena dalla fine degli anni ottanta, rappresenta con le sue storie la fantascienza avventurosa e ottimista nello stile di John W. Campbell jr., il vulcanico direttore di Analog.
La Bujold è conosciuta principalmente per il ciclo dei Vor, una corposa serie di storie che si svolgono in un futuro distante un migliaio di anni.
Gli avvenimenti narrati in Gravità zero avvengono duecento anni prima di quel tribolato periodo; la storia, pur essendo ambientata nello stesso universo, è ben distinta e anche molto diversa da quelle narrate nella serie.
Lo scenario è limitato all’Habitat Cay, una stazione in orbita attorno al pianeta Rodeo, i protagonisti sono i quad, creature prive di piedi e con quattro mani, operai modificati geneticamente per adattarsi perfettamente a un ambiente privo di gravità.
Leo Graf, ingegnere spaziale della GalacTech, arriva sulla stazione spaziale per addestrare i quad proprio quando a scoperta del generatore di campo gravitazionale rende i quad solo un peso per la Galactech.
Per quanto intelligenti i quad non sono considerati persone e nemmeno animali ma “colture sperimentali di tessuti post-fetali”, la GalacTech pertanto ne pianifica il genocidio.
Qualcuno però ha un’idea diversa dei quad, Leo Graf pensa ai quad come persone e farà di tutto per salvarle.

QUARTA DI COPERTINA
La tecnologia fa presto a diventare obsoleta. Talvolta non si fa in tempo a comprare un modello di telefono cellulare che già ne viene rilasciata una nuova versione, più bella, più veloce, più funzionale.
Lo stesso accade alla potente GalacTech quando la Colonia Beta inventa un modo per generare un campo gravitazionale artificiale, rendendo così obsoleto il suo precedente progetto di punta: i quad, speciali operai geneticamente modificati per lavorare a gravità zero.
A quel punto, la compagnia non si fa nessuno scrupolo ad abbandonare il progetto e a eliminarli. Peccato che i quad siano di fatto esseri umani senzienti, per quanto diversi.
Dovrà intervenire Leo Graf, ingegnere spaziale della GalacTech e loro maestro, per trovare un modo di permettere ai quad di continuare a vivere.

L’AUTRICE
Figlia di un professore di Ingegneria della saldatura, Lois McMaster Bujold crebbe con la passione per la fantascienza e un grande rispetto per il lavoro del padre, a cui è ispirata la figura di Leo Graf, il protagonista del romanzo. Probabilmente è sempre per questo motivo che nessuna legge fisica è stata maltrattata nella scrittura di questo romanzo (ìfantascienza.com/24486/gravita-zero-di-lois-mcmaster-bujold).

 

CON “IL REGNO IMMORTALE” MORGAN RHODES CONCLUDE “LA SAGA DEI TRE REGNI”

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La morte incombe sulle terre di Mytica. I Catalizzatori sono ormai pronti a dare vita al loro regno immortale…

 

QUARTA DI COPERTINA
Mytica è sull’orlo dell’abisso. Un rituale oscuro ha liberato i Catalizzatori, antichi dei che adesso si aggirano per il mondo seminando morte e distruzione. Ed è tutta colpa di Lucia. Tuttavia la principessa non ha nessuna intenzione di arrendersi, anzi ha già un piano per annientare quella minaccia una volta per tutte. Ma ben presto si rende conto con orrore che la sua magia si sta indebolendo, al punto da trasformare il suo progetto in una missione suicida. A Lucia non rimane che una scelta: sacrificare la propria vita per la salvezza del mondo, o implorare il perdono del dio del fuoco e diventare schiava del suo regno immortale… Il principe Magnus è stato torturato e sepolto vivo. E ormai è troppo tardi. Ora, nel cuore di Cleo c’è spazio solo per la vendetta. Per uccidere chi le ha portato via il suo grande amore, la Principessa Dorata è disposta a mentire ai suoi alleati, a stringere un patto col Re del Sangue e perfino a sfruttare il Catalizzatore dell’acqua, un potere dirompente e pericoloso, che diventa ogni volta più difficile da controllare. Ciò che Cleo non sa, però, è che più farà ricorso a quella magia, più grande sarà il rischio di trasformarsi in un automa, completamente soggiogata al volere del Catalizzatore.

L’AUTRICE
Michelle Rowen vive nel sud dell’Ontario con il marito e due gatti che prendono il nome da due dei suoi personaggi preferiti della serie televisiva soprannaturale. È stata nella lista dei bestseller di Waldenbooks. Ha vinto la Holt Medal per il suo romanzo d’esordio Mordue. Da bambina sognava di essere una principessa, una di quelle capaci di impugnare una spada affilata e salvare regni e principi da draghi sputafuoco e stregoni malvagi. Invece è diventata una scrittrice, cosa altrettanto divertente e molto meno pericolosa.
Ha creato due pseudonimi per scrivere in diversi generi: Michelle Maddox per scrivere la suspense romantica futuristica e Morgan Rhodes per il thriller soprannaturale (fantasymagazine.it/29825/il-regno-immortale).

 

 

ELEVATION, NUOVO ROMANZO BREVE DI STEPHEN KING

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n racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, in cui King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n’è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull’ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l’amicizia è sempre a portata di mano. In un racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

L’AUTORE
Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie sono bestseller che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont. Accanto ai grandi film, innumerevoli gli adattamenti televisivi tratti dalle sue opere. King, oggi seguitissimo anche sui social media, è stato insignito della National Medal of Arts dal presidente Barack Obama (thrillermagazine.it/17626/elevation-di-stephen-king).

LA SUPERLUNA PIÙ GRANDE DEL 2019

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Il 19 febbraio ci sarà la Luna piena più grande dell’anno.

La luna, nei secoli, è stata fonte di ispirazione poetica e filosofica: Luciano di Samosata, scrittore greco del II secolo d.C., nella sua “Storia vera”, immaginava il viaggio verso luna con una nave. Petrarca fa della luna una metafora dei suoi stati d’animo malinconici e notturni; mentre la luna più romantica è quella di cui scrisse Giacomo Leopardi, il cui pastore errante, ne “Il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, si chiede: “Che fai tu, Luna, in ciel? Dimmi che fai, silenziosa luna?” La luna, dunque, è una presenza amica e consolatrice, dopo l’angoscia generata dalla coscienza del reale contrapposto all’eterno.
All’indomani dell’arrivo dei primi astronauti sulla luna, Giuseppe Ungaretti, per sottolineare l’importanza dell’evento, scrisse: “Questa è una notte diversa da ogni altra notte del mondo. Ogni uomo ha desiderato da sempre conquistare la luna…oggi è stato raggiunto l’irraggiungibile, ma la fantasia non si fermerà…”. Se con Galileo la luna è diventata un universo conoscibile, con Armstrong è diventata un universo fisicamente esplorabile ma da sempre e per sempre la luna sarà, per tutti gli uomini, un astro narrante, che racconta del cosmo e della sua armonia, del tempo e della sua regolarità, dello spazio e della sua profondità.

La Luna è la protagonista del cielo di febbraio: appuntamento il giorno 19 con la Luna piena più grande dell’anno. Sarà una Superluna, un evento che si verifica quando il nostro satellite si trova alla minima distanza dalla Terra, al cosiddetto perigeo, che sarà di circa 356.761 chilometri. Le dimensioni apparenti della Luna saranno, quindi, maggiori: la differenza di diametro rispetto a una Luna piena media sarà del 7%, e la luminosità del 30% in più.

NIGHTFLYERS RITORNA IN LIBRERIA

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In concomitanza con la trasmissione della serie televisiva da parte di Netflix Mondadori pubblica Nightflyers di George R.R. Martin.

Come spesso accade, con l’arrivo di un adattamento cinematografico o televisivo arriva o ritorna in libreria il prodotto originale. Oggi è la volta del racconto Nightflyers di George R.R. Martin, pubblicato da Mondadori in occasione della diffusione della serie omonima sulla piattaforma di streaming Netflix.

Fantasy vs Fantascienza?
Martin, sebbene noto al grande pubblico per la saga fantasy Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, che ha ispirato la serie Il trono di spade, non ha mai amato le distinzioni fra i generi. Da piccolo comprava i libri scegliendoli da un espositore girevole. Erano tutte edizioni tascabili molto economiche, quel che si poteva permettere all’epoca, e i volumi erano mescolati fra loro così che fino a quando non li leggeva non sapeva a quale genere appartenesse l’opera che aveva comprato. In questo modo ha sviluppato la passione per le storie sorprendenti, capaci di coinvolgerlo, e l’insofferenza alle distinzioni fra i generi, qualcosa che non è mai entrato in gioco nella scelta delle sue letture. Lo stesso atteggiamento lo ha accompagnato quando è diventato uno scrittore. Se la prima storia che ha pubblicato, L’eroe, è di fantascienza, la seconda, L’uscita per Santa Breta, è una ghost story, e in seguito sarebbero arrivate opere horror e fantasy, o un misto di questi e altri generi.
Alla fine degli anni ’70, quando ormai pubblicava racconti da diversi anni e aveva da poco pubblicato il suo primo romanzo, La luce morente, ha detto la sua sulla diffusa convinzione che horror e fantascienza siano due generi antitetici. Non lo ha fatto polemizzando con nessuno, ma scrivendo alcuni racconti. Se “la fantascienza parte dal presupposto che l’universo, a dispetto di quanto misterioso e pauroso possa apparirci, è, in fin dei conti, un’entità conoscibile” e che al contrario “una rapida occhiata alla vera natura del reale possa essere più che sufficiente per sprofondare la mente umana nella follia”, come ha ricordato nel primo volume di I canti del sogno, con l’horror che si basa sull’inconoscibilità, lui ha unito i due elementi. Il racconto più famoso che coniuga i due generi è I re di sabbia, capace di vincere i premi Nebula nel 1979 e Hugo nel 1980.

La genesi di Nightflyers
Incoraggiato dal successo Martin ha scritto Nightflyers, racconto di 23.000 parole pubblicato nel 1980 da Analog. Il testo ha vinto il premio Locus ed è stato finalista allo Hugo ma, a giudizio di Martin, era troppo compresso per i limiti imposti dalla rivista, con i personaggi secondari che non avevano abbastanza spazio e si riducevano a essere solo dei ruoli privi di nome. Per questo quando, nel 1981, il suo editor James Frenkel gli ha chiesto di espandere il testo per pubblicarlo nella serie Binary Star di Dell Publishing insieme a I veri nomi di Vernor Vinge, lui non si è lasciato sfuggire l’occasione. La nuova versione, di 30.000 parole, è stata ripubblicata nel 1985 nell’antologia Nightflyers and Other Stories, comprendente anche Override, Weekend in a War Zone, E ricordati sette volte di non uccidere mai l’uomo, Nor the Many-Colored Fires of a Star Ring e Canzone per Lya. In seguito il racconto è stato ripubblicato in GRRM: A RRetrospective (2003).

QUARTA DI COPERTINA
Quando ormai la terra è sull’orlo del tracollo, l’ultima speranza risiede in una spedizione scientifica la cui missione consiste nell’avvicinare e studiare una misteriosa razza aliena che si spera possa custodire la chiave per la sopravvivenza dell’umanità. L’unico mezzo in grado di affrontare la spedizione è la Nightflyer, un’astronave completamente automatizzata, controllata da un solo essere umano, il capitano Royd Eris. L’equipaggio però si ritrova a viaggiare su una nave fantasma perché il capitano non si mostra mai se non attraverso il suo ologramma e comunica solo tramite una voce contraffatta. A rendere la permanenza sulla Nightflyer ancora più inquietante, il sensitivo del gruppo inizia a percepire a bordo una presenza oscura, un’entità pericolosa, incorporea, aliena. Il capitano sostiene di non saperne nulla e, quando qualcosa o qualcuno inizia a uccidere i membri dell’equipaggio, sembra non essere in grado o intenzionato a cercare di arrestare questa scia di sangue.
L’unica ad avere la possibilità di fermare questa creatura sanguinaria è Melantha Jhirl, un’umana geneticamente modificata, più forte, intelligente e veloce di tutti gli altri membri dell’equipaggio. Ma per farlo, prima deve riuscire a restare viva.

L’AUTORE
George R.R. Martin, nato a Bayonne, nel New Jersey, nel 1948, è autore di numerosi racconti e romanzi, con cui ha vinto numerosi premi fra cui l’Hugo, il Nebula, il Bram Stoker e il Locus, ed è sceneggiatore per cinema e la televisione. Mondadori ha pubblicato tutti i libri di Le Cronache del giaccio e del fuoco compresi i prequel Il Cavaliere dei Sette Regni (2014) e La Principessa e la Regina (contenuto in La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose, antologia curata da Martin stesso assieme a Gardner Dozois, 2015), Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco: la storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade (2014, con Linda Antonsson e Elio M. García Jr.), Fuoco e sangue (2018), le raccolte di racconti Le Torri di Cenere (2007), I re di sabbia (2008), I canti del sogno (due volumi, 2016), i romanzi Il drago di ghiaccio, Il Pianeta dei Venti (con Lisa Tuttle), La luce morente, Il battello del delirio, Armageddon rag, Nella casa del verme e la serie di romanzi a mosaico da lui coordinata Wild Cards (fantasymagazine.it/29728/nightflyers-ritorna-in-libreria).

 

SILENCE, L’UNICA SPERANZA PER SOPRAVVIVERE È RIMANERE IN PERFETTO SILENZIO

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Un terribile flagello dilaga in Europa e l’unica speranza per sopravvivere è rimanere in perfetto silenzio.

QUARTA DI COPERTINA
Nell’oscurità di una fitta rete di grotte sotterranee, vivono creature cieche, abilissime nella caccia. Grazie al loro udito sono in grado di individuare e catturare qualunque preda. I cunicoli sigillati hanno trattenuto per secoli la loro furia, fino a che una spedizione speleologica in Ucraina, in diretta televisiva, non apre un varco, scoperchiando quell’ecosistema come un vaso di Pandora. A emergere dalle tenebre è uno sciame di creature feroci, simili a pipistrelli, che in un attimo si avventa sul gruppo di scienziati. Le telecamere continuano a riprendere per ore lo scempio, offrendo uno spettacolo raccapricciante. Due testimoni della carneficina sono Ally e suo padre Huw, incollati davanti allo schermo. Se la minaccia dovesse diffondersi in tutta Europa nessuno sarebbe più al sicuro. Perché gridare, persino sussurrare, può rivelarsi fatale. Ally, affetta da sordità, è abituata a vivere in silenzio. E adesso, la sua abilità è l’unica speranza di salvezza per la sua famiglia: dovrà riuscire a trovare un posto sicuro per aspettare la fine del pericolo. Ma avrà davvero fine? E in quale mondo sarà costretta a vivere?

L’AUTORE
Tim Lebbon è autore di più di quaranta romanzi horror e fantasy. Con il suo racconto Reconstructing Amy nel 2001 ha vinto il prestigioso premio Bram Stoker. Silence, che ha ottenuto il successo internazionale, è diventato anche un film. Vive in Inghilterra con la moglie e i suoi due figli (thrillermagazine.it/17577/silence).

 

Il Compagno Ideale da oggi in formato cartaceo

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Con immensa felicità vi annuncio che “Il Compagno Ideale“, il romanzo scritto da me e Valentina Vita, è ora disponibile anche in formato cartaceo…

Il link per l’acquisto https://amzn.to/2HrdSCg

Ulteriori info sul sito http://bit.ly/2vbH2f2

Buona lettura 🙂 !!!

 

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IL MONDO PERDUTO DI SIR ARTHUR CONAN DOYLE

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Era il 1913 quando in Italia “La Domenica del Corriere” pubblicava “Il mondo perduto” di Doyle. Nel 1990 uscì in libreria Jurassic Park di Michael Crichton che nel 1993 divenne l’omonima pellicola più famosa di sempre.

Sir Arthur Conan Doyle, autore scozzese e padre del giallo deduttivo, non scrisse unicamente dell’investigatore Sherlock Holmes. Il celebre scrittore e drammaturgo, nato a Edimburgo nel 1859, dedicò parte del suo genio letterario all’approfondimento di diversi generi, tra cui quello avventuroso.
Fra i romanzi d’avventura che Doyle scrisse spicca Il mondo perduto, ambientato in Venezuela, sull’altopiano di Maple White, dove il tempo sembra non essere mai scorso e dove la spedizione capeggiata dal Professor Challenger rinviene animali preistorici, ancora in vita, in teoria estinti da tempo.
Meno di un secolo più tardi Michael Crichton diede vita alla saga di romanzi Jurassic Park, ispirati al mondo perduto di Doyle e di cui, qualche anno dopo (1993), il regista Steven Spielberg ne trasse il famoso adattamento cinematografico.

“Con Il mondo perduto, Conan Doyle ha fatto molto di più che inventare un personaggio, ha dato vita a un nuovo genere letterario, il fantasy di avventura, definendone le norme”.

QUARTA DI COPERTINA
Londra, inizi del Novecento. Il professor Challenger, burbero e geniale zoologo e scienziato, in compagnia del suo rivale di sempre, il professor Summerlee, dell’impulsivo cacciatore lord John Roxton e del giornalista della Daily Gazette Edward Malone, decide di intraprendere un’impresa ai limiti delle possibilità umane: esplorare un misterioso altopiano, nel cuore della giungla amazzonica, dove il tempo sembra essersi fermato milioni di anni prima. Durante il viaggio i quattro compagni resteranno intrappolati in un mondo che pensavano perduto, dove rinverranno ancora in vita animali preistorici come l’iguanodonte e il tirannosauro, scopriranno l’esistenza di particolari primati non molto socievoli, ed entreranno in contatto con primitive tribù di indios. Attraverso incredibili peripezie e una miriade di ostacoli da superare, riusciranno infine a tornare in Inghilterra, portando come prova della loro straordinaria avventura uno Pterodactylus vivo all’interno di una cassa, che tuttavia fuggirà per aggirarsi impazzito tra le vie di Londra. L’eccezionale avventura vissuta nel mondo perduto non solo lascia ai quattro viaggiatori fama, ricordi e conoscenze, ma soprattutto un profondo legame di amicizia tra Challenger e Malone, amicizia che li porterà a condividere nuovi, straordinari viaggi di scoperta.

L’AUTORE
Sir Arthur Ignatius Conan Doyle (Edimburgo, 22 maggio 1859-Crowborough, 7 luglio 1930) è stato uno scrittore e drammaturgo scozzese, considerato, insieme ad Edgar Allan Poe, il fondatore di due generi letterari: il giallo e il fantastico. In particolare è il capostipite del sottogenere noto come giallo deduttivo, reso famoso dal personaggio dell’investigatore Sherlock Holmes. La sua produzione, tuttavia, spazia dal romanzo d’avventura alla fantascienza, dal soprannaturale ai temi storici. Dai suoi capolavori sono stati tratti molti adattamenti cinematografici e televisivi. Il mondo perduto è universalmente considerato un classico della letteratura fantastica, l’opera di riferimento del filone avventuroso del ‘mondo perduto’ (fantasymagazine.it/29716/torna-in-libreria-il-mondo-perduto-di-sir-arthur-conan-doyle).

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