NESTOR BURMA E LA BAMBOLA, UN THRILLER DI LÉO MALET

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Nestor Burma torna in libreria, pronto a riconquistare i lettori con l’irriverenza e l’umanità che lo contraddistinguono, espresse al loro meglio in questa nuova avventura.

 

[…Charlot l’Eureka avrebbe fatto meglio a dedicarsi ad aggressioni vere e proprie. Gli avrebbero procurato più denaro dei suoi finti furti che lo costringevano a vivere in un buco che puzzava di biancheria sporca e miseria anche nei giorni di vento…]

QUARTA DI COPERTINA
Tempi duri per Nestor Burma: le casse dell’Agenzia Fiat Lux sono drammaticamente vuote e la pioggia primaverile rende Parigi sempre più cupa. Così, fiutata la possibilita` di un mistero, il detective privato si reca di nascosto presso un’isolata villa di Boulogne, dove sarà l’involontario e sbigottito testimone di una strage, messa in atto da un losco individuo dal volto deturpato. La vittima, tale Mauffat, sembra essere a sua volta un personaggio poco raccomandabile: un ex medico radiato dall’ordine, che custodiva nella propria cassaforte mazzette di banconote e bottiglie di benzina… A complicare le cose si aggiunge il fatto che Mauffat venga anche considerato il responsabile della morte della giovanissima Yolande Bonamy, deceduta in seguito a un aborto mal praticato: ad accusare l’ex medico sono i nonni della ragazza, che, in mancanza di prove concrete, affideranno al protagonista il compito di incastrare l’assassino rimasto impunito. Ma come fare, ora che l’assassino stesso è stato a sua volta brutalmente assassinato? Ancora una volta toccherà a Nestor Burma risolvere l’intrigo, muovendosi tra sicari prezzolati, locali a luci rosse, chanteuses decadute e “bambole”, reali o sognate… E sarà proprio una “bambola” la chiave per decifrare il mistero.

L’AUTORE
Léo Malet, l’anarchico conservatore, come amava definirsi, è uno dei padri del romanzo noir francese. In realtà Malet è uno scrittore dai mille volti: accanto al poliziesco, si cimenta nei romanzi di cappa e spada e, soprattutto, nel noir. La critica gli concede proprio in questo filone i maggiori riconoscimenti: la Trilogie noir, di cui fanno parte Nodo alle budella, La vita è uno schifo e Il sole non è per noi, viene considerato il suo capolavoro. Malet muore nel 1996.

UN GIOCO DI FANTASMI, DI JOHN CONNOLLY

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Una storia torva e indecifrabile, in cui ogni certezza sembra vacillare. Ecco l’ennessima indagine dell’agente speciale C. Parker.

 

…Faceva freddo, ma l’aria non era limpida. Una sottile foschia aleggiava appena sopra le strade, avvolgendo i lampioni in aloni simili alle aureole dei santi e trasformando i profili dei palazzi in un paesaggio onirico…
…Charlie Parker risaliva Exchange Street a testa bassa nel freddo rigido della sera, avanzando come un caprone tra i mucchi di neve sul marciapiede…

QUARTA DI COPERTINA
Mentre era sulle tracce di un pericoloso gangster del Rhode Island, il detective privato Jaycob Eklund sembra essere scomparso nel nulla. Edgar Ross, agente speciale dell’FBI, affida a Charlie ‘Bird’ Parker il difficile incarico di rintracciarlo. Ross ha le sue ragioni per voler trovare Eklund: quest’ultimo, infatti, stava indagando in modo quasi ossessivo su una serie di misteriosi omicidi e sparizioni, riconducibili a un gruppo noto come la Confraternita. La particolarità delle indagini di Eklund è che ciascuno dei casi seguiti sembrerebbe collegato a storie di fantasmi. Nel corso delle sue ricerche Parker si ritrova risucchiato nel pericoloso mondo della malavita, un mondo in cui la vecchia e spietata Madre governa un impero criminale in cui innocenti e colpevoli sono pedine in un terrificante gioco di fantasmi. In una frenetica corsa contro il tempo, spetta a Charlie Parker scoprire cosa si nasconda dietro quelle misteriose e inquietanti uccisioni.

L’AUTORE
John Connolly (Dublino, 31 maggio 1968) è uno scrittore irlandese di thriller.
Ha lavorato come giornalista per The Irish Times e ha iniziato una fortunata carriera di scrittore narrando le indagini di un ex detective della Polizia di New York, Charlie Parker, detto Bird come il famoso sassofonista jazz, che si trasferisce come investigatore privato nello stato del Maine in cui gran parte delle avventure viene ambientata. Le storie sono collegate fra loro, è quindi consigliabile leggerle seguendo l’ordine di pubblicazione. Fuori dal ciclo di Charlie Parker ha pubblicato Nocturnes, un’antologia di racconti, una storia ambientata nel Maine in cui Charlie Parker fa solo una rapida apparizione (Bad men) e Il libro delle cose perdute (The book of lost things), una sorta di racconto psicologico in cui affronta l’universo della psiche infantile e dei traumi legati alle tragedie familiari che colpiscono il protagonista.

“L’AMICA PERFETTA”, TORNA L’AUTRICE DEL BESTSELLER “TI STO GUARDANDO”

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Un nuovo thriller di Teresa Driscoll, numero 1 in Inghilterra, negli Stati Uniti e in Italia con il bestseller “Ti sto guardando”, un’autrice da mezzo milione di copie vendute.

 

QUARTA DI COPERTINA
Un’amicizia ossessiva.
Un amore sbagliato.
Un omicidio, o forse due.

È furba, decisa, determinata. Jule West Williams nella vita ha subito tante ingiustizie e sa che cosa significa non avere niente. È per questo che ora nulla la spaventa. Jule non ha paura di scappare, innamorarsi, reinventarsi in mestieri e vite sempre nuovi, ma anche sempre più pericolosi. Ed è proprio tra una vita e l’altra che incontra Imogen. Le due ragazze non hanno praticamente niente in comune. Immie è ricca, di buona famiglia, vive tra New York, Londra e Martha’s Vineyard. Ha tutto ciò che Jule ha sempre desiderato. Eppure tra loro c’è subito intesa. L’intesa diventa amicizia e poi ossessione: improvvisamente a Jule la vicinanza di Imogen non basta più. Lei vuole essere Imogen. In un attimo, il legame tra loro diventa un vortice che gira sempre più veloce. E da cui, una volta risucchiati, è impossibile uscire… vivi.
Dalla penna magistrale dell’autrice bestseller di L’estate dei segreti perduti, una nuova suspense psicologica che non lascia scampo: un romanzo unico, diabolicamente congeniato e sorprendente.

INCIPIT
Oggi, ore 16:00

Perché un pettirosso? Non capisco…
Sono nella toilette del treno, a gambe ben divaricate, china sul minuscolo lavabo di acciaio inossidabile, cercando con tutte le forze di… respira… devi… solo… respirare… dannazione… e di capire cosa diavolo ha a che fare con tutto questo un pettirosso.
A più di trecento chilometri mio figlio è in un letto d’ospedale, accudito da sconosciuti. Forse devono asportargli la milza, o forse no.
C’è una confusione tremenda che una serie di telefonate non è riuscita a risolvere, perché mio figlio è con un amico e, incredibilmente, il personale medico non ha potuto stabilire chi è chi. Un deprecabile e surreale pasticcio d’identità, anche se solo ora mi rendo conto che, almeno a prima vista, tra loro c’è una notevole somiglianza: capelli e occhi castani e, in virtù di un recente scatto di crescita dell’amico, anche più o meno la stessa altezza.
Un’infermiera con un lieve accento irlandese ha cercato di ottenere da me risposte sensate attraverso la nebbia che mi avvolge, impedendomi di pensare con lucidità. In una delle telefonate mi chiede se mio figlio ha qualche segno particolare.
Nei? Lentiggini? Una voglia?
Mi hanno detto che i due bambini sono stati già spogliati dai paramedici, ma per qualche ragione trovo confortante scorrere con l’infermiera la lista degli indumenti: una T-shirt verde con il logo di un dinosauro (una delle sue preferite, che gli avevo stirato appositamente ieri sera) e jeans neri rimboccati perché troppo lunghi. Ho sempre in mente di accorciarglieli e ricucirglieli, ma non sono quel tipo di madre e…
L’infermiera mi interrompe con delicatezza per chiedermi dei capelli.
Ricci? Lisci?

L’AUTRICE
Vive nel Devonshire e lavora come presentatrice televisiva per la BBC da oltre quindici anni. Forte di una lunga carriera da giornalista d’inchiesta, ha deciso di cimentarsi con thriller realistici e dal sapore amaro che analizzano l’impatto che un crimine ha sui familiari delle vittime. Ti sto guardando, il suo esordio nella narrativa, ha ottenuto un grande successo in Inghilterra, Stati Uniti e Australia ed è stato tradotto in sei lingue.

ELEVATION, NUOVO ROMANZO BREVE DI STEPHEN KING

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U

n racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, in cui King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n’è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull’ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l’amicizia è sempre a portata di mano. In un racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

L’AUTORE
Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie sono bestseller che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont. Accanto ai grandi film, innumerevoli gli adattamenti televisivi tratti dalle sue opere. King, oggi seguitissimo anche sui social media, è stato insignito della National Medal of Arts dal presidente Barack Obama (thrillermagazine.it/17626/elevation-di-stephen-king).

CACCIA ALLA FENICE, DI MICHEAL SWANWICK

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Ritornano Darger e Surplus, protagonisti di rocambolesche avventure in un futuro che assomiglia molto al passato.

Quando ti trovi davanti a un’opera di Michael Swanwick non sai mai cosa aspettarti, una folle cavalcata sullo stile di Universo in scatola, oppure una solida storia di viaggi nel tempo ed estinzioni di massa come in Le ossa della Terra.
Anche se ci ha abituato alle cose strane il romanzo Caccia alla Fenice è davvero strano, almeno i due protagonisti sono noti, trattandosi di Aubrey Darger, per gli amici semplicemente Darger, e di Sir Blackthorpe Ravenscairn de Plus Precieu, o più semplicemente Surplus, apparsi per la prima volta del racconto “Il cane disse bau”.
Personaggi troppo inquieti per rimanere nelle pagine di un racconto, vincitore di un premio Hugo e infatti i due ricomparvero nel romanzo Gli dei di Mosca.
Cosa ci sia di strano nella coppia Darger & Surplus è presto detto, il primo è un uomo, il secondo un cane intelligente, nel senso che cammina, parla e spesso cerca di imbrogliarti.
A rendere il tutto ancora più bizzarro all’inizio di “Caccia alla Fenice” c’è Darger che conduce uno yak sul quale giace il corpo senza vita dell’amico, davanti a loro la Cina post-utopica, piena di misteri ma anche di possibilità.

QUARTA DI COPERTINA
Rocambolesco, bizzarro e brillante sono tutti aggettivi che si attagliano perfettamente a questo romanzo di Michael Swanwick. In “Caccia alla Fenice” il cane geneticamente modificato dalla postura eretta Surplus e il suo amico truffatore bibliofilo Aubrey Darger sono catapultati in Cina, dopo essere sfuggiti – né indenni né tutti e due vivi – dalla loro precedente avventura in Russia, narrata in Gli dei di Mosca.
Il poliedrico Michael Swanwick, più volte vincitore dei premi Hugo e Nebula, riesce nell’impresa quasi impossibile di coniugare la fantascienza postapocalittica alle atmosfere steampunk di stampo ottocentesco, senza perdere il gusto per l’ironia e l’esagerazione delle situazioni fino all’assurdo, con l’eleganza di un vero gentleman.

L’AUTORE
Michael Swanwick, americano di Philadelphia, è uno degli autori più quotati della fantascienza e del fantastico degli ultimi decenni. Cinque volte vincitore del Premio Hugo – sempre nella categoria racconto – e vincitore di un Premio Nebula col romanzo Domani il mondo cambierà, Swanwick è attivo dall’inizio degli Anni Ottanta. Eclettico, originale, brillante, Swanwick ha scritto soprattutto fantascienza ma si è avventurato anche in campi limitrofi. Ha all’attivo una decina di romanzi e ben dodici raccolte di racconti. Tra i saggi, ha pubblicato un libro su Gardner Dozois, il grande editor scomparso lo scorso anno (fantascienza.com/24466/la-strana-coppia-di-micheal-swanwick).

Anima Sintetica lo spin-off di Terra 2486

Qualche mese fa ho pubblicato lo Spin-Off del romanzo “Terra 2486” e si intitola ANIMA SINTETICA.
Il libro è un approfondimento delle storie di due personaggi che saranno molto importanti per l’intero Ciclo che sarà composto da tre volumi.

Vi lascio con la quarta di copertina e un piccolo estratto del romanzo.

Grazie per il tempo che mi dedicherete e buona lettura !!!

QUARTA DI COPERTINA
«Quello che avverrà, sarà determinato da quello che è accaduto. Quello che era destinato, si ripeterà come in un ciclo». (Zecharia Sitchin)
Grazie alla tecnologia aliena di cui sono entrati in possesso, gli abitanti di Akgua sono convinti di poter vincere la guerra; se poi riuscissero a dare un’anima a quella macchina, potrebbero addirittura conquistare l’intero universo.
Gli inconsapevoli protagonisti di questa avventura si troveranno a fare i conti con pericolosi controllori del tempo e antiche civiltà perdute che cercheranno di reclamare la loro sovranità.
Sarà possibile cambiare il futuro intervenendo nel passato o il fiume degli eventi continuerà a scorrere sempre nella stessa direzione?
Per Blue e Alkita tutto questo non sembra fare alcuna differenza.
CAPITOLO III
Sullo schermo della plancia comparvero le immagini richieste. Era una piccola scialuppa di salvataggio, a prima vista, messa piuttosto male. Perdeva ossigeno da un buco nello scafo.
«Signore, ci hanno inviato un codice criptato… sembra trattarsi di un nostro agente dei servizi segreti».
«A giudicare dallo stato della navetta, non credo che riuscirà ad atterrare nel nostro hangar… attivate il sistema automatico di attracco, hangar 5. Serghey, seguimi, andiamo a vedere chi c’è nella scialuppa, facci raggiungere anche da altri due dei tuoi» ordinò Steisy.
Serghey era il tenente comandante addetto alla sicurezza della nave. Era anche l’unico che avesse il permesso di girare armato per i corridoi della Niug.
Arrivarono nell’hangar 5 una manciata di secondi prima che la navetta iniziasse la fase di atterraggio. Il piccolo scafo aveva innumerevoli bruciature dovute ai colpi di laser ricevuti. Sembrava intatto per miracolo. Completata la manovra di atterraggio, il portellone della scialuppa si aprì, ma non uscì nessuno.
«Serghey, seguimi» ordinò Steisy.
I quattro, con molta circospezione, entrarono nella navetta.
«C’è una donna stesa a terra, signore. Sembra gravemente ferita» urlò uno degli uomini della sicurezza.
Il comandante si avvicinò per vedere di chi si trattasse.
«Presto, dite al dottore di portare l’unità di stasi» urlò, sconvolta, il comandante.
Si inginocchiò accanto alla ragazza; con molta delicatezza, le scostò i capelli, che le ricoprivano il viso, e la riconobbe.
«Nika, cosa ti è successo? Chi è stato a ridurti così?» sussurrò Steisy.
«La conosce, signore?» chiese, perplesso, Serghey.
«Sì, sì. Abbiamo portato a termine diverse missioni insieme. È una degli agenti più validi che abbiamo… non conosco nessuno che avrebbe potuto ridurla così».
Un urlo interruppe il breve momento di silenzio.
«Sono tornati! Sono tornati!» urlò Nika spalancando di colpo gli occhi. Sembrava non vedesse nessuno dei presenti; fissava inebetita il vuoto davanti a sé.

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LA LUNA ROSSA DI KIM STANLEY ROBINSON

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Un thriller ambientato su una Luna del futuro colonizzata dalla Cina comunista, dall’autore della Trilogia di Marte.

A qualcuno potrà ricordare l’omonima barca a vela; chi è più addentro nel mondo della fantascienza e conosce l’opera di Kim Stanley Robinson potrebbe chiedere se seguiranno Luna verde e Luna blu.
Ma il rosso di questo libro non ha a che fare con quello di Marte, ma anzi può avere ben altri collegamenti con l’attualità: abbiamo letto di recente dello sbarco (con un robottino) cinese sul lato nascosto della Luna. E in effetti la Cina è il paese che sta perseguendo con più convinzione l’esplorazione lunare, oggi. E questo porterà, secondo Robinson, a una Luna colonizzata dalla Cina: il rosso, quindi, è quello della bandiera comunista.
Il romanzo è molto diverso dai libri del ciclo Marziano, è impostato come un thriller, con un omicidio, una caccia all’uomo e la ricerca di un colpevole, ma non mancano le implicazioni politiche e sociali.

QUARTA DI COPERTINA
Anno 2047. Fred Fredericks, un meccanico quantistico americano, si reca sulla luna per consegnare un telefono quantico a Chang Yazu, amministratore capo dell’Autorità Lunare Cinese. Lo incontra, gli stringe la mano, e… l’uomo muore. Per Fred, accusato di omicidio, inizia quindi una fuga, che lo condurrà a Pechino, Hong Kong e poi ancora sulla luna, tra stazioni spaziali e paesaggi incontaminati. Non sarà solo: con lui ci saranno Chan Qi, figlia del ministro delle Finanze cinese, bandita dalla luna perché incinta, e Ta Shu, ex poeta ora conduttore di un famoso programma di viaggi, che rimarrà con lui per fare un favore a Peng Ling, sua amica e unica donna ai vertici del governo cinese. I tre si troveranno coinvolti in un duplice scontro: quello tra Cina e USA, superpotenze da sempre in lotta per la supremazia; e quello tra partito comunista cinese e migranti interni, il cosiddetto “miliardo”, guidati dalla stessa Qi. Come se non bastasse, a dar loro la caccia c’è anche una fazione segreta dell’esercito cinese, la Lancia Rossa, mentre un misterioso personaggio, l’analista, trama nell’ombra e offre loro il suo aiuto. Potranno fidarsi di lui, in un mondo in cui niente è quello che appare e anche gli amici sembrano nemici? E riuscirà Fred a trovare i veri assassini di Chang Yazu e a dimostrare la propria innocenza?Dalla geniale penna del pluripremiato autore della Trilogia di Marte, una straordinaria storia di esplorazione spaziale e intrigo politico.

L’AUTORE
Kim Stanley Robinson è nato nel 1952 in Illinois e si è laureato in letteratura inglese con una tesi su Philip K. Dick. Appassionato di alpinismo, vive a Davis, in California. I suoi romanzi sono stati insigniti di prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio Nebula, il premio John Wood Campbell Memorial e il World Fantasy. Tra i suoi romanzi ricordiamo New York 2140 e la serie della Trilogia di Marte, capolavoro della letteratura di fantascienza, composta dai romanzi Il rosso di Marte, Il verde di Marte e Il blu di Marte (fantascienza.com/24371/in-libreria-la-luna-rossa-di-kim-stanley-robinson).

 

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Il Compagno Ideale da oggi in formato cartaceo

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Con immensa felicità vi annuncio che “Il Compagno Ideale“, il romanzo scritto da me e Valentina Vita, è ora disponibile anche in formato cartaceo…

Il link per l’acquisto https://amzn.to/2HrdSCg

Ulteriori info sul sito http://bit.ly/2vbH2f2

Buona lettura 🙂 !!!

 

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IL MONDO PERDUTO DI SIR ARTHUR CONAN DOYLE

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Era il 1913 quando in Italia “La Domenica del Corriere” pubblicava “Il mondo perduto” di Doyle. Nel 1990 uscì in libreria Jurassic Park di Michael Crichton che nel 1993 divenne l’omonima pellicola più famosa di sempre.

Sir Arthur Conan Doyle, autore scozzese e padre del giallo deduttivo, non scrisse unicamente dell’investigatore Sherlock Holmes. Il celebre scrittore e drammaturgo, nato a Edimburgo nel 1859, dedicò parte del suo genio letterario all’approfondimento di diversi generi, tra cui quello avventuroso.
Fra i romanzi d’avventura che Doyle scrisse spicca Il mondo perduto, ambientato in Venezuela, sull’altopiano di Maple White, dove il tempo sembra non essere mai scorso e dove la spedizione capeggiata dal Professor Challenger rinviene animali preistorici, ancora in vita, in teoria estinti da tempo.
Meno di un secolo più tardi Michael Crichton diede vita alla saga di romanzi Jurassic Park, ispirati al mondo perduto di Doyle e di cui, qualche anno dopo (1993), il regista Steven Spielberg ne trasse il famoso adattamento cinematografico.

“Con Il mondo perduto, Conan Doyle ha fatto molto di più che inventare un personaggio, ha dato vita a un nuovo genere letterario, il fantasy di avventura, definendone le norme”.

QUARTA DI COPERTINA
Londra, inizi del Novecento. Il professor Challenger, burbero e geniale zoologo e scienziato, in compagnia del suo rivale di sempre, il professor Summerlee, dell’impulsivo cacciatore lord John Roxton e del giornalista della Daily Gazette Edward Malone, decide di intraprendere un’impresa ai limiti delle possibilità umane: esplorare un misterioso altopiano, nel cuore della giungla amazzonica, dove il tempo sembra essersi fermato milioni di anni prima. Durante il viaggio i quattro compagni resteranno intrappolati in un mondo che pensavano perduto, dove rinverranno ancora in vita animali preistorici come l’iguanodonte e il tirannosauro, scopriranno l’esistenza di particolari primati non molto socievoli, ed entreranno in contatto con primitive tribù di indios. Attraverso incredibili peripezie e una miriade di ostacoli da superare, riusciranno infine a tornare in Inghilterra, portando come prova della loro straordinaria avventura uno Pterodactylus vivo all’interno di una cassa, che tuttavia fuggirà per aggirarsi impazzito tra le vie di Londra. L’eccezionale avventura vissuta nel mondo perduto non solo lascia ai quattro viaggiatori fama, ricordi e conoscenze, ma soprattutto un profondo legame di amicizia tra Challenger e Malone, amicizia che li porterà a condividere nuovi, straordinari viaggi di scoperta.

L’AUTORE
Sir Arthur Ignatius Conan Doyle (Edimburgo, 22 maggio 1859-Crowborough, 7 luglio 1930) è stato uno scrittore e drammaturgo scozzese, considerato, insieme ad Edgar Allan Poe, il fondatore di due generi letterari: il giallo e il fantastico. In particolare è il capostipite del sottogenere noto come giallo deduttivo, reso famoso dal personaggio dell’investigatore Sherlock Holmes. La sua produzione, tuttavia, spazia dal romanzo d’avventura alla fantascienza, dal soprannaturale ai temi storici. Dai suoi capolavori sono stati tratti molti adattamenti cinematografici e televisivi. Il mondo perduto è universalmente considerato un classico della letteratura fantastica, l’opera di riferimento del filone avventuroso del ‘mondo perduto’ (fantasymagazine.it/29716/torna-in-libreria-il-mondo-perduto-di-sir-arthur-conan-doyle).

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IL CACCIATORE DI DRAGHI DI J.R.R. TOLKIEN

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J.R.R. Tolkien nuovamente in libreria con le nuove edizioni di Il cacciatore di draghi, Le avventure di Tom Bombadil e Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm.

Anche se Il cacciatore di draghi è un testo piuttosto breve J.R.R. Tolkien vi ha lavorato per quasi vent’anni, estendendolo e modificando il tono dell’opera prima della pubblicazione, avvenuta nel 1949.
La nuova versione, curata da Lorenzo Gammarelli, fa seguire il testo noto da quello notevolmente più breve della prima versione manoscritta. Il tutto è corredato da una serie di note esplicative.
Contemporaneamente a Il cacciatore di draghi Bompiani ha pubblicato nuove edizioni economiche di Le avventure di Tom Bombadil e Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm.

QUARTA DI COPERTINA
Un contadino abitudinario e un po’ fanfarone, costretto a dar la caccia a un drago su cui riesce ad avere la meglio, diventa ricco e rispettato, tanto da essere eletto re. La fonte sarebbe un’antica cronaca in latino contenente il resoconto delle origini del Piccolo Regno. Ma è solo un espediente. Tolkien vi ricorre per creare un mondo metastorico, senza precise coordinate spazio-temporali, un’atmosfera da fiaba, un universo immaginario popolato di draghi e di giganti in cui però possiamo ritrovare qualcosa della nostra quotidianità. Nelle mani dell’autore, fiabesco e concretezza di particolari si mescolano dunque con somma maestria per andare dritto al cuore dei lettori di tutte le età.

L’AUTORE
John Ronald Reuel Tolkien nacque a Bloemfontein nell’allora Stato Libero dell’Orange (oggi Sudafrica), il 3 gennaio 1892, da Arthur Reuel Tolkien (1857–1896) e da Mabel, nata Suffield (1870–1904). I genitori erano inglesi, originari di Birmingham. All’età di tre anni, nel 1895, per motivi di salute si trasferì con la madre e il fratello Hilary Arthur Reuel in Inghilterra, a Sarehole, un sobborgo di Birmingham.
Fu amico intimo di C.S. Lewis, insieme al quale fu membro di un informale gruppo letterario conosciuto come Inklings e fu membro anche della Royal Society of Literature. Nel 1961 Lewis segnalò Tolkien alla giuria del Premio Nobel per la letteratura, che venne però scartato, perché la sua scrittura venne definita “prosa di seconda categoria”. Nel 1972 Tolkien ricevette la laurea honoris causa all’Università di Oxford e fu insignito dalla regina Elisabetta dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico.
Dopo la sua morte, il figlio Christopher pubblicò una serie di opere basate sull’ampia raccolta di appunti e manoscritti incompiuti del padre, tra cui Il Silmarillion. Questi, assieme a Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, formano un unico corpo di racconti, poemi, linguaggi fittizi e saggi su un mondo immaginario chiamato Arda, e la Terra di Mezzo[5] al suo interno. Tra il 1951 e il 1955 Tolkien applicò la parola legendarium alla gran parte di queste opere (fantasymagazine.it/29650/il-cacciatore-di-draghi-di-jrr-tolkien-nuovamente-in-libreria).