«Lire, c’est voyager, voyager, c’est lire» nelle autostrade francesi

In Francia è stata rilanciata l’iniziativa di promozione della lettura accostata al viaggio, entrambi fonte di evasione e di arricchimento personale.

L’iniziativa, «Lire, c’est voyager, voyager, c’est lire», prende il nome da una citazione di Victor Hugo ed è sponsorizzata dall’autore Erik Orsenna che non a caso si definisce «scrittore viaggiatore per eccellenza».
Lo scopo, oltre a promuovere la lettura, cerca anche di sensibilizzare a una guida più prudente, a rischio soprattutto quando si affrontano lunghi viaggi. Per combattere la sonnolenza al volante sono quindi state create delle aree di sosta dedicate alla lettura lungo il percorso autostradale in cui si invitano gli automobilisti a prolungare la loro pausa per una piacevole fuga letteraria.

In ognuna delle 27 aree di lettura create lungo la rete autostradale, saranno disponibili titoli diversi tra cui scegliere per un totale di 40 mila libri a disposizione. A operare la selezione delle opere, sia classici sia titoli di letteratura contemporanea, è stato lo stesso Erik Orsenna, peraltro membro dell’Académie française.
Questi alcuni dei titoli che i viaggiatori potranno (ri)scoprire durante le loro soste: dai più datati Gita al faro di Virginia Woolf, o Il rapimento di Lol V. Stein di Marguerite Duras, a titoli più recenti già entrati nel canone come Pastorale americana di Philip Roth, fino ai contemporanei come Dans les forêts de Sibérie di Sylvain Tesson o Seta di Alessandro Baricco.
L’iniziativa tiene conto anche delle famiglie e infatti ci saranno dei libri per bambini e ragazzi: romanzi, fumetti, albi e libri illustrati.
Non solo: in quattro aree selezionate, a orari stabiliti saranno presenti persino dei volontari dell’associazione Lire et faire lire che leggeranno ad alta voce per i più piccoli, per trasmettere il piacere della lettura ma anche per permettere ai genitori una pausa.

LA BIBLIOTECA DEI LABIRINTI, UN THRILLER DI JEROEN WINDMEIJER

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Un segreto scioccante è rimasto sepolto per secoli: è giunta l’ora di svelarlo.

 

[…Mérida (Hispania), 72 d.C.
Il boia squarcia il ventre del condannato, incidendolo con il pugnale appuntito. Basta un taglio. E il sangue sgorga a fiotti, come acqua che sfonda lo sbarramento di una diga. Le budella dell’uomo schizzano fuori, dondolano come serpenti scuoiati. Lui urla, agonizzante. È il momento delle aquile: giungono in equilibrio sui parabraccia di cuoio dei falconieri. E si lanciano con i becchi aguzzi sul fegato in bella vista della vittima, cibandosene con avidità. Gli altri tre malcapitati, legati a dei pali di legno e condannati allo stesso destino, lottano disperatamente per fuggire.
Il pubblico è in estasi…]

QUARTA DI COPERTINA
Università di Leida, 20 marzo 2015. Il professor Peter de Haan ha appena concluso una lezione, quando tra le sue carte trova una busta bianca con un misterioso messaggio in latino: «Hora est». È giunta l’ora. Poco dopo, durante una cerimonia d’inaugurazione alla biblioteca, un crollo improvviso rivela un tunnel sotterraneo. Deciso a saperne di più, Peter si cala nell’apertura e scopre uno straordinario labirinto di gallerie. E lì, in mezzo alle macerie, c’è un uomo, nudo e ricoperto di sangue, privo di sensi. Come una vittima sacrificale… Ancora sconvolto per quanto è accaduto, il professore riceve un altro messaggio: «Tu sei l’eletto». Che cosa significa? Peter vorrebbe liquidare l’intera faccenda come una tragica serie di fatalità, quando la sua collega Judith scompare senza lasciare traccia. L’intrigo in cui si ritrova coinvolto ha conseguenze molto più pericolose di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Ha solo ventiquattro ore per ritrovare Judith, altrimenti verrà uccisa. Braccato dalla polizia, costretto a decifrare enigmatici indizi che rimandano alla Bibbia e alla vita dell’apostolo san Paolo, Peter dovrà fare molta attenzione se non vuole che la sua indagine si trasformi in un incubo.

L’AUTORE
Jeroen Frederik Antonius Maria Windmeijer (Delft, 19 aprile 1969) è un autore olandese. Dopo aver completato gli studi superiori, si è laureato in filosofia all’Università di Amsterdam e dopo aver completato il suo anno propedeutico ha studiato Antropologia culturale e Sociologia delle società non occidentali all’Università di Leida. Per la sua ricerca di laurea, ha vissuto per sei mesi in un piccolo villaggio degli indiani boliviani Aymara sulle rive del lago Titicaca, situato a 4.000 metri, al confine tra Bolivia e Perù.
Nel giugno 2015 ha debuttato con il thriller letterario “The Confessions of Peter”. Secondo la tradizione, l’apostolo Pietro morì a Roma, ma non ci sono prove storiche per questo. L’autore è in linea con un’altra tradizione che afferma che lo studente più importante di Gesù – il patrono della “città chiave” di Leida – sarebbe partito per l’Inghilterra. Al centro del libro c’è una corrispondenza tra Giuda e Pietro, che getta una luce completamente nuova sulle ultime ore di Gesù e sulle origini del cristianesimo.

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MERCHANDISING

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Dovevo ricomprare una tazza e il tappetino per il mouse (la superficie del tavolo su cui lavoro è di cristallo) così ho cercato on-line un sito per la personalizzazione di alcuni oggetti e questo è il risultato!

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TERRA E SPAZIO VOL.3 DI ARTHUR C. CLARKE

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Continua la pubblicazione delle opere brevi di uno dei maestri della fantascienza: Arthur C. Clarke. Ventisei racconti di cui due inediti, storie che spaziano dal dramma teologico de “La stella” all’ironico “Un leggero caso di insolazione” dove si spiega come sia pericoloso fare l’arbitro di calcio.

 

Per chi è alla ricerca di un libro da leggere sotto l’ombrellone “Terra e Spazio Vol.3” potrebbe essere una buona scelta, più di trecento pagine di ottima fantascienza.

QUARTA DI COPERTINA
Arthur C. Clarke è indiscutibilmente uno dei padri della fantascienza moderna, autore di molti romanzi di genere e geniale studioso.
“Quando un illustre ma anziano scienziato sostiene che qualcosa è possibile, ha quasi certamente ragione. Quando sostiene che qualcosa è impossibile, ha quasi certamente torto.” E in questi racconti ce lo dimostra: da “Caccia grossa” a “Tre per la Luna” ecco a voi la terza parte della più completa antologia di Clarke, con altri due inediti in Italia.

L’AUTORE
Sir Arthur Charles Clarke (Minehead, 16 dicembre 1917 – Colombo, 19 marzo 2008) è stato un autore di fantascienza e inventore britannico.
Clarke è ai più noto per il suo romanzo 2001: Odissea nello spazio del 1968, cresciuto assieme alla sceneggiatura del film omonimo realizzato con il regista Stanley Kubrick ed ispirato al racconto breve La sentinella dello stesso Clarke. Lo scrittore ha però al suo attivo una produzione letteraria assai estesa, tra cui la celebre serie di Rama. È considerato un autore di fantascienza hard o “classica”, dato che una caratteristica saliente dei suoi romanzi è l’attenzione per la verosimiglianza scientifica.
In suo onore l’orbita geostazionaria della Terra è stata chiamata “Fascia di Clarke”. Egli infatti fu il primo ad ipotizzare, in un articolo pubblicato nel 1945, l’utilizzo dell’orbita geostazionaria per i satelliti dedicati alle telecomunicazioni.

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“EVENT HORIZON”, AMAZON PREPARA UNA SERIE TV TRATTA DAL FILM

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Oggi niente libri ma film e serie TV. “Event Horizon” – in Italia “Punto di non Ritorno” – è un film fantahorror uscito nel 1997 diretto da Paul W. S. Anderson, con Sam Neill e Laurence Fisburne come protagonisti.

 

Uno dei miei film preferiti e che in alcune scene mi ha davvero fatto paura. Quando il film uscì ancora i DVD non erano così diffusi, come oggi, e i lettori di questo supporto di memorizzazione costicchiavano. Quindi da bravo “smanettone” ricordo che sfruttai il lettore del PC e tramite una scheda grafica con uscita video la collegai a un monitor abbastanza grande. All’epoca avevo ancora la TV a tubo catodico… sembra passata una vita ma invece sono poco più di 20 anni e la tecnologia ha fatto passi da gigante (ricordo i cellulari “mattone” della Motorola).
Comunque non divaghiamo… ho collegato il PC a questo monitor da trenta pollici che usavo per giocare anche con la Play Station e invitai due compagni di classe delle superiori a vedere questo film. Ovviamente al monitor avevo collegato anche due casse audio alte mezzo metro e un amplificatore quasi professionale.
“Punto di non Ritorno” l’avevo già visto un paio di volte, prima di quella serata, ma quando trovo qualcosa che mi piace lo riguardo volentieri. Così ho inserito il DVD nel PC, ho cliccato PLAY e ho spento le luci.
Eravamo seduti in tre su un divanetto da due persone e verso metà film durante una delle scene più “forti”, considerate che anche il volume era parecchio alto, mi sono sporto un po’ in avanti per vedere la faccia dei miei amici e scoppiai a ridere: il ragazzo più lontano da me era a bocca aperta con la testa incastrata nello schienale del divano e gli occhi sgranati… questo episodio è ancora oggi fonte di grasse risate quando ci vediamo.

Tutto questo per dirvi che nel 2020 – forse – Amazon Prime e Paramount Television lanceranno una serie televisiva ispirata a questo film.
Alla regia pare sia stato destinato Adam Wingard, che ha recentemente diretto il film Godzilla vs. Kong, che uscirà nelle sale nel marzo 2020. Wingard sarà anche produttore esecutivo della serie insieme a Larry Gordon, Lloyd Levin e Jeremy Platt. Gordon e Levin hanno entrambi prodotto anche il film del ’97.

Se volete leggere qualcosa su “Punto di non Ritorno”: https://it.wikipedia.org/wiki/Punto_di_non_ritorno_(film)

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RETROVISIONI, RACCONTI PER I NOSTALGICI DEGLI ANNI ’80

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La casa editrice RetroEdicola Videoludica propone un’antologia di racconti di fantascienza ispirati ai videogiochi anni ottanta.

 

Il 1947 è stato l’anno in cui è stato progettato il primo gioco destinato a essere giocato su di un tubo catodico (CRT), ideato da Thomas T. Goldsmith Jr. e Estle Ray Mann. La richiesta all’ufficio brevetti statunitense venne depositata con il nome di Cathode-ray tube amusement device. Nonostante la data di registrazione riporti l’anno 1947, è del tutto probabile che il gioco sia stato ideato durante il 1946.
Il sistema utilizzava otto valvole termoelettroniche e rappresentava, ispirandosi agli schermi radar usati durante la seconda guerra mondiale, il lancio di un missile verso un bersaglio. In un periodo limitato di tempo il giocatore, ruotando delle manopole che permettevano di regolare la traiettoria e la velocità di un punto, avrebbe dovuto spostare quest’ultimo su di un aereo e premere un pulsante: nel caso le coordinate corrispondessero a quelle predeterminate, il tubo avrebbe simulato un’esplosione.

Gli anni ottanta
In questo periodo la cosiddetta età dell’oro raggiunse il culmine: con Defender nacquero gli sparatutto a scorrimento; Battlezone introdusse un mondo di gioco tridimensionale, benché in grafica vettoriale monocromatica. Pac-Man fu il primo videogioco a entrare nell’immaginario collettivo, nonché uno dei titoli più famosi di tutti i tempi; Pole Position, con la sua visuale rappresentava un grande passo in avanti nei simulatori di guida. Le avventure, nate con Colossal Cave Adventure, proseguono il loro corso con Zork e Mystery House. Comparve per la prima volta Mario, originariamente chiamato Jumpman.

“Retrovisioni. Racconti di gioco a otto bit” è una raccolta di racconti fantastici dedicati ai vecchi videogiochi degli anni ottanta.

QUARTA DI COPERTINA
In principio furono otto. L’età dell’oro del videogame contava soltanto otto bit di memoria per ricreare in video mondi astratti e fantastici. Ora il numero otto torna in Retrovisioni, otto storie uscite dal calderone creativo del Retroedicola Videoludica Club.

Selezionate l’icona che vi piace e tuffatevi nell’avventura!

“Bomb Larry”
Sulle ali di un videogame l’amore può attraversare lo spazio e il tempo?
“Illuminazione”
Gioco quindi sono, la rivelazione è sulla lama della mente.
“Game Over and Over”
Se Wargames fosse accaduto davvero… eccovi il seguito.
“Ninna nanna, pecore e asteroidi”
La tecnofavola della piccola Nadia nel regno delle iPersone. All’ombra delle micromec in un futuro di macchine lavoratrici che occupazione resterà all’uomo?
“Rosedent Hill 2”
Manicaretti e mutazioni in salsa onirica su un letto di ludica follia.
“Capitan Retrofuturo”
Un nuovo eroe si erge a difesa della passione per il retrogaming.
“Paradox’s revenge”
Scoprite una serata come tante al Retroedicola Videoludica Club.

LE 13 COSE CHE FA BENE CHI AMA LEGGERE

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Gli amanti dei libri non sanno solo “leggere” ma possiedono anche una serie di talenti e capacità particolari che riescono a usare meglio di tutti gli altri.

 

1 – Seguire due (o cinque) trame alla volta
Alcuni lettori procedono con un libro alla volta, invece altri riescono a leggere due o tre libri contemporaneamente senza confondersi con le varie trame.

2 – Applicare la letteratura alla vita
Chi legge ha l’abilità di vedere come la lettura rifletta la realtà e viceversa. La lettura infatti aiuta a comprendere meglio il mondo reale. La narrativa ci rende più empatici.

3 – Trovare soluzioni creative per conservare i libri
Le librerie si riempiono velocemente e allora bisogna essere creativi. È difficile riuscire a conservare un numero infinito di romanzi in uno spazio ben definito e così va a finire che alcuni stipano i libri sotto il letto, nel forno che non si usa mai o dietro ai libri già presenti nella libreria.

4 – Fare tardi tutte le sere
Quando un romanzo è davvero bello si continua a leggere per ore e ore senza bere, mangiare e dormire. Ci si scorda anche della vita sociale pur di vedere come finisce quella storia.

5 – Notare tutte le differenze tra libro e film
Ci possiamo scordare i compleanni, il proprio numero di telefono o dove abbiamo messo le chiavi della macchina ma davanti a un adattamento cinematografico del nostro libro preferito ci accorgiamo subito di tutte le differenze: scene, personaggi, battute, dialoghi ecc. e spesso non la prendiamo bene.

6 – Leggere
Saper leggere è un’abilità che solo pochi hanno e capire quello che si è letto è davvero un’arte.

7 – Camminare e leggere
I più esperti hanno imparato a camminare mentre leggono. È come per la gente normale quando parlano mentre camminano. Se volete provarci ricordatevi di guardare a destra e a sinistra prima di attraversare la strada.

8 – Mantenere integro un libro amato grazie alla sola forza di volontà
A volte capita di trovare libri maltrattati da qualche sconsiderato ma un vero amante della lettura sa utilizzare il nastro adesivo pur di conservare integra ogni pagina di un buon romanzo.

9 – Concentrarsi nella lettura ovunque ci si trovi
I veri amanti dei libri riescono a estraniarsi dal mondo ovunque si trovino pur di leggere l’amato romanzo del momento.

10 – Scrivere
Non tutti gli amanti dei libri vogliono diventare scrittori però se si tratta di un blog, di un SMS o di una storia, chi legge molto sa scrivere meglio di chi non lo fa.

11 – Trovare il posto perfetto per leggere
I lettori hanno un sesto senso nella ricerca di bar, parchi o panchine per poter leggere comodamente.

12 – Innamorarsi follemente dei personaggi dei romanzi
Le infatuazioni letterarie sono inebrianti perché il lettore ha il controllo totale sull’immaginazione di quello che sembra essere l’appuntamento dei suoi sogni, come si vestono i personaggi di cui si invaghisce, che profumi mettono, e così via.

13 – Tenere i libri in equilibrio in posizioni strane
Non sempre abbiamo il tempo per leggere seduti comodamente così ci mettiamo a fare i “giocolieri” pur di leggere mentre cuciniamo, mangiamo o facciamo attività fisica.

Al di là dell’ironia che avrete colto in quello che avete appena letto, resta il fatto che leggere può davvero aiutarci a sviluppare nuove abilità o mostrarci nuovi, interessanti, punti di vista.

SUNFALL, IL THRILLER IN CUI IL SOLE POTREBBE BRUCIARE LA TERRA

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Un’eruzione solare potrebbe distruggere la Terra da un giorno all’altro, così il fisico teorico Jim Al-Khalili ha scritto un thriller scientificamente plausibile.

 

Non ne siamo molto coscienti, o forse evitiamo di pensarci, ma in effetti la nostra civiltà corre costantemente un pericolo non trascurabile di essere spazzata via da una eruzione solare un po’ più forte del solito.
Un caso probabile, come quello del XIX secolo, potrebbe essere quello di un impulso elettromagnetico abbastanza forte da friggere tutte le apparecchiature elettroniche del pianeta. Per fortuna in quell’epoca la civiltà era basata sulla carta.
La catastrofe che immagina il fisico quantistico di origine britannica Jim Al-Khalili è un po’ più distruttiva, ma non per questo meno realistica. Un romanzo scientificamente plausibile che ci proietta nel futuro, un thriller dal ritmo serrato che svela chi saremo e come vivremo tra non molti anni e, soprattutto, ci ricorda che in un mondo di raffinate tecnologie – a partire dai droni e dalle intelligenze artificiali, così simili a quelle che già conosciamo – la variabile umana e la conoscenza rimangono le nostre principali alleate. Con grande accuratezza scientifica, Jim Al-Khalili conduce il lettore in un futuro agghiacciante ma allo stesso tempo più vicino a noi di quello che possiamo pensare.

QUARTA DI COPERTINA
2041. Pericolo dal Sole: entro poche ore, emissioni straordinarie di massa coronale colpiranno la Terra, già a rischio per l’indebolimento del campo magnetico che protegge il pianeta. In Nuova Zelanda un’aurora australe, che dovrebbe essere rivolta a sud, appare invece a nord. Un aereo in atterraggio a Nuova Delhi si schianta al suolo per il danneggiamento dei satelliti di comunicazione dovuto a una raffica di particelle ad alta energia provenienti dallo spazio. Su un’isola delle Bahamas si scatena un uragano di violenza inaudita. La Terra è fuori controllo e le autorità mondiali stanno nascondendo la verità sulla catastrofe imminente per non seminare il panico. Toccherà a quattro scienziati, due uomini e due donne, far ricorso a tutto il proprio sapere, al proprio coraggio e alla propria inventiva per salvare il pianeta. Ma c’è chi è convinto che l’estinzione dell’umanità sia l’unica soluzione possibile.

L’AUTORE
Jim Al-Khalili (Baghdad, 1962) è docente di Fisica teorica alla University of Surrey, in Gran Bretagna, dove tiene anche una cattedra di Comunicazione scientifica. È membro della Royal Society, Presidente della British Humanist Association, socio onorario della British Association for the Advancement of Science e Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE). Nel corso della sua attività ha ricevuto il Michael Faraday Prize e il Kelvin Prize. Come comunicatore, Al-Khalili è spesso presente nei canali televisivi e radiofonici britannici, dove ha curato alcuni dei più apprezzati documentari scientifici inglesi.

MOON. 50 ANNI DALL’ALLUNAGGIO. UN’ANTOLOGIA PER CELEBRARE UNA DATA STORICA

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Per festeggiare il mezzo secolo dall’allunaggio della missione Apollo 11 e dalla celebre frase di Neil Armstrong “Un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità“, esce in libreria una raccolta di racconti di vario genere che hanno come protagonista il nostro satellite.

 

Undici storie, undici autori italiani tra affermati ed esordienti, un unico filo rosso: l’ideale circumnavigazione dello storico allunaggio del 20 luglio 1969, che la RAI immortalò nella epocale e lunga diretta rimasta nella memoria di tantissimi, guidata da Tito Stagno con il mitico Ruggero Orlando in collegamento dagli States. Racconti dei generi più disparati, dalla fantascienza, all’amore, dal fantastico, allo storico, passando per il complottismo. A conclusione, un’appendice di 16 pagine su carta patinata, con splendide fotografie e relative didascalie, ripercorre le fasi salienti della missione di Armstrong, Aldrin e Collins, arricchendo ancor di più il volume.
Racconti di ampio respiro, che si affacciano ad un pubblico più largo dei soli addetti ai lavori, che spaziano dalla fantascienza all’amore, dal fantastico allo storico, passando per il complottismo. Undici autori come le missioni Apollo che si sono susseguite fino allo sbarco del 20 Luglio 1969.

“Dalla diretta televisiva di quell’estate lontana arrivarono immagini in bianco e nero ancora vive nella memoria di migliaia e migliaia di donne e di uomini. La conquista della Luna, però, ci riporta subito alla mente altre vicende, in parte anche personali: momenti della vita tristi e lieti, successi e fallimenti, inizio o fine di amicizie o di amori che con la missione lunare di Apollo 11 hanno in comune solo la concomitanza“, scrive nella prefazione “E proprio questa contemporaneità ci induce pure a ingrandire e attualizzare storie vecchie di mezzo secolo, frutto magari della fantasia o di originali e macchinose teorie complottiste, dissolvendo l’alone siderale che le annebbiava e ridando loro vita.”

Il testo è impreziosito da un’appendice di fotografie a colori dell’epoca che rende il volume ancora più appetibile per una larga fetta di pubblico.

AMAZON COMPIE 25 ANNI. TUTTO INIZIÒ DAI LIBRI

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Quest’anno Amazon compie 25 anni. Il colosso dell’ecommerce ha costruito il suo successo partendo dai libri.

Amazon.com, Inc. è un’azienda di commercio elettronico statunitense, con sede a Seattle nello stato di Washington; è la più grande Internet company al mondo. Time Magazine proclamò Bezos, il suo fondatore, Uomo dell’anno nel 1999, a riconoscimento del successo di Amazon nel rendere popolare il commercio elettronico.
È stata tra le prime grandi imprese a vendere merci su Internet e una delle aziende simbolo della bolla speculativa delle dot-com riguardante Internet alla fine degli anni novanta. Dopo che la bolla scoppiò, Amazon affrontò un certo scetticismo nei confronti del suo modello di business, ma nel 2003 raggiunse per la prima volta un utile d’esercizio. Amazon possiede anche Alexa Internet, A9.com, Internet Movie Database (IMDb), Twitch.tv, ComiXology e il The Washington Post.
Fondata con il nome di Cadabra.com da Jeff Bezos il 5 luglio 1994 e lanciata nel 1995, Amazon.com incominciò come libreria online, ma presto allargò la gamma dei prodotti venduti a DVD, CD musicali, software, videogiochi, prodotti elettronici, abbigliamento, mobilia, cibo, giocattoli e altro ancora.
Amazon ha creato poi altri siti in Canada, Regno Unito, Germania, Australia, Francia, Italia, Spagna, Cina, Brasile, Messico, Giappone, Paesi Bassi e India e spedisce i suoi prodotti in tutto il mondo.

L’azienda incominciò come libreria online, offrendo una vasta scelta di titoli, maggiore di qualsiasi altro grande negozio di libri o di ditta di vendita per corrispondenza. Bezos ribattezzò poi la sua azienda come Amazon dal nome del Rio delle Amazzoni. Bezos scelse di utilizzare il nome di questo fiume non per evocarne la lunghezza ma il suo bacino idrografico. L’azienda fu registrata nel 1994 nello stato USA di Washington, e cominciò le attività nel luglio 1995 spostandosi nell’anno successivo in Delaware. Entrò nel mercato azionario il 15 maggio 1997, sul NASDAQ con il simbolo AMZN con un prezzo iniziale di $18,00 per azione.
Il piano aziendale non pensava di fare profitto per i primi 4-5 anni e la società crebbe alla fine degli anni novanta più lentamente di molte altre “Internet company”; questa lenta crescita fece lamentare molti azionisti, ma quando la bolla delle dot-com scoppiò e molte aziende del settore fallirono, Amazon resistette e raggiunse il primo periodo di profitto nel quarto trimestre del 2002 seppur con risultato di soli 5 milioni di dollari, equivalente a un centesimo di dollaro per azione, con rendite di più di un miliardo di dollari ma fu un importante evento simbolico. Da allora è sempre rimasta in attivo con profitti netti di 35 milioni di dollari nel 2003, 588 milioni nel 2004 e 359 milioni nel 2005. I ricavi continuarono a crescere grazie alla diversificazione dell’offerta e la presenza su un mercato internazionale con 3,9 miliardi di dollari nel 2002, 5,3 nel 2003, 6,9 nel 2004 e 8,5 nel 2005. Il 21 novembre 2005, Amazon è entrata nell’indice S&P 500, sostituendo la vecchia AT&T dopo la fusione di questa con SBC Communications.
Il sito si espanse velocemente offrendo nuove sezioni per nuove linee di prodotti di svariate tipologie rendendo possibile ai clienti di recensire i prodotti dopo averli acquistati. Una parte delle vendite viene dagli affiliati al sito, detti “Associate”, ovvero venditori indipendenti che ricevono una commissione per indirizzare i clienti che poi acquisteranno dal sito di Amazon attraverso dei link sui loro siti. Alla fine del 2003, Amazon aveva quasi un milione di associates. Questi possono accedere al catalogo di Amazon direttamente dai loro siti usando il servizio XML Amazon Web Services (AWS). Amazon è stata la prima a usare questo sistema di referenti. L’idea è stata poi copiata da molti altri siti di commercio elettronico.

Kindle Direct Publishing è la piattaforma di self-publishing per ebook di proprietà di Amazon.com.
Dopo essersi registrato sul sito web l’utente può caricare la propria opera in uno dei formati supportati (DOC, DOCX, HTML, MOBI, RTF, TXT, PDF, KPF). Inizia così il processo di pubblicazione che prevede l’inserimento dei metadati che descrivono il libro (ad esempio il titolo e l’autore), la creazione della copertina attraverso l’editor presente sul sito, la conferma di essere in possesso di tutti i diritti di pubblicazione e, infine, l’impostazione dei prezzi. Dopo aver inserito tutte le informazioni obbligatorie l’utente termina il processo inviando l’ebook al circuito distributivo Kindle Store.