07/07/2017

INTERVISTA DELLA PAGINA FACEBOOK “UN NUOVO NEMICO”

(Intervista integrale: www.facebook.com/UnNuovoNemico/)

Oggi incontriamo lo scrittore Andrea Bindella, autore del romanzo “Un nuovo nemico”, che risponderà ad alcune nostre domande e curiosità, dandoci così la possibilità di conoscerlo meglio.

Nato a Perugia il 14 maggio 1979, vive ad Assisi e lavora come libero professionista. Nel suo tempo libero – poco, in realtà – adora leggere fumetti e romanzi, ascoltare musica rock e pop, guardare film e serie televisive e cucinare.

Un giorno, durante una delle sue letture preferite, si chiese come mai nessuno avesse condensato in un unico romanzo tutti quegli elementi che lo avevano sempre affascinato nelle tante opere lette. Prese, allora, la penna e iniziò a scrivere racconti per sé e per i propri amici.

Nel 2017, oltre alla penna, decise di prendere anche il coraggio di scrivere un vero e proprio romanzo, sviluppato intorno ad alcuni personaggi che venivano a tormentarlo nei sogni da almeno una quindicina d’anni. Nacque così “Un nuovo nemico”, scritto con la speranza che i propri demoni possano finalmente trovare un loro mondo in cui vivere e altri esseri umani da tormentare.

Passiamo alla prima domanda:

  1. Come scrivi esattamente e come scegli le storie dei tuoi libri?

Scrivo quando ho tempo libero dagli altri lavori e quando ne sento la necessità. Mettere nero su bianco i pensieri dei vari protagonisti dei romanzi mi aiuta a “liberare” la mente.

Il luogo non è determinante, scrivo sempre nei soliti posti per il semplice fatto che sono abitudinario. Quindi, se non è il mio soggiorno, esco e me ne vado al lago oppure in un parco o in una pineta, sotto gli alberi; tutti luoghi che adoro.

Come scelgo le storie? Sono loro a scegliere me. Si fanno prepotentemente largo tra i miei pensieri e mi costringono a trascriverle. A volte vado d’istinto e cerco di scegliere le parole che sento nascere senza un motivo preciso, altre volte cerco di progettare con maggiore cura; soprattutto quando i personaggi cominciano ad essere tanti.

Unica regola: cerco sempre di scrivere con qualità, mettendo la mia personalità in tutto. Scrivo quello che vorrei leggere, cercando di soddisfare il lettore che è in me.

  1. Andrea, perché hai cominciato a scrivere?

Per passione, soprattutto. I romanzi, oppure i fumetti che leggo, hanno sempre delle storie o personaggi “geniali” che mi piacerebbe vedere a confronto con i protagonisti di altre storie. All’inizio mi piaceva farli interagire tra loro per dare vita a storie inedite, ma purtroppo questi personaggi, essendo stati creati da altri, avevano già un loro “carattere” prestabilito. Poi ho scoperto che crearne di nuovi era molto più divertente, così è nato mio il primo romanzo.

La scrittura per me è un bellissimo hobby che mi permette di dare vita a eroi, contesti e mondi che vivono dentro di me e vogliono uscire per essere conosciuti da tutti.

  1. Stili una scaletta prima di scrivere un romanzo o un racconto o vai dove ti porta la storia?

Cerco di preparare sempre una scaletta, alberi dei personaggi, schede descrittive, pre-testi con intrecci parziali, microdrammaturgie che si evolvono, caso per caso, secondo le necessità di snodo della trama. Però capita spesso che i personaggi poi “prendano la mano”, obbligandomi a scelte che non avevo previsto. Prendiamo ad esempio “Un nuovo nemico”: ci sono dei decessi che inizialmente non avevo considerato, ma l’evolversi del carattere dei protagonisti li ha poi condotti a scelte sbagliate e, alcune volte, alla morte.

  1. Come funziona il tuo processo creativo?

È difficile parlarne: non posso dire di capirlo davvero neanche io.

Inizio a visualizzare la trama, a grandi linee: inizio e fine. La parte centrale prende forma dopo, con l’introduzione dei personaggi e delle loro storie.

Pian piano, tutto diventa sempre più “reale” fin quando non voglio più lasciare quel mondo. Nella mia mente è come se guardassi un film di cui ho bisogno di vedere tutto, anche i retroscena. Come tutti, sono cresciuto guardando cinema e tv, mi viene naturale immaginare le cose attraverso la lente di una cinepresa.

  1. Cosa ami fare?

Tantissime cose e spesso mi chiedo perché non posso avere giornate di 48 ore, anziché solo 24.

Leggere, al primo posto. Guardare film, ascoltare musica, cucinare, pescare, correre, andare in bicicletta.

Ho una libreria piena di fumetti e libri di ogni genere. Ho una miriade di DVD: film, concerti, telefilm, documentari; tanti CD musicali, soprattutto di quando la musica poteva essere chiamata “musica” e non “commercializzazione” di canzoni che dopo un mese nessuno ricorda.

Avevo anche una bella collezione di canne da pesca che mio padre ha saggiamente “sgraffignato”, visto che stavano lì a prendere la polvere da qualche anno. Ho scoperto l’amore per la cucina qualche giorno dopo essere andato a vivere da solo. Mi piace cucinare di tutto, osare ricette strane e soprattutto mangiarle. Sono goloso di dolci, lo ammetto.

  1. Sei felice quando finisci un libro?

All’inizio sì perché la fatica è finita, ma il giorno dopo mi sento già malinconico, perché è finita l’avventura e mi mancano i personaggi del romanzo, che sono ormai diventati miei amici. Ma è anche vero che ne comincia subito un’altra. Quando finisci un libro è un po’ come quando hai finito di vedere la tua serie televisiva preferita.

  1. A te piace tanto leggere?

Leggo tanti fumetti e romanzi. Per scrivere bene bisogna leggere tanto, assorbiamo tante cose senza accorgercene, arricchendo così il nostro lessico, affinando lo stile e migliorando la grammatica. Impariamo qualcosa sulle storie anche mentre sembra che ci stiamo solo divertendo, guardando un cartone animato o leggendo un fumetto.

  1. Prossimamente…

Ho quasi ultimato un romanzo di fantascienza. Non dovrei dirlo, ma la storia mi appassiona più de “Un nuovo nemico”. C’è tanta azione e retroscena inaspettati. Anche in questo romanzo c’è un personaggio femminile molto particolare e un barista fuori dal comune…

Scarica l’intervista

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