23/09/2017

INTERVISTA DEL GRUPPO FACEBOOK “PERDIAMOCI IN UN LIBRO…”

(Intervista integrale: www.facebook.com/PerdiamociInUnLibro)

Gabri: Buongiorno a tutti, oggi ho il piacere e l’onore di presentarvi un bravissimo scrittore Perugino, del quale ho letto in questi giorni il bellissimo romanzo “Un nuovo nemico”.

Andrea Bindella è nato a Perugia il 14 maggio 1979, vive ad Assisi e lavora come libero professionista. Nel suo tempo libero (poco in realtà) adora leggere, ascoltare musica rock e pop, guardare film e serie tv e cucinare. Un giorno durante le sue letture, si chiese come mai nessuno avesse condensato in un unico romanzo tutti quegli elementi che lo avevano sempre affascinato nelle tante opere lette. Prese allora la penna e iniziò a scrivere racconti per sé e per i suoi amici. Nel 2017, oltre alla penna, prese anche il coraggio necessario per scrivere un vero e proprio romanzo, che vede come protagonisti quei personaggi che da anni venivano a tormentarlo nei sogni. Nacque così “Un nuovo nemico”, scritto con la speranza che i propri demoni possano finalmente trovare un loro mondo in cui vivere e altri esseri umani da tormentare…

Andrea: Buongiorno a tutti è un onore ed un piacere essere qui oggi!

Gabri: Ciao Andrea, grazie per essere con noi.

Andrea: Grazie a voi

Alessandra: La mia lista di libri da leggere si allunga a vista d’occhio.

Francesca: Ciao Andrea e benvenuto! Mi ispira molto la genesi del tuo libro, per cercare di placare i propri demoni… quindi ti chiedo, che generi scrivi o ti piacerebbe scrivere?

Andrea: Il romanzo appena uscito è un thriller/fantasy. Il prossimo sarà di fantascienza (quasi pronto per l’uscita) e il successivo sarà un thriller vero e proprio senza la parte fantasy (purtroppo i lettori quando leggono fantasy lo “taggano” subito come “per adolescenti”).

Gabri: Andrea, naturalmente quando uscirà il nuovo romanzo ti aspettiamo ancora qui a parlarne.

Andrea: Grazie, ne sarei molto felice.

Francesca: Beh Andrea a me invece appena leggo “fantasy” mi si illuminano gli occhi! Quindi mi ispira molto! E adoro anche il thriller! Complimenti, hai messo insieme due generi davvero interessanti!

Andrea: Grazie. Anche io quando leggo “fantasy” ho la tua stessa reazione e non capisco perché tante persone lo evitino senza nemmeno sapere cosa sia.

Francesca: Andrea, hai degli autori a cui ti ispiri, magari tra i tuoi preferiti?

Andrea: Ho degli autori preferiti ma al momento non mi sono ispirato a nessuno in particolare (ovviamente il mio modo di scrivere è frutto dell’esperienza e delle letture fatte, ma cerco di tenere il mio stile).

Francesca: Direi che fai benissimo!

Andrea: Grazie.

Gabri: Andrea, visto che io non ho parlato della trama, puoi dare un accenno della storia?

Andrea: Il romanzo è ambientato a Perugia, circa nel 2015. Il protagonista è Richard e vive in un attico in Corso Vannucci. In Umbria e anche in altre regioni, iniziano a morire alcune persone in circostanze misteriose e pare che la polizia non faccia niente per trovare i colpevoli. Una bella sera, al Castello dell’Oscano, vengono convocati i vampiri più potenti della nostra penisola. Alla riunione partecipa Richard ovviamente, insieme a suo padre François. Verrà chiesto a tutti di indagare su queste strane morti che casualmente colpiscono vampiri e adepti. Così partiranno le ricerche di Richard che non sarà solo, assemblerà una piccola squadra che lo aiuterà a mettere insieme i pezzi del puzzle. Come scritto nella quarta di copertina, durante il ritrovamento degli indizi verrà fuori il colpevole ma, la risposta che in quel momento vi sembrerà la più semplice di solito è anche quella giusta. Spesso, ma non sempre.

Gabri: Giustamente… non sempre. Questo velo di mistero ci affascina!!!

Andrea: Un po’ di mistero non guasta mai.

Francesca: È stato difficile coniugare insieme thriller e fantasy?

Andrea: Non vorrei sembrare “borioso” ma questo romanzo è nato semplicemente in questo modo. Il fantasy mi serviva per dare quel tocco in più di “movimento”.

Francesca: Non sei borioso affatto! È bello invece perché è nato in maniera naturale!

Vanna: Buongiorno, Andrea, è un vero piacere avere l’opportunità di conoscere meglio te e il tuo libro. Vorrei chiederti: qual è il tuo scrittore preferito relativo al genere che scrivi? E perché lui (o lei) rispetto ad altri che pubblicano lo stesso genere?

Andrea: Una domanda da poco. Se inizio a parlare di vampiri vi faccio scappare per la noia. Cercherò di concentrare la risposta in poche righe.

Gabri: Io non scappo di sicuro!!!!!

Vanna: Non scappo, Andrea. Io sono una lettrice a tutto tondo, ho letto di tutto. Attendo la tua risposta con molto interesse!

Angela: Sono anch’io tutta orecchi.

Andrea: Ho diversi scrittori preferiti perché leggo qualunque genere di romanzo. Parlando di vampiri, ovviamente Bram Stoker, Marv Wolfman (testi) e Gene Colan (disegni) (gli autori di Blade). Ho citato solo questi perché secondo me, i vampiri non possono essere “vegani” come in Twilight o più semplicemente essere “dolci e simpatici” come in altri romanzi/film/telefilm. Anche la saga di Anne Rice da dove hanno tratto “Intervista col vampiro” è molto bella (sto divagando). Mi piace Asimov (ovviamente), Orson Scott Card, Lucarelli ma anche William Shatner (ha scritto qualche libro su Star Trek che, non sarà scritto benissimo ma lo adoro).

Vanna: Sono lieta di sentirti citare uno scrittore italiano. Siamo spesso attratti dagli scrittori stranieri, sebbene ne abbiamo di bravissimi. La saga Twilight l’ho letta, la possiedo, e devo affermare che mi è piaciuta; anche perché scritta in un periodo in cui nessuno aveva improntato un discorso relativo ai vampiri e correlato ad una storia d’amore. Complimenti, comunque, per le tue preferenze!

Andrea: Grazie. Ma ripeto, è il mio modo di concepire i vampiri. Ho visto uno z-movie con i vampiri nello spazio a bordo di astronavi, per cui vederli brillare alla luce del sole non è che mi scandalizzino più di tanto. Ci sono diversi autori italiani che mi piacciono, però al momento niente sui vampiri.

Lia: Buongiorno Gabri… buongiorno Andrea… congratulazioni allo scrittore…. ma quando è nata l’idea di scrivere questo romanzo e perché?

Andrea: Grazie. L’idea del romanzo è nata nel 2005 più o meno e senza un perché. All’epoca conoscevo poco o niente dei vampiri, però mi avevano sempre affascinato. Soprattutto la parte in cui seducevano sempre bellissime donne senza sforzo alcuno. Grazie ad un amico ho scoperto, e conosciuto, più da vicino questo mondo “tenebroso”: il sangue, la sete, la dannazione. Un giorno mi hanno chiesto di raccontare una storia e mi è venuto in mente l’inizio del libro. Fino a gennaio 2017 il romanzo non esisteva, solo la parte iniziale fino al Castello dell’Oscano (forse i primi due capitoli). A gennaio ho partecipato ad un concorso letterario e di colpo mi è tornata la voglia di scrivere, così in un paio di mesi è nato “Un nuovo nemico” anche se la parte “thriller” è venuta fuori da sola, grazie ai personaggi che ho creato. Se non fosse stato per loro, il romanzo sarebbe stato molto più piatto (grazie Richard, Adam, Iulia, Greta e François).

Gabri: Ho una curiosità: quando descrivi i personaggi a livello fisico, hai in mente persone che conosci sul serio o ti affidi solo alla fantasia? Per intenderci… se vado a Perugia o ad Assisi, c’è la possibilità che io possa incontrare Richard, Greta o qualche altro personaggio?

Andrea: Ottima domanda. Ti avevo chiesto di non farmela!!! Con Richard mi è subito venuto in mente Dolph Lundgren di Rocky (mentre lo descrivevo). Con gli altri no. Nella mia testolina riesco a vederli in piedi davanti a me, vedo tutto tranne il viso. Forse mi succede perché voglio lasciare ad ognuno di voi la possibilità di dar loro il volto che preferite. Detto questo, vi racconto un aneddoto. Qui a Bastia Umbra c’è un ristorante: “Norma”. La titolare ha letto il romanzo. Qualche settimana fa riceve una prenotazione da un certo Richard di Perugia e mi manda un messaggio, sembrava preoccupata. Io ho subito pensato che mi stesse prendendo in giro e le scrivo: “se sopravvivi alla serata, fammi sapere chi è”. Il giorno dopo le chiedo com’era andata la serata e lei prima scoppia a ridere e poi diventa seria. Richard è un cuoco che lavora a Perugia, alto, muscoloso, capelli corti neri. Era appena arrivato con un amico da Londra ed era atterrato a Sant’Egidio. Aveva sentito parlare del ristorante e c’era andato. Quindi, forse, li potrete anche incontrare. Magari il vostro vicino di casa è un adepto e non lo sapete.

Vanna: Cosa ti ha dato la spinta necessaria che ti ha incoraggiato a mettere nero su bianco la tua storia?

Andrea: Sicuramente la mia editor. Ma anche la voglia di far conoscere le mie storie alle persone. Non credo di poter scrivere la “divina commedia” o cambiare le sorti della letteratura nel mondo. Però far passare qualche ora di svago alle persone, penso di poterci riuscire. I miei romanzi sono molto ironici, spero di strappare qualche sorriso piuttosto che qualche lacrima (anche se le lacrime vendono di più, forse).

Vanna: Andrea, io sono fermamente convinta che ogni scrittore (o scrittrice) abbia la propria vena letteraria e penna descrittiva. E non importa cosa faccia vendere, ma lavorare in qualcosa in cui si crede e si ama fare. Continua così.

Andrea: Grazie, lo farò!

Vanna: Quante soddisfazioni ti sta procurando questo tuo primo lavoro?

Andrea: Sono molto critico nei miei confronti, quindi non riesco ancora a darti una risposta che abbia un senso. Immagino che scrivere un romanzo, sentirsi dire che è bello, un finale inaspettato, ricevere messaggi entusiasti da parte dei lettori e parlare qui, con voi, oggi. Non credo di aver capito, ancora, quello che stia succedendo intorno a me. Scusa per la risposta un po’ “così” ma non ho ancora messo a fuoco la situazione.

Vanna: Apprezzo l’umiltà, non immagini quanto. Ci sono scrittori che sono fermamente convinti di essere al top, dimenticando che il senso di valutazione devono darlo i lettori e non loro stessi. E che restare umili, nonostante il successo, li lega a chi legge ancora di più. Resta così, Andrea. Comunque mi hai molto incuriosita: comprerò il tuo libro!

Gabri: La risposta invece è chiarissima. Denota una persona umile e questo è un grandissimo pregio per chiunque, soprattutto per uno scrittore.

Andrea: grazie, troppi complimenti oggi. Inizio a sentirmi emozionato. Con il lavoro che faccio, sono a contatto tutto il giorno con “bestie” invece che persone. Non sono abituato a queste cose (infatti inizio a scrivere le stupidaggini, povero me).

Ketti: Benvenuto Andrea, è sempre bello scoprire nuovi autori! Mi piacerebbe sapere se, quando scrivi, prendi spunto dalla vita reale o è tutto frutto della tua fantasia

Andrea: Fantasy o fantascienza, mi piacciono quando sono verosimili. Posso dirti che sono frutto della mia fantasia ma non posso fare a meno di pensare alle conseguenze della gravità terrestre su un corpo umano, anche se parliamo di fantasy (se cade un oggetto da una grande altezza è plausibile che faccia un cratere dove atterra). Quindi posso immaginare un immortale che viene buttato giù da un grattacielo e quando tocca terra non muore, ma il cratere lo crea. Anche nell’ambito fantascientifico, mi piace usare tecnologie non ancora inventate ma purché abbiano una base scientifica. Il “coltellino svizzero” del Doctor Who non lo troverai mai nei miei romanzi (spero di aver reso l’idea).

Ketti: Sei stato chiarissimo e ti ringrazio! Mi piace questo tuo modo di “creare” una storia! Complimenti.

Andrea: Grazie. Credo possa essere un “plus” avere una base solida su cui creare qualcosa di fantasioso (sempre secondo me).

Ketti: Lo credo anch’io…

Stella: Benvenuto! Ho letto con attenzione tutte le risposte che hai dato alle domande delle mie care amiche e… questo non ha fatto altro che accrescere la mia curiosità sul tuo romanzo! Anche la mia lista di libri da leggere si sta spaventosamente allungando.

Andrea: Sono contento, mi fa molto piacere.

Gabri: I luoghi indicati nel romanzo, esistono davvero?

Andrea: Tutti i posti descritti esistono veramente, sia a Perugia, sia al Lago Trasimeno sia a Vienna. Ora che ci penso, potrei fare una mappa e indicare tutte le località.

Gabri: I locali che non nomini esistono?

Andrea: Sì, certo che esistono. Non ho messo i nomi per lasciare libera immaginazione. Magari è il baretto sotto casa.

Vanna: Ho una curiosità: continuerai a scrivere lo stesso genere letterario, o senti di poterti cimentare in altro? E se sì, hai già una storia in mente da raccontare ai tuoi lettori?

Gabri: Mi aggiungo alla domanda di Vanna… il libro lascia aperte delle porte… ho speranza, un giorno, di leggere un sequel di “Un nuovo nemico”?

Andrea: Verso metà novembre uscirà (spero) un nuovo romanzo. L’ho immaginato come una trilogia, vediamo però prima se piace. La base della storia è fantascienza ma anche qui c’è un grande mistero da risolvere. La quarta di copertina ancora non l’ho scritta, mi sarebbe piaciuto farvela leggere. Il romanzo successivo sarà un Thriller ambientato in Italia, ho la trama già in testa e anche i personaggi, insomma devo solo scriverlo. Successivamente avevo in mente un fantasy in stile “Dragonlance”, la storia e i personaggi li ho già sviluppati. In tanti mi chiedono un seguito de “Un nuovo nemico”, forse scriverò questo prima del fantasy, vediamo un po’. Ci metto qualche mese a scrivere un romanzo, quindi per i prossimi uno o due anni avete già la scaletta

Vanna: Ma senza dubbio, Andrea. Sarà un vero piacere presentare i tuoi successivi lavori.

Gabri: Una domanda che in realtà facciamo spesso agli autori è la seguente: Quale libro tra quelli già scritti da altri autori, avresti voluto scrivere?

Andrea: Il trono di spade. L’idea di scrivere un fantasy dalla prospettiva di diversi personaggi mi era venuta in mente nel lontano 2000. Pare che sia piaciuta (maledetto me). In realtà non invidio nessun autore, non c’è un titolo che mi viene in mente (magari avessi i soldi della Rowling, però finisce qui). Risposta banale?

Gabri: No, no risposta esatta.

Andrea: Se non ci sono altre domande, coglierei l’occasione per ringraziare Gabri, Vanna e Francesca per l’opportunità data e per il tempo dedicato. Per ogni informazione resto a disposizione, mi trovate su ogni social, messenger, e-mail e piccione viaggiatore. Vi lascio con una canzone, che delle amiche hanno associato al mio romanzo e che devo dire ci sta proprio bene. Grazie di tutto e buona serata. Ciao! (Daniele Silvestri – Il Mio Nemico).

Ketti: Grazie anche a te per la disponibilità. Buona serata

Gabri: Grazie a te Andrea, siamo state molto molto felici di chiacchierare con te!!

Angela: Grazie e buona serata a te, Andrea.

Francesca: Grazie a te Andrea, è stato davvero un piacere! La canzone è super!

Gabri: La canzone è perfetta!!!

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