INTERVISTA DI LINDA BERTASI – 21/09/2020

Ciao Andrea, benvenuto nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Ciao Linda, grazie per avermi ospitato.

Sono un libero professionista che lavora nel settore dell’edilizia ormai da più di vent’anni. Sono nato a Perugia quarantuno anni fa, ma vivo ad Assisi.

Ho molte passioni, infatti nel mio poco tempo libero non so mai a cosa dedicarmi perché vorrei fare mille cose diverse. Mi piace leggere e apprezzo ogni “genere” di romanzo; una forzatura, questa della categorizzazione, che non ho mai capito: le storie possono essere romantiche anche se il libro parla di astronavi e mondi lontani!

Leggo sia fumetti italiani che manga giapponesi e adoro il cinema. Preferisco quei film che non sono tratti dai libri, perché di solito la trasposizione cinematografica non viene mai un granché bene e lascia sempre quell’amaro in bocca.

Ascolto musica di ogni tipo: rock, pop, jazz, classica. Il jazz ho iniziato ad apprezzarlo dopo i trent’anni, ma da allora l’ascolto quasi tutti i giorni.

Il diploma all’Istituto Tecnico, la frequentazione della facoltà di Ingegneria Civile e l’impiego di libero professionista. Quando si è accesa in te la scintilla per la scrittura e dove trovi il tempo per scrivere?

Fortunatamente ho una memoria di ferro, molto utile nel lavoro e ancor di più quando scrivo. La scintilla per la scrittura è uno dei miei ricordi più remoti: sin dalle elementari mi piaceva scrivere storie, ovviamente erano i pensieri di un bambino.

Quando avevo circa dodici anni uscirono due giochi da tavolo che adoravo – “Hero Quest” e “Star Quest” – e che mi permisero di dare sfogo alla mia fantasia, inventando così nuove avventure. Successivamente, ho scoperto i Libro Game di “Lupo Solitario” che alimentarono la mia vena fantasy.

Il tempo per scrivere non è mai troppo e lavorando senza un orario fisso è sempre difficile ricavarsi qualche ora di tranquillità. All’inizio scrivevo la sera, dopo essere tornato dall’ufficio. Ultimamente ho cambiato abitudini e preferisco scrivere la mattina, quando ho ancora tutte le energie a disposizione. Ho notato che anche le storie hanno colpi di scena migliori.

Hai qualche autore che consideri tua Musa e quanto c’è di loro nei tuoi testi?

Forse è un mio difetto, ma non faccio mai caso al nome dell’autore del libro che leggo o al regista del film che guardo. Non sono un lettore che giudica il libro guardando semplicemente il nome dell’autore scritto sulla copertina. Preferisco immergermi nel romanzo e poi verificare chi l’ha scritto e purtroppo questo mi porta a non ricordare mai né autori né registi.

Però posso dirti che Carlo Lucarelli è uno dei miei preferiti, così come Leonardo Sciascia, Tolkien, Orson Scott Card, Bradbury e Asimov.

Non hanno influito sul mio modo di scrivere, però mi hanno dato le basi del fantasy e della fantascienza che mi piace scrivere.

Tra le tue passioni ci sono le passeggiate vicino al mare, è mai stato fonte di ispirazione per te?

Il mare mi rilassa. Essere cullato dal suono della risacca mi aiuta a trovare la giusta concentrazione per ideare le storie e i dialoghi che poi scrivo. Ho notato che avere in sottofondo un suono ripetitivo e rilassante mi aiuta a liberare l’immaginazione.

Come nascono i tuoi libri?

Questa è un’ottima domanda alla quale non so rispondere! Fino a questo momento, sono nati all’improvviso. Magari mi capita di avere dieci minuti liberi – molto raramente, purtroppo – e inizio a vagare con la fantasia. Mi lascio trasportare senza far resistenza e ogni tanto arriva quella scintilla che dà vita a una nuova storia.

Se l’idea è buona, la scrivo e cerco di creare una trama con diversi intrecci e colpi di scena. Comunque il risultato finale è sempre diverso da quello che avevo immaginato all’inizio. Il carattere dei vari personaggi mi porta a scelte diverse rispetto a quello che avevo inizialmente pensato.

Sei appassionato di fantascienza, perché hai scelto questo genere letterario?

Non credo che il genere si scelga in piena autonomia, piuttosto è lui che sceglie te. Sono un sognatore e sia nella fantascienza che nel fantasy riesco a dare vita a tutte le idee che mi vengono in mente. Sono anche convinto che gli autori non debbano seguire le mode, ma piuttosto dedicarsi a quello che amano veramente scrivere e a me la fantascienza e il fantasy divertono molto.

Nel 2017, esordisci con Un Nuovo Nemico. Di cosa si tratta?

“Un Nuovo Nemico” è thriller/fantasy ambientato nella città in cui sono nato e cresciuto, Perugia.

È una storia nata per gioco. Nell’estate del 2010 ne raccontavo un pezzetto ogni sera a un’amica che poi è diventata la mia fidanzata. La storia che avevo in mente inizialmente, forse anche un po’ banale, prevedeva la risoluzione di un assassinio senza intrighi particolari. L’idea che potessi avere il pieno controllo della trama e dei personaggi da me creati si è rivelata, nel tempo, solo una grossa presunzione che mi ha lasciato non poco sbalordito. La notte non riuscivo a prendere sonno; i personaggi che avevo inventato sembravano prendere vita nei miei sogni, parlandomi e confessandomi i loro desideri più segreti. Ero terrorizzato. Non amo il genere horror e loro sembravano saperlo bene. Mi chiedevano di inserire nella storia dettagli specifici e se non lo facevo… beh, i miei sogni diventavano incubi e “loro” non mi permettevano di dormire. Ho scritto tutto ciò che mi hanno suggerito, li ho assecondati, arrivando al punto di compiacerli in tutto, pur di riposare. Scrivere l’ultimo capitolo della storia mi è sembrato l’unico modo per porre fine a quell’incubo, iniziato quasi per scherzo.

Le iniziative prese dai miei personaggi si sono rivelate talvolta brillanti, talvolta troppo temerarie persino per loro, ma il risultato finale è piacevole.

Credo che questo romanzo, nonostante i difetti, racconti una bella storia, con una trama non scontata, in grado di regalare qualche ora di svago in compagnia di personaggi un po’ fuori dai soliti schemi.

Sempre nello stesso anno, segue Terra 2486. Lasciacene un assaggio.

“Terra 2486” è un progetto nato quando avevo circa 14 anni. Un giorno mi sono chiesto cosa sarebbe successo se avessi unito in un’unica storia tutti quegli elementi fantascientifici presenti in decine di romanzi che mi piacevano e quello che ho scritto ne è il risultato.

Ovviamente la storia scritta da un quattordicenne è stata rivista e migliorata, ma l’idea di base è rimasta la stessa.

In poche righe cercherò di parlarti del romanzo, ma le mie storie sono ricche di colpi di scena e intrecci quindi non posso svelare più di tanto altrimenti ti rovinerei la lettura del libro.

La colonia Adras – una delle più remote di Akgua – è stata attaccata, ma non si sa bene da chi. Una squadra di marine viene così incaricata di eseguire le indagini e ristabilire l’ordine. A capo dei militari c’è il generale Russel, il protagonista della storia. Il viaggio verso la colonia durerà alcuni mesi e nell’astronave accadranno diverse cose che potrebbero far intuire al lettore il finale della storia. Ovviamente sono dei piccoli particolari a cui si farà caso solo leggendo l’ultima pagina del romanzo.

Arrivati sulla colonia, ci sarà un bel colpo di scena e il finale della storia, oltre a spiazzare il lettore, lascerà aperte diverse possibili strade per l’inizio del secondo capitolo del “Ciclo dei Creatori”.

Nel 2018, esce Anima Sintetica. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

Il progetto “Anima Sintetica” è nato come esperimento. Non sono un editore e come self-publisher ho bisogno di provare cose nuove per capire cosa piace ai lettori. L’intento iniziale era quello di creare uno spin-off da distribuire gratuitamente su Amazon per invogliare i lettori a comprare “Terra 2486”.

Purtroppo ad Amazon non piace molto questa idea del “gratuito” e così l’ho messo in vendita al minor prezzo possibile sia in ebook che cartaceo.

Ho notato che comunque i lettori l’hanno acquistato volentieri, infatti è arrivato ai primi posti nelle classifiche di diversi store.

Cosa troveranno in questo romanzo? La storia di due personaggi “secondari” che fanno parte di “Terra 2486”. Ho messo secondari tra virgolette perché nel secondo e nel terzo volume avranno un’importanza notevole rispetto al libro che è già uscito. In quest’avventura ci sono spie, personaggi influenti da uccidere, sotterfugi, esseri provenienti da altre dimensioni e dei corpi sintetici ai quali donare un’anima.

Qual è stato l’input per questa serie?

La serie è nata per caso. Inizialmente sarebbe dovuto uscire soltanto “Terra 2486”, infatti la seconda parte del romanzo era diversa. Con la pubblicazione di “Un Nuovo Nemico” molti lettori mi hanno chiesto di proseguire le avventure di Richard – il protagonista della storia – e così all’ultimo momento ho deciso di apportare dei cambiamenti a “Terra 2486” fino a farlo diventare il primo volume della trilogia.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

La trilogia – anche se alla fine i libri saranno almeno quattro – non è ancora stata pubblicata, ma il messaggio è semplice: è impossibile mutare il flusso degli eventi anche se fai dei cambiamenti viaggiandoci attraverso. Prima o poi l’inevitabile accade e non c’è niente che possa fermarlo, né la tecnologia né spostarsi tra diverse dimensioni.

Quali tematiche affronti?

Le classiche della fantascienza, dai viaggi nel tempo alla vita sintetica. Mi sono chiesto se fosse giusto o saggio dare e togliere la vita a proprio piacimento anche se si conosce il filo temporale degli eventi, e se fosse sensato far prosperare alcune civiltà a discapito di altre.

Se ci fossero degli alieni in grado di cambiare la storia tornando indietro nel tempo e così, magari, salvare miliardi di vite a discapito di altre, sarebbe giusto lasciarglielo fare?

E intrappolare un’anima umana in un corpo sintetico e immortale sarebbe saggio?

E, ancora nel 2018, pubblichi Il Compagno Ideale. Parlacene.

Questo libro è una raccolta di racconti brevi che ho scritto nel tempo. Sono sparsi per il web e mi piaceva l’idea di raccoglierli per proporli gratis in tutti gli store. Devo dire che il libro ha avuto un notevole numero di download che non mi sarei mai aspettato.

All’interno della raccolta ci sono storie di vario genere, scritte da me e da altri due autori: Valentina Vita e Pasquale Cavalera. Il titolo “Il Compagno Ideale” è nato dal fatto che all’interno della selezione puoi trovare la tua storia da leggere nel posto e nel momento ideali. I racconti, infatti, sono brevi e si consumano in pochi minuti. E poi, ce ne sono di ogni genere.

Il tuo pensiero sul Self Publishing?

È una domanda davvero complicata perché ho ancora un conflitto interiore che mi divide tra auto-pubblicazione ed editoria tradizionale.

Nel 2017 mi sarei aspettato di tutto, tranne il mondo che ho poi incontrato. È difficile autopubblicarsi, non basta scrivere il romanzo e metterlo in vendita su Amazon, c’è da fare anche tutta la parte che normalmente svolge la casa editrice: il titolo, la copertina, l’editing, il marketing e mille altre cose che richiedono tantissimo tempo e competenze.

Sono proprie le competenze il vero dilemma. Dovresti affidarti a dei professionisti per ogni singola decisione e pagarli. Investire del denaro nel tuo progetto per il quale non hai esperienza e agganci per capire se ci sarà il ritorno economico per coprire almeno le spese dell’investimento.

Però hai il pieno controllo sulle vendite e sui diritti della tua opera e ne puoi disporre come meglio credi. Questo ti lascia molta libertà se decidi di partecipare a fiere o eventi.

Progetti futuri?

Di nuovi progetti me ne vengono in mente almeno cento al giorno, ma il tempo è sempre poco e così cerco di concentrarlo su un’idea alla volta. Ho così iniziato a scrivere il proseguimento di “Un Nuovo Nemico” e spero di riuscire a pubblicarlo il prossimo anno.

Tra qualche settimana usciranno i due nuovi romanzi che ho finito di scrivere durante il lockdown: “Inganno Imperfetto” ed “Enar l’Annientatore”.

Il primo è un romanzo di fantascienza che ho pubblicato gratuitamente e a puntate sulla piattaforma digitale di Edizioni Open. Lo hanno letto e apprezzato in molti e questo mi riempie di gioia.

Il secondo, invece, è un fantasy interattivo che ho realizzato insieme all’autore Fabrizio Bellini. Nelle prime pagine viene subito chiesto al lettore se affrontare l’avventura con una maga o un guerriero e, una volta fatta questa scelta, si vivrà l’avventura in prima persona, gestendo in libertà il proprio personaggio. È un’avventura divertente e gli intrecci sono davvero tanti. Ci sono anche viaggi nel tempo e combattimenti contro semi-dei.

È stato un piacere ospitarti nel mio blog. In Bocca al Lupo!

Grazie Linda, il piacere è stato mio e… viva il Lupo!

Leggi l’intervista integrale https://lindabertasi.blogspot.com/2020/09/intervista-andrea-bindella.html

SCARICA L’INTERVISTA

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