CON “IL REGNO IMMORTALE” MORGAN RHODES CONCLUDE “LA SAGA DEI TRE REGNI”

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La morte incombe sulle terre di Mytica. I Catalizzatori sono ormai pronti a dare vita al loro regno immortale…

 

QUARTA DI COPERTINA
Mytica è sull’orlo dell’abisso. Un rituale oscuro ha liberato i Catalizzatori, antichi dei che adesso si aggirano per il mondo seminando morte e distruzione. Ed è tutta colpa di Lucia. Tuttavia la principessa non ha nessuna intenzione di arrendersi, anzi ha già un piano per annientare quella minaccia una volta per tutte. Ma ben presto si rende conto con orrore che la sua magia si sta indebolendo, al punto da trasformare il suo progetto in una missione suicida. A Lucia non rimane che una scelta: sacrificare la propria vita per la salvezza del mondo, o implorare il perdono del dio del fuoco e diventare schiava del suo regno immortale… Il principe Magnus è stato torturato e sepolto vivo. E ormai è troppo tardi. Ora, nel cuore di Cleo c’è spazio solo per la vendetta. Per uccidere chi le ha portato via il suo grande amore, la Principessa Dorata è disposta a mentire ai suoi alleati, a stringere un patto col Re del Sangue e perfino a sfruttare il Catalizzatore dell’acqua, un potere dirompente e pericoloso, che diventa ogni volta più difficile da controllare. Ciò che Cleo non sa, però, è che più farà ricorso a quella magia, più grande sarà il rischio di trasformarsi in un automa, completamente soggiogata al volere del Catalizzatore.

L’AUTRICE
Michelle Rowen vive nel sud dell’Ontario con il marito e due gatti che prendono il nome da due dei suoi personaggi preferiti della serie televisiva soprannaturale. È stata nella lista dei bestseller di Waldenbooks. Ha vinto la Holt Medal per il suo romanzo d’esordio Mordue. Da bambina sognava di essere una principessa, una di quelle capaci di impugnare una spada affilata e salvare regni e principi da draghi sputafuoco e stregoni malvagi. Invece è diventata una scrittrice, cosa altrettanto divertente e molto meno pericolosa.
Ha creato due pseudonimi per scrivere in diversi generi: Michelle Maddox per scrivere la suspense romantica futuristica e Morgan Rhodes per il thriller soprannaturale (fantasymagazine.it/29825/il-regno-immortale).

 

 

OLTRE IL BOSCO, IL PRIMO ROMANZO DI MELISSA ALBERT

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Se avete amato le fiabe con principesse dolci e aggraziate, principi coraggiosi, fate e altre creature fantastiche, dimenticatevi di tutto questo i personaggi di questa storia saranno ben diversi.

Alice non ha mai avuto una casa. Da sempre, lei e la madre Ella sono perennemente in fuga, perennemente in cerca di qualcuno che le ospiti per sfuggire alla sfortuna nera che le perseguita. Sullo sfondo la figura affascinante della nonna, Althea Proserpine, che Alice non ha mai conosciuto e che Ella non vuole nemmeno nominare: misteriosa e seducente autrice di una raccolta di racconti neri fuori catalogo ma ricercatissimi dai collezionisti, vive da anni reclusa ad Hazel Wood, una villa celata in mezzo a un bosco ignoto, sfuggendo alla curiosità dei fan.Quando Ella viene rapita, ad Alice non resta che andare alla disperata ricerca di dove sia Hazel Wood.

L’AUTRICE
Melissa Albert è web editor, ha fondato il Barnes & Noble Teen Blog ed è editor responsabile di BN.com. Ha scritto per riviste prestigiose tra cui McSweeney’s e Time Out Chicago (fantasymagazine.it/29770/oltre-il-bosco).

NIGHTFLYERS RITORNA IN LIBRERIA

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In concomitanza con la trasmissione della serie televisiva da parte di Netflix Mondadori pubblica Nightflyers di George R.R. Martin.

Come spesso accade, con l’arrivo di un adattamento cinematografico o televisivo arriva o ritorna in libreria il prodotto originale. Oggi è la volta del racconto Nightflyers di George R.R. Martin, pubblicato da Mondadori in occasione della diffusione della serie omonima sulla piattaforma di streaming Netflix.

Fantasy vs Fantascienza?
Martin, sebbene noto al grande pubblico per la saga fantasy Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, che ha ispirato la serie Il trono di spade, non ha mai amato le distinzioni fra i generi. Da piccolo comprava i libri scegliendoli da un espositore girevole. Erano tutte edizioni tascabili molto economiche, quel che si poteva permettere all’epoca, e i volumi erano mescolati fra loro così che fino a quando non li leggeva non sapeva a quale genere appartenesse l’opera che aveva comprato. In questo modo ha sviluppato la passione per le storie sorprendenti, capaci di coinvolgerlo, e l’insofferenza alle distinzioni fra i generi, qualcosa che non è mai entrato in gioco nella scelta delle sue letture. Lo stesso atteggiamento lo ha accompagnato quando è diventato uno scrittore. Se la prima storia che ha pubblicato, L’eroe, è di fantascienza, la seconda, L’uscita per Santa Breta, è una ghost story, e in seguito sarebbero arrivate opere horror e fantasy, o un misto di questi e altri generi.
Alla fine degli anni ’70, quando ormai pubblicava racconti da diversi anni e aveva da poco pubblicato il suo primo romanzo, La luce morente, ha detto la sua sulla diffusa convinzione che horror e fantascienza siano due generi antitetici. Non lo ha fatto polemizzando con nessuno, ma scrivendo alcuni racconti. Se “la fantascienza parte dal presupposto che l’universo, a dispetto di quanto misterioso e pauroso possa apparirci, è, in fin dei conti, un’entità conoscibile” e che al contrario “una rapida occhiata alla vera natura del reale possa essere più che sufficiente per sprofondare la mente umana nella follia”, come ha ricordato nel primo volume di I canti del sogno, con l’horror che si basa sull’inconoscibilità, lui ha unito i due elementi. Il racconto più famoso che coniuga i due generi è I re di sabbia, capace di vincere i premi Nebula nel 1979 e Hugo nel 1980.

La genesi di Nightflyers
Incoraggiato dal successo Martin ha scritto Nightflyers, racconto di 23.000 parole pubblicato nel 1980 da Analog. Il testo ha vinto il premio Locus ed è stato finalista allo Hugo ma, a giudizio di Martin, era troppo compresso per i limiti imposti dalla rivista, con i personaggi secondari che non avevano abbastanza spazio e si riducevano a essere solo dei ruoli privi di nome. Per questo quando, nel 1981, il suo editor James Frenkel gli ha chiesto di espandere il testo per pubblicarlo nella serie Binary Star di Dell Publishing insieme a I veri nomi di Vernor Vinge, lui non si è lasciato sfuggire l’occasione. La nuova versione, di 30.000 parole, è stata ripubblicata nel 1985 nell’antologia Nightflyers and Other Stories, comprendente anche Override, Weekend in a War Zone, E ricordati sette volte di non uccidere mai l’uomo, Nor the Many-Colored Fires of a Star Ring e Canzone per Lya. In seguito il racconto è stato ripubblicato in GRRM: A RRetrospective (2003).

QUARTA DI COPERTINA
Quando ormai la terra è sull’orlo del tracollo, l’ultima speranza risiede in una spedizione scientifica la cui missione consiste nell’avvicinare e studiare una misteriosa razza aliena che si spera possa custodire la chiave per la sopravvivenza dell’umanità. L’unico mezzo in grado di affrontare la spedizione è la Nightflyer, un’astronave completamente automatizzata, controllata da un solo essere umano, il capitano Royd Eris. L’equipaggio però si ritrova a viaggiare su una nave fantasma perché il capitano non si mostra mai se non attraverso il suo ologramma e comunica solo tramite una voce contraffatta. A rendere la permanenza sulla Nightflyer ancora più inquietante, il sensitivo del gruppo inizia a percepire a bordo una presenza oscura, un’entità pericolosa, incorporea, aliena. Il capitano sostiene di non saperne nulla e, quando qualcosa o qualcuno inizia a uccidere i membri dell’equipaggio, sembra non essere in grado o intenzionato a cercare di arrestare questa scia di sangue.
L’unica ad avere la possibilità di fermare questa creatura sanguinaria è Melantha Jhirl, un’umana geneticamente modificata, più forte, intelligente e veloce di tutti gli altri membri dell’equipaggio. Ma per farlo, prima deve riuscire a restare viva.

L’AUTORE
George R.R. Martin, nato a Bayonne, nel New Jersey, nel 1948, è autore di numerosi racconti e romanzi, con cui ha vinto numerosi premi fra cui l’Hugo, il Nebula, il Bram Stoker e il Locus, ed è sceneggiatore per cinema e la televisione. Mondadori ha pubblicato tutti i libri di Le Cronache del giaccio e del fuoco compresi i prequel Il Cavaliere dei Sette Regni (2014) e La Principessa e la Regina (contenuto in La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose, antologia curata da Martin stesso assieme a Gardner Dozois, 2015), Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco: la storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade (2014, con Linda Antonsson e Elio M. García Jr.), Fuoco e sangue (2018), le raccolte di racconti Le Torri di Cenere (2007), I re di sabbia (2008), I canti del sogno (due volumi, 2016), i romanzi Il drago di ghiaccio, Il Pianeta dei Venti (con Lisa Tuttle), La luce morente, Il battello del delirio, Armageddon rag, Nella casa del verme e la serie di romanzi a mosaico da lui coordinata Wild Cards (fantasymagazine.it/29728/nightflyers-ritorna-in-libreria).

 

SILENCE, L’UNICA SPERANZA PER SOPRAVVIVERE È RIMANERE IN PERFETTO SILENZIO

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Un terribile flagello dilaga in Europa e l’unica speranza per sopravvivere è rimanere in perfetto silenzio.

QUARTA DI COPERTINA
Nell’oscurità di una fitta rete di grotte sotterranee, vivono creature cieche, abilissime nella caccia. Grazie al loro udito sono in grado di individuare e catturare qualunque preda. I cunicoli sigillati hanno trattenuto per secoli la loro furia, fino a che una spedizione speleologica in Ucraina, in diretta televisiva, non apre un varco, scoperchiando quell’ecosistema come un vaso di Pandora. A emergere dalle tenebre è uno sciame di creature feroci, simili a pipistrelli, che in un attimo si avventa sul gruppo di scienziati. Le telecamere continuano a riprendere per ore lo scempio, offrendo uno spettacolo raccapricciante. Due testimoni della carneficina sono Ally e suo padre Huw, incollati davanti allo schermo. Se la minaccia dovesse diffondersi in tutta Europa nessuno sarebbe più al sicuro. Perché gridare, persino sussurrare, può rivelarsi fatale. Ally, affetta da sordità, è abituata a vivere in silenzio. E adesso, la sua abilità è l’unica speranza di salvezza per la sua famiglia: dovrà riuscire a trovare un posto sicuro per aspettare la fine del pericolo. Ma avrà davvero fine? E in quale mondo sarà costretta a vivere?

L’AUTORE
Tim Lebbon è autore di più di quaranta romanzi horror e fantasy. Con il suo racconto Reconstructing Amy nel 2001 ha vinto il prestigioso premio Bram Stoker. Silence, che ha ottenuto il successo internazionale, è diventato anche un film. Vive in Inghilterra con la moglie e i suoi due figli (thrillermagazine.it/17577/silence).

 

IL MONDO PERDUTO DI SIR ARTHUR CONAN DOYLE

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Era il 1913 quando in Italia “La Domenica del Corriere” pubblicava “Il mondo perduto” di Doyle. Nel 1990 uscì in libreria Jurassic Park di Michael Crichton che nel 1993 divenne l’omonima pellicola più famosa di sempre.

Sir Arthur Conan Doyle, autore scozzese e padre del giallo deduttivo, non scrisse unicamente dell’investigatore Sherlock Holmes. Il celebre scrittore e drammaturgo, nato a Edimburgo nel 1859, dedicò parte del suo genio letterario all’approfondimento di diversi generi, tra cui quello avventuroso.
Fra i romanzi d’avventura che Doyle scrisse spicca Il mondo perduto, ambientato in Venezuela, sull’altopiano di Maple White, dove il tempo sembra non essere mai scorso e dove la spedizione capeggiata dal Professor Challenger rinviene animali preistorici, ancora in vita, in teoria estinti da tempo.
Meno di un secolo più tardi Michael Crichton diede vita alla saga di romanzi Jurassic Park, ispirati al mondo perduto di Doyle e di cui, qualche anno dopo (1993), il regista Steven Spielberg ne trasse il famoso adattamento cinematografico.

“Con Il mondo perduto, Conan Doyle ha fatto molto di più che inventare un personaggio, ha dato vita a un nuovo genere letterario, il fantasy di avventura, definendone le norme”.

QUARTA DI COPERTINA
Londra, inizi del Novecento. Il professor Challenger, burbero e geniale zoologo e scienziato, in compagnia del suo rivale di sempre, il professor Summerlee, dell’impulsivo cacciatore lord John Roxton e del giornalista della Daily Gazette Edward Malone, decide di intraprendere un’impresa ai limiti delle possibilità umane: esplorare un misterioso altopiano, nel cuore della giungla amazzonica, dove il tempo sembra essersi fermato milioni di anni prima. Durante il viaggio i quattro compagni resteranno intrappolati in un mondo che pensavano perduto, dove rinverranno ancora in vita animali preistorici come l’iguanodonte e il tirannosauro, scopriranno l’esistenza di particolari primati non molto socievoli, ed entreranno in contatto con primitive tribù di indios. Attraverso incredibili peripezie e una miriade di ostacoli da superare, riusciranno infine a tornare in Inghilterra, portando come prova della loro straordinaria avventura uno Pterodactylus vivo all’interno di una cassa, che tuttavia fuggirà per aggirarsi impazzito tra le vie di Londra. L’eccezionale avventura vissuta nel mondo perduto non solo lascia ai quattro viaggiatori fama, ricordi e conoscenze, ma soprattutto un profondo legame di amicizia tra Challenger e Malone, amicizia che li porterà a condividere nuovi, straordinari viaggi di scoperta.

L’AUTORE
Sir Arthur Ignatius Conan Doyle (Edimburgo, 22 maggio 1859-Crowborough, 7 luglio 1930) è stato uno scrittore e drammaturgo scozzese, considerato, insieme ad Edgar Allan Poe, il fondatore di due generi letterari: il giallo e il fantastico. In particolare è il capostipite del sottogenere noto come giallo deduttivo, reso famoso dal personaggio dell’investigatore Sherlock Holmes. La sua produzione, tuttavia, spazia dal romanzo d’avventura alla fantascienza, dal soprannaturale ai temi storici. Dai suoi capolavori sono stati tratti molti adattamenti cinematografici e televisivi. Il mondo perduto è universalmente considerato un classico della letteratura fantastica, l’opera di riferimento del filone avventuroso del ‘mondo perduto’ (fantasymagazine.it/29716/torna-in-libreria-il-mondo-perduto-di-sir-arthur-conan-doyle).

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IL CACCIATORE DI DRAGHI DI J.R.R. TOLKIEN

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J.R.R. Tolkien nuovamente in libreria con le nuove edizioni di Il cacciatore di draghi, Le avventure di Tom Bombadil e Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm.

Anche se Il cacciatore di draghi è un testo piuttosto breve J.R.R. Tolkien vi ha lavorato per quasi vent’anni, estendendolo e modificando il tono dell’opera prima della pubblicazione, avvenuta nel 1949.
La nuova versione, curata da Lorenzo Gammarelli, fa seguire il testo noto da quello notevolmente più breve della prima versione manoscritta. Il tutto è corredato da una serie di note esplicative.
Contemporaneamente a Il cacciatore di draghi Bompiani ha pubblicato nuove edizioni economiche di Le avventure di Tom Bombadil e Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm.

QUARTA DI COPERTINA
Un contadino abitudinario e un po’ fanfarone, costretto a dar la caccia a un drago su cui riesce ad avere la meglio, diventa ricco e rispettato, tanto da essere eletto re. La fonte sarebbe un’antica cronaca in latino contenente il resoconto delle origini del Piccolo Regno. Ma è solo un espediente. Tolkien vi ricorre per creare un mondo metastorico, senza precise coordinate spazio-temporali, un’atmosfera da fiaba, un universo immaginario popolato di draghi e di giganti in cui però possiamo ritrovare qualcosa della nostra quotidianità. Nelle mani dell’autore, fiabesco e concretezza di particolari si mescolano dunque con somma maestria per andare dritto al cuore dei lettori di tutte le età.

L’AUTORE
John Ronald Reuel Tolkien nacque a Bloemfontein nell’allora Stato Libero dell’Orange (oggi Sudafrica), il 3 gennaio 1892, da Arthur Reuel Tolkien (1857–1896) e da Mabel, nata Suffield (1870–1904). I genitori erano inglesi, originari di Birmingham. All’età di tre anni, nel 1895, per motivi di salute si trasferì con la madre e il fratello Hilary Arthur Reuel in Inghilterra, a Sarehole, un sobborgo di Birmingham.
Fu amico intimo di C.S. Lewis, insieme al quale fu membro di un informale gruppo letterario conosciuto come Inklings e fu membro anche della Royal Society of Literature. Nel 1961 Lewis segnalò Tolkien alla giuria del Premio Nobel per la letteratura, che venne però scartato, perché la sua scrittura venne definita “prosa di seconda categoria”. Nel 1972 Tolkien ricevette la laurea honoris causa all’Università di Oxford e fu insignito dalla regina Elisabetta dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico.
Dopo la sua morte, il figlio Christopher pubblicò una serie di opere basate sull’ampia raccolta di appunti e manoscritti incompiuti del padre, tra cui Il Silmarillion. Questi, assieme a Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, formano un unico corpo di racconti, poemi, linguaggi fittizi e saggi su un mondo immaginario chiamato Arda, e la Terra di Mezzo[5] al suo interno. Tra il 1951 e il 1955 Tolkien applicò la parola legendarium alla gran parte di queste opere (fantasymagazine.it/29650/il-cacciatore-di-draghi-di-jrr-tolkien-nuovamente-in-libreria).

LE SIGNORE DEL DELITTO, TRE CASI ECCEZIONALI PER TRE DONNE STRAORDINARIE

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Chi sono le signore del delitto? La domanda può suonare un tantino pomposa, ma la risposta, in fondo, è semplice.

Sono esseri appartenenti a un genere anfibio, che sta a metà tra le signorine omicidi, tanto amate dai lettori del giallo, e una pletora di donne più o meno normali (alcune poi non tanto, come vedremo) che devono improvvisarsi investigatoci per risolvere un crimine in cui sono direttamente coinvolte. Quali che siano le loro professioni, che siano funzionane di polizia, amiche di detective, investigatoci private o persone che non avevano mai svolto un’indagine prima di essere implicate in qualche malefatta, le signore del delitto rivelano una tempra non comune, un carattere energico e volitivo che le pone spesso al di sopra della loro controparte maschile, dimostrando alla resa dei conti che il femminismo, anche se in una sua versione soft e simpaticamente edulcorata, era già all’opera nel poliziesco di un secolo fa.

QUARTE DI COPERTINA
La collana di smeraldi di Edgar Wallace:
un carcerato torna in libertà giurando vendetta per una condanna ingiusta, e ben presto viene rinvenuto il cadavere del “vero colpevole”. Giustizia è stata fatta? A Leslie Maughan, funzionaria di polizia, il compito di fare luce sui tanti, troppi punti oscuri della vicenda.
L’angelo nero di Cornell Woolrich:
che suo marito ha una relazione, Alberta lo scopre un po’ alla volta. E quando riesce a dare un nome all’amante sconosciuta, il suo istinto la spinge ad andare da lei, ma la trova morta. Vedere lui arrestato è uno shock ancora più forte. Pur di dimostrarne l’innocenza, ora Alberta è disposta a tutto.
La signora dal grande cappello di Baronessa Orczy:
un uomo viene assassinato in un locale con una dose di morfina. In sua compagnia è stata vista una donna. Unico indizio, la presunta avvelenatrice portava un monumentale cappello di velluto nero. Per lady Molly, investigatrice di Scotland Yard, potrebbe essere sufficiente (thrillermagazine.it/17556/le-signore-del-delitto).

 

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IL MARCHIO DELLA REGINA DI ALEN GRANA

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E’ il quarto volume della saga fantasy-piratesca I Signori delle Balene.

“Sangue che sfama
Seme che cresce
sul fondo del mare
S’alza il gigante:
Acqua che arretra
Legno che avanza,
della Regina inizia la danza.
Lo sa il mare”

QUARTA DI COPERTINA
Il sacrificio di Re Cuore di Sabbia non ha fermato il piano delle Sei Famiglie e Baliìa, la Regina oscura del sangue e del legno, è rinata a nuova vita. L’Impero di Baliìa oscura il mare e tutte le terre emerse, senza lasciare scampo a nemici o alleati. Nel clima di terrore che si è generato si muovono cinque gruppi di persone intenti a fare di tutto per porre fine una volta per tutte al suo dominio. Ma non tutti agiscono per il bene.

L’AUTORE
Alen Grana nasce nel 1980 e fin da piccolo sviluppa una forte propensione al nerdismo. Giochi di ruolo, ascolta metal, smanetta sui videogiochi, è quasi un secchione… sintomi più che caratteristici. Il problema è che con la crescita tutto questo non cambia. Si diploma e lavora come geometra ma coltiva la passione per la musica, libri, fumetti, spade laser e serial tv. Nel 2013 impazzisce, si iscrive a un corso di scrittura creativa tenuto dallo scrittore bolognese Gianluca Morozzi. Nel 2014 pubblica con LaPiccolaVolante I Signori delle Balene, primo libro dell’omonima saga fantasy/piratesca. Negli anni successivi escono in successione La Foglia Nera (2015) e Il Canto della Mangrovia (2016). Nel 2018 il quarto (e penultimo) libro della saga, Il marchio della Regina. Attualmente sta lavorando alla sceneggiatura di diversi spin-off seriali a fumetti dedicati ai singoli personaggi della saga (fantasymagazine.it/29587/il-marchio-della-regina).

 

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L’ANNO DELL’ORACOLO. LA CONOSCENZA PUÒ UCCIDERE

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108 profezie. Un anno di tempo. Un destino ancora da scrivere.

“L’anno dell’Oracolo. La conoscenza può uccidere” è un romanzo distopico d’esordio di Charles Soule, già autore di fumetti per Marvel, DC e Image.

QUARTA DI COPERTINA
Non sa come sia successo. Will sa solo che, un mattino, si è svegliato di soprassalto con in testa le immagini di 108 eventi che si verificheranno nel corso dell’anno.
All’inizio, Will non crede che siano profezie. Poi le prime si avverano. E allora lui decide di pubblicarne alcune su un sito, firmandosi l’Oracolo.
La reazione è immediata: il Sito viene inondato di messaggi, da quelli di persone comuni ansiose di scoprire il proprio futuro a quelli di multinazionali che pagherebbero qualsiasi cifra in cambio di previsioni in esclusiva. Ma non solo. Will comincia a ricevere anche diverse minacce. Così, in brevissimo tempo, Will si ritrova nel mirino di hacker e killer professionisti.
E, mentre il cerchio intorno a lui si stringe e la lista di persone di cui può fidarsi si assottiglia,
Will si rende conto con orrore che le 108 profezie sono collegate tra loro e, se nessuno riuscirà a spezzare quella catena di avvenimenti, il mondo intero sarà in pericolo.

L’AUTORE
Charles Soule è nato negli Stati Uniti, ma si è trasferito in Asia quando era ragazzo. Ha vissuto a Hong Kong, Manila e Singapore, prima di tornare in America, dove ha iniziato a collaborare con diverse case editrici, tra cui Marvel, DC e Image. È autore di molti fumetti di successo, tra cui Daredevil, She-Hulk, La morte di Wolverine e diversi albi di Star Wars. Attualmente vive a New York (fantasymagazine.it/29579/l-anno-dell-oracolo-la-conoscenza-puo-uccidere).

 

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LA PRINCIPESSA E I GOBLIN

Torna il grande classico di George MacDonald, ricco di inventiva e di humour, che ci apre le porte di una terra incantata, popolata da personaggi indimenticabili.

Ritenuto uno dei padri della letteratura fantasy, nonché ispiratore di autori come C.S. Lewis o J.R.R. Tolkien, dopo essersi trasferito a Londra ed essere stato nominato pastore in una chiesa congregazionalista, iniziò a dedicarsi alla scrittura, in particolare di romanzi fantastici, alcuni dei quali divenuti autentici classici della letteratura per ragazzi, come La principessa e i goblin e Sulle ali del vento del Nord.

QUARTA DI COPERTINA
La principessa Irene vive in un castello situato in una verde vallata ai piedi di una montagna. Un giorno di pioggia, mentre si aggira per i corridoi nel tentativo di scacciare la noia, scopre una scala nascosta, che sale fino alla stanza più lontana della torre più alta. Qui avviene l’incontro con la sua trisavola, una specie di fata bellissima e apparentemente senza età che, all’insaputa di tutti, vive lassù in una camera meravigliosa e passa le sue giornate all’arcolaio tessendo fili magici.
Nel frattempo Curdie, il giovane figlio di un minatore, mentre è al lavoro nelle viscere della montagna, scopre un diabolico piano dei goblin, le subdole creature che si annidano nel sottosuolo. Rifugiatisi secoli prima in caverne scavate nella roccia per protesta contro le leggi del regno, ora tramano per distruggerlo; non solo, hanno anche intenzione di rapire Irene e darla in sposa al loro principe! Non c’è tempo da perdere, e Curdie si mette subito all’opera per proteggere la principessa, ma, nonostante il suo coraggio e la sua astuzia, avrà bisogno di lei e del dono magico fattole dall’antenata per vanificare le malvagie trame dei goblin.

L’AUTORE
George MacDonald (1824-1905), scrittore e poeta scozzese, amico e mentore di Lewis Carroll. Nel 1879, dopo aver lavorato come docente alla University of London e aver tenuto un ciclo di conferenze negli Stati Uniti, si trasferì con la famiglia in Italia, a Bordighera, dove rimase una ventina d’anni. Al volgere del secolo, duramente provato da una serie di lutti familiari, fece ritorno in Inghilterra, dove morì nel 1905 (fantasymagazine.it/29490/la-principessa-e-i-goblin).