LA LUCE NERA DI KEN MACLEOD

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Continua la serie Engines of Light di Ken McLeod, dedicata al primo contatto con una specie aliena molto particolare.

Lo scrittore scozzese ha immaginato un futuro alternativo per il mondo, dove l’Unione Sovietica è risorta e domina una buona parte del pianeta e la tecnologia spaziale è avanzatissima.
In questo scenario si innesta il primo contatto con una specie aliena, grazie al quale l’umanità ha colonizzato il pianeta Mingulay, dove convive con una razza di sauri intelligenti.
In Luce nera, secondo volume della trilogia, ritroviamo i protagonisti del primo episodio della saga, in particolare Matt Cairns, l’uomo quasi immortale.
Egli sospetta che la Seconda Sfera, un vasto e potente nodo di civiltà aliene, voglia impedire agli umani e ad altre specie l’espansione tra le stelle, una situazione insopportabile.
Il viaggio di Cairn verso il mondo di Croatan potrebbe svelare la verità e portare a una rivoluzione interstellare.

QUARTA DI COPERTINA
Il romanzo riprende da dove avevamo lasciato i Cosmonauti e li porta questa volta nella “Seconda Sfera”, una serie di sistemi solari in cui la vita è stata impiantata artificialmente da una misteriosa specie aliena e trascendente. Matt Cairns, il semidio, il quasi immortale, sviluppa una forma di viaggio interstellare per scoprire di più su questi esseri misteriosi, il cui segreto potrebbe nascondere la chiave per garantirgli il potere assoluto e il dominio sulla Terra e i suoi abitanti. Ma Gregor ed Elisabeth, eroici protagonisti del primo romanzo, non resteranno a guardare. Chi avrà la meglio?

L’AUTORE
l suo nome completo è Kenneth Macrae MacLeod, è nato nel 1954 a Stornoway, una piccola città nelle isole Ebridi.
Si è laureato in zoologia all’università di Glascow, ha poi conseguito un master con una tesi sulla biomeccanica.
Dopo la laurea ha fatto vari lavori fra cui quello di analista programmatore.
Ha successivamente iniziato a scrivere e pubblicare narrativa negli anni ’90.
MacLeod nei suoi romanzi propende per argomenti come manipolazioni genetiche, meccanica quantistica e quant’altro riguarda la tecnologia, a cui unisce spesso scenari sociali profondamente politicizzati (fantascienza.com/24223/la-luce-nera-di-ken-macleod).

 

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LA MISSIONE IMPOSSIBILE DI MIKE RESNICK

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Il primo romanzo della trilogia Dead Enders del pluripremiato Mike Resnick.

Il numero di Urania che inaugura il 2019 è la prima parte della trilogia detta Dead Enders (tradotto in italiano con Senza Speranza), scritta da Mike Resnick e ambientata, inutile dirlo, nel Birthright Universe, il maxi-ciclo che, in oltre trenta romanzi, racchiude millenni di storia futura dell’umanità.
Nel primo libro della serie, Orion – la fortezza, troviamo la Democrazia, composta in massima parte da umani) in guerra con gli alieni della Coalizione Transkei, un conflitto dall’esito quanto mai incerto.
Sull’orlo della disperazione i comandi della Democrazia ricorrono a una carta disperata, una missione impossibile che dovrà essere portata a termine del colonnello Nathan Pretorius e dalla sua squadra.
Un compito semplice, penetrare in una fortezza nemica, sostituire il comandante in capo delle forze Transkei, il generale Michkag, con un clone e tornare indietro con l’originale.

QUARTA DI COPERTINA
Avete presente I Guardiani della Galassia della Marvel? Ecco, Orion: La Fortezza di Mike Resnick presenta un gruppo di avventurieri che in qualche modo li ricordano.
Il Colonnello Pretorius, eroe di guerra, esperto di missioni da infiltrato, il Cyborg Felix Ortega, l’esperto di computer Toni Levi, la contorsionista pregiudicata Sally “Cobra” Kowalski, l’essere semi-umano dai poteri empatici, Circe, l’alieno Gzychurlyx e Madame Matusalemme – i Senza Speranza (Dead Enders in inglese) – dovranno infiltrarsi nella Fortezza di Orione, rapire il Generale Michkag (o assassinarlo) per mettere al suo posto un clone appositamente istruito per passare informazioni di vitale importanza alla Democrazia, nella sua lotta contro la Coalizione Transkei. E scappare vivi, ovviamente!

L’AUTORE
Michael (Mike) Diamond Resnick ha vinto ben cinque premi Hugo e un premio Nebula. Ha scritto oltre cinquanta romanzi. Orion: La Fortezza è il primo libro di una nuova trilogia (quella dei Dead Enders), ambientata nel Birthright Universe, creato da Resnick nel romanzo Birthright: The Book of Man del 1982 (fantascienza.com/24283/la-missione-impossibile-di-mike-resnick).

 

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I GIGANTI DI PIETRA

Dalla verde e piacevole campagna inglese ai misteriosi moai dell’isola di Pasqua in un romanzo sospeso tra gotico e fantascienza.

Un avvenimento apparentemente banale, il ritrovamento di una vecchia e bizzarra scultura in un cimitero abbandonato, è l’inizio di una vicenda complessa e piena di misteri e orribili pericoli.
Dal paese di Isling il protagonista si troverà coinvolto in una spirale di strani incidenti, morti e disastri che lo condurranno dapprima a Stonehenge, poi nella remota isola di Pasqua e infine oltre i confini dell’immaginabile.
Questo il tema del romanzo I giganti di pietra, il cui autore Donald Wandrei iniziò a scrivere nel 1927, per poi fondare, in collaborazione con August William Derleth, la Arkham House, casa editrice dedita alla divulgazione di opere legate all’universo dei Miti creato da H. P. Lovecraft.
Specializzato nei racconti Wandrei ha scritto solo questo romanzo, ispirandosi ovviamente all’universo dei Miti di Cthulhu ma nel contempo aggiungendo argomenti classici della fantascienza.

QUARTA DI COPERTINA
Visti dallo spazio i Megaliti di Stonehenge in Inghilterra e i Moai dell’Isola di Pasqua non sono poi così lontani. È quello che scopre a proprie spese Carter E. Graham, curatore museale e protagonista de “I giganti di pietra” di Donald Wandrei.
Un manufatto maledetto costringe Carter ad abbandonare la propria vita di studioso, trascinandolo in un’avventura degna di Indiana Jones, in cui non esiste soluzione di continuità tra archeologia e orrore. Il romanzo deve molto ai Miti di Cthulhu di Lovecraft. Il posto dei Grandi Antichi in questo caso è affidato ai Titani, alieni che dominavano il pianeta in tempi remoti, e che ora minacciano di tornare sulla Terra per giudicarla e distruggerla. Un classico che segna una pietra miliare nel proficuo connubio fra la narrativa fantascientifica e il romanzo gotico.

Una curiosità
La prima stesura del libro, con il titolo “Dead Titans, Waken!”, fu scritta nel 1932 e rifiutata da tre diversi editori. Ci vollero quindici anni, un pesante lavoro di editing e la fondazione di una casa editrice da parte dell’autore, la Arkham House, perché finalmente l’opera fosse stampata con un nuovo titolo, “The Web of Easter Island” (1948). In traduzione italiana, comparve nel 1956 su Urania n. 120 e nella collana Classici Fantascienza n. 14 di Mondadori, nella nuova traduzione di Andreina Negretti nel 1978. A quarant’anni da questa data, proprio come il manufatto riesumato da Carter E. Graham, il romanzo torna a vedere la luce delle edicole italiane ai primi giorni di novembre.

L’AUTORE
Donald Wandrei (Saint Paul, 20 aprile 1908 – Saint Paul, 15 ottobre 1987) è stato uno scrittore statunitense, noto per i suoi romanzi di fantascienza e fantasy di ispirazione lovecraftiana, e fratello maggiore dell’altro autore di fantascienza Howard Wandrei.
si diplomò alla Università del Minnesota in letteratura inglese, nel 1928. Già dal 1926, il giovane Wandrei rimase affascinato dai racconti della rivista Weird Tales, di cui in seguito diventerà uno strenuo collaboratore, entrando in corrispondenza con due dei più importanti autori pubblicati dalla rivista, H. P. Lovecraft e Clark Ashton Smith. Già a partire dall’inizio della sua carriera di scrittore di genere fantastico, Wandrei divenne collaboratore di diverse riviste pulp, tra le quali Astounding e Black Mask, tuttavia l’elevata qualità del suo stile gli permise di essere pubblicato anche da riviste meno “popolari” come Esquire. Appassionatosi all’universo di Lovecraft, ne continuò il ciclo con i due racconti del 1933 The Fire Vampires e The Tree-Men of M’Bwa e con l’unico romanzo scritto da Wandrei, I giganti di pietra (Dead Titans, Waken!), scritto nel 1932 ma pubblicato solo nel 1948 col nuovo titolo The Web of Easter Island. La prima versione del romanzo è stata pubblicata in edizione limitata solo nel 2012 (fantascienza.com/24169/i-giganti-di-pietra).

LA FORTEZZA DEI COSMONAUTI DI KEN MACLEOD

Su Urania Collezione la prima parte della trilogia “Engines of Light” di Ken MacLeod.

Il futuro immaginato dallo scrittore scozzese Ken MacLeod per l’inizio della sua trilogia Engines of Light non è molto distante dalla nostra epoca, tuttavia le cose sono cambiate moltissimo.
Nel 2040 la Russia, tornata comunista, ha conquistato una buona fetta dell’Europa, il Regno Unito ora si chiama FUK, former United Kingdom o ex Regno Unito, la tecnologia è cresciuta esponenzialmente e da una stazione spaziale ribelle arriva la notizia di un contatto con gli extraterrestri.
Su questa base di partenza si innestano due linee narrative, una che parte da Edinburgo e racconta le vicende di Matt Cairns, programmatore e membro dell’International Workers of the World Wide Web (o Webblies), l’altra ambientata a 200 anni dalla prima su un lontano pianeta, Mingulay, dove gli uomini convivono con diverse specie intelligenti.
Sin dal primo romanzo della trilogia, La fortezza dei cosmonauti, MacLeod intreccia differenti linee temporali in modo intricato, mescolando temi classici della fantascienza con massicce dosi di avventura e nuove idee, una per tutte la creazione del Webblies, l’unione dei programmatori poi ripresa da Cory Doctorow nel suo romanzo For the win (2010).
Lo stile di MacLeod richiede pertanto un certo sforzo di comprensione al lettore, ma questa piccola fatica viene ampiamente ripagata da una space opera moderna e affascinante.

QUARTA DI COPERTINA
Matt Cairns fugge dalla Scozia per approdare su una stazione spaziale; ha con sé informazioni cruciali fornite dagli alieni che darebbero agli esseri umani i mezzi per il viaggio interstellare. Duecento anni dopo, il biologo Gregor Cairns, un discendente degli esploratori che hanno colonizzato il pianeta Mingulay, si rende conto che navigare tra le stelle potrebbe essere alla portata degli umani.

L’AUTORE
Ken MacLeod, scozzese, nasce nel 1954 ed è considerato uno dei maggiori scrittori britannici: finalista al premio Arthur C. Clarke, Nebula e Hugo e vincitore del BSFA e dell’Eurocon 2000 come miglior autore. Nelle sue opere convergono tre filoni: spaziale, come nella Fortezza dei cosmonauti, ipertecnologico, con i problemi connessi al “postumanesimo” (pur rimanendo cauto sui pericoli della cibernetica del futuro) e infine quello politico. Non è un caso che il titolo di questo romanzo faccia riferimento ai “cosmonauti”, la dizione russa per astronauti (fantascienza.com/24043/la-fortezza-di-ken-macleod).

MIRROR MIRROR, TRE GIORNI DI FANTASCIENZA A MILANO

Dal 16 al 18 novembre presso varie location milanesi incontri, dibattiti, reading dal fantasy alla fantascienza. Tra gli ospiti Chen Quifan, Nicoletta Vallorani, Clelia Farris, Emanuele Manco, Piero Schiavo Campo.

Da Dick a Tolkien, dalla fantascienza cinese all’Orlando furioso. Sono tanti i temi trattati nei diciotto eventi presenti nel programma di Mirror Mirror, manifestazione dedicata al fantastico organizzata, nell’ambito del festival Book City a Milano, in cinque location: Libreria Covo della Ladra (via Scutari, 5), Cascina Turro (Piazzale Governo Provvisorio, 9), Ex Chiesetta Parco Trotter (Via Mosso, 2), Ghe.Pensi.Mi (Piazza Morbegno) e Mi Casa Toasteria (Piazzale Governo Provvisorio).

Una mappa concettuale in grado di coinvolgere più tematiche, più location, più tipologie di incontri e più attori. Un’organismo vivo che si alimenta con gli interessi dei partecipanti e il coinvolgimento del quartiere e dei luoghi deputati al suo svolgere. Un programma di eventi, incontri e dibattiti che coinvolgono realtà qualificate e specializzate, come case editrici, studiosi e ricercatori, ma anche la collettività, il quartiere, gli studenti, i lettori. Una manifestazione che cerca di disegnare una mappa per il futuro che ci aspetta.
Così viene definito dagli organizzatori, che hanno chiamato una trentina di ospiti da tutta Italia e non solo.
Tra i nomi noti citiamo subito quello del nostro Emanuele Manco, che parteciperà a diversi incontri; poi l’autore cinese Chen Qiufan, le scrittrici Nicoletta Vallorani, Francesca Caldiani e Clelia Farris, gli scrittori Piero Schiavo Campo, Francesco Verso e Luca Tarenzi, i traduttori Flora Staglianò e Edoardo Rialti, esperti di vari settori come Antonio Tombolini che parlerà di self publishing, il fisico Fernando Palombo, l’astrofisica Patrizia Caraveo e Stefano Sandrelli dell’Osservatorio di Brera.

Sul sito mirrormirror.it altre informazioni (fantascienza.com/24044/mirror-mirror-tre-giorni-di-fantascienza-a-milano).

 

IL LAVORO PIÙ NOIOSO DEL MONDO? NON LO È AFFATTO, SECONDO MICHAEL SWANWICK

Un racconto di fantascienza nella migliore tradizione dell’età d’oro, vincitore del Premio Hugo, tra meraviglioso quotidiano e inventiva senza limiti.

Già uscito qualche tempo fa su Robot, esce ora in versione ebook “Legioni nel tempo”, ovvero Legions in Time, racconto di Michael Swanwick vincitore del Premio Hugo nel 2004. Swanwick è un autore versatile, che ha piena padronanza del genere, ed è capace di costruire racconti che partono da un’idea affascinante per svilupparvi sopra una storia intrigante, che stimola sia l’intelligenza che la curiosità del lettore.
La traduzione è del bravissimo Marco Crosa, la copertina di Franco Brambilla.

QUARTA DI COPERTINA
Eleanor Voigt faceva il più strano lavoro di chiunque conoscesse. Lavorava otto ore al giorno in un ufficio dove non si faceva niente. Il suo compito consisteva nello stare seduta alla scrivania e tenere d’occhio la porta dello sgabuzzino. Sulla scrivania c’era un bottone che lei avrebbe dovuto premere se qualcuno fosse mai uscito da quella porta. C’era un grosso orologio appeso al muro e ogni mezzogiorno in punto lei andava alla porta e la sbloccava con la chiave che le avevano affidato. Dietro l’uscio c’era uno sgabuzzino spoglio. Non c’erano né botole né pannelli nascosti – aveva controllato. Era soltanto un ripostiglio vuoto.
Finché un giorno non decise di entrare.

L’AUTORE
Michael Swanwick, americano di Philadelphia, è uno degli autori più quotati della fantascienza e del fantastico degli ultimi decenni. Cinque volte vincitore del Premio Hugo – sempre nella categoria racconto – e vincitore di un Premio Nebula col romanzo Domani il mondo cambierà (Urania), Swanwick è attivo dall’inizio degli Anni Ottanta. Eclettico, originale, brillante, Swanwick ha scritto soprattutto fantascienza ma si è avventurato anche in campi limitrofi. Ha all’attivo una decina di romanzi (l’ultimo è Chasing the Phoenix, 2015, ambientato in una Russia post-utopica) e dodici raccolte di racconti. Tra i saggi, ha pubblicato un libro su Gardner Dozois, il grande editor recentemente scomparso (www.fantascienza.com/24015/il-lavoro-piu-noioso-del-mondo-non-lo-e-affatto-secondo-michael-swanwick).

 

“CAUSE IMPOSSIBILI” PER “L’ARTISTA DEI RECUPERI” DI KRISTINE KATHRYN RUSCH

Torna “l’Artista dei recuperi”, una delle serie di racconti e romanzi brevi più popolari di Kristine Kathryn Rusch, la notevole scrittrice americana, direttrice per un lungo periodo di “Fantasy & Science Fiction” e due volte vincitrice del “Premio Hugo”, nella collana “Biblioteca di un Sole Lontano”.

QUARTA DI COPERTINA
In un universo dove umani e alieni hanno formato un commonwealth galattico denominato “Alleanza Terrestre” trattati interplanetari regolano la convivenza tra le razze, e gli umani, che cercano di espandersi sul suolo di altri pianeti e sistemi solari, devono sottostare alle bizzarre usanze extraterrestri. Spesso le leggi aliene non hanno un senso immediato per gli umani, ma la punizione per chi le viola è quasi sempre terribile, e può andare dalla perdita della vita a quella del sequestro del primo figlio. Spesso gli umani, per evitare le conseguenze dei loro reati, si affidano ad agenzie che provvedono alla loro “scomparsa”, fornendo una nuova identità su altri mondi. Come di consueto, l’avventura galattica della Rusch è anche un modo per porsi interessanti domande sulla morale futura e sui rapporti tra la civiltà umana e le varie culture aliene.
Mentre i precedenti racconti di questa serie avevano come protagonista Miles Flint, ex-poliziotto e ora “artista dei recuperi”, free agent in grado di ritrovare e difendere persone scomparse, la Rusch concentra questa volta la sua attenzione sull’aspetto prettamente giudiziario di questa serie, mettendo al centro della vicenda Kerrie Steinmetz, laureata alla facoltà di giurisprudenza dell’Alleanza, il miglior ateneo di tutta l’Alleanza Terrestre.
Per pagare i debiti dell’università, Kerrie lavora come pubblico difensore alla Corte Interspecies. Kerrie ha più clienti di quanti ne possa ragionevolmente difendere, la maggior parte dei quali invischiati in cause con culture che lei non conosce nemmeno. Il pubblico difensore di solito perde tutte le sue cause, di fronte a un tribunale denominato appunto “Corte delle cause impossibili”. A volte però avviene il miracolo e il cliente viene assolto. E forse il caso di Donnatella, la ragazza che ha rubato un preziosissimo gioiello, potrebbe portare a una storica vittoria. Sarà davvero così? O invece ci sarà qualcosa di ancor più prezioso cui dover rinunciare in cambio dell’assoluzione dell’imputata?

L’AUTRICE
Nata il 4 giugno del 1960 a Oneonta (New York, USA), Kristine Kathryn Rusch ha raggiunto il successo come editor di Magazine of Fantasy & Science Fiction, che ha guidato per sei anni, dal 1991 al 1997, vincendo anche un premio Hugo come miglior editor professionale. In seguito ha abbandonato l’editing per concentrarsi sulla produzione narrativa, diventando in breve una delle scrittrici di punta del mercato americano. Dotata di grandi doti narrative, la Rusch si è dimostrata autrice competente e prolifica in numerosi campi, passando con disinvoltura dalla fantascienza hard al romance, fino ai romanzi gialli. Nel campo prettamente fantascientifico si è fatta notare per i suoi magnifici racconti e romanzi brevi, come Millennium Babies (premio Hugo 2001 come miglior novelette), Recovering Apollo 8 (Il recupero dell’Apollo 8, Delos Odissea), Echea, del 1999, finalista a tutti i maggiori premi del settore, dallo Hugo al Nebula, allo Sturgeon e al Locus. Sono inoltre assai celebri due cicli di gran successo di pubblico e critica. Del ciclo delle Immersioni e della Tecnologia dell’Occultamento (Stealth) abbiamo pubblicato Un tuffo nel relitto (Diving into the Wreck), Stealth, La stanza delle anime perdute, e Base di settore Venice, mentre di quello dell’Artista dei Recuperi, che inizia con The Retrieval Artist (2001, finalista al premio Hugo come miglior novella) abbiamo proposto anche Il cercatore di tesori (Recovery Man’s Bargain, 2009) e Paavo Deshin (The Possession of Paavo Deshin, 2010) (www.fantascienza.com/23990/cause-impossibili-per-l-artista-dei-recuperi).

 

DOMANI PAGHEREMO L’ARIA DA RESPIRARE

E se dovessimo pagare anche per l’aria da respirare? È l’idea del nuovo racconto di Lorenzo Iacobellis.

Si parla molto di questi tempi di concessioni di beni pubblici ad aziende private. Non ci sono solo le autostrade: ci sono, per esempio, le sorgenti di acque minerali, o gli acquedotti, che gestiscono un bene, l’acqua, vitale, indispensabile per la stessa vita dei cittadini. È giusto? Non è giusto? E se si andasse oltre?
Prendiamo per esempio l’aria: è un bene di tutti a portata di tutti, non necessita di tubi da mantenere o di bottiglie. Ma visto l’andamento dell’inquinamento in un futuro magari potrebbe necessitare di impianti di depurazione. E allora potrebbe venire l’idea di privatizzarla.
Approfondisce l’idea con suo solito humor nero Lorenzo Iacobellis.

QUARTA DI COPERTINA
Benvenuti alla Oxygen, la holding che vi fa pagare anche l’aria che respirate! Letteralmente: dal livello del mare fino ai duemila metri di quota, ogni respiro ha un prezzo. Lo sa bene Ivan, diventato pastore d’altura per sfuggire ai debiti. Quando scende sotto i duemila metri per consegnare della merce, però, un imprevisto trasforma la sua giornata in un incubo soffocante… in tutti i sensi. Un racconto acuto e pieno di trovate geniali, terzo classificato alla prima edizione del premio Urania Short.

L’AUTORE
Lorenzo Iacobellis vive a Bari. Attualmente in pensione, ha lavorato nel settore della riabilitazione psichiatrica dei malati di mente. Scrive i suoi primi racconti oltre quattro decenni orsono, pubblicando su Galassia, Nova SF e altre riviste. Nel 1981 vince il premio Tolkien con il racconto Mondo incompleto e collabora con le pubblicazioni dell’editore Solfanelli. Collabora per una decina di anni con il quotidiano di Bari La Gazzetta del Mezzogiorno, con articoli di attualità e cultura e numerosi racconti. Dopo il ‘90 abbandona quasi completamente le collaborazioni letterarie e giornalistiche fino a quando, su richiesta di Gianfranco De Turris, ricomincia a interessarsi alla realtà fantascientifica (www.fantascienza.com/23969/domani-pagheremo-l-aria-da-respirare).

 

“IL DIVORATORE DI MONDI” – QUANDO UN BUCO NERO SI AVVICINA

La Terra è in rotta di collisione con una singolarità e rischia di essere divorata, questo il tema del romanzo di Gregory Benford.

Quando dallo spazio profondo arriva “qualcosa”, difficilmente si tratta di un avvenimento positivo. Se va bene si viene ignorati (come in “Incontro con Rama” di A. C. Clarke), ma deve andare proprio bene, se invece va male…
Così quando due violente emissioni di raggi gamma rilevano che si sta avvicinando un oggetto con una massa enorme, pari a quella della Luna ma non visibile nemmeno al telescopio più potente, una certa preoccupazione inizia a serpeggiare tra gli scienziati e i politici della Terra.
Quando poi si scopre che ci si trova di fronte a un buco nero, una singolarità dal diametro di pochi metri, che assorbe tutta la materia che incontra sul suo cammino ed è diretto verso la Terra si scatena il panico.
Tra i pochi che mantengono la calma ci sono Benjamin Knowlton e Kingsley Dart, i due scienziati che studiano lo sgradito ospite sino a effettuare una scoperta sconvolgente.
Questo il tema di “Il divoratore di mondi”, romanzo di fantascienza hard di Gregory Benford, scrittore da sempre molto attento al lato scientifico delle proprie storie che in questo romanzo abbandona gli scenari galattici per il piccolo, ma altrettanto pericoloso, sistema solare.

Il libro
Channing, ex astronauta e ora astronomo, moglie dell’astrofisico Benjamin Knowlton, sta morendo. Proprio quando stavano per fare la loro più grande scoperta. Qualcosa, infatti, è comparso sul bordo estremo del Sistema Solare: un buco nero con massa paragonabile a quella della Luna e un diametro di appena pochi metri punta dritto sulla Terra, “consumando” tutto quello che trova sul suo cammino. Sembra un’anomalia del cosmo, eppure i suoi segreti più grandiosi e devastanti devono ancora essere rivelati… e temuti.

L’autore
Nato nel 1941, Gregory Benford è un fisico statunitense che ha scritto grandi romanzi di hard sci-fi. Tra le sue opere più note, il “Ciclo del Centro Galattico” composto da: Nell’oceano della notte, Attraverso un mare di soli, Il grande fiume del cielo, Maree di luce. Nelle nostre collane sono usciti: Tra dieci mesi la fine del mondo, Se le stelle fossero dei e Città di stelle (www.fantascienza.com/23934/quando-si-avvicina-un-buco-nero-l-divoratore-di-mondi-di-gregory-benford).

 

“INFOMOCRACY”, LA DITTATURA DEI SOCIAL NETWORK

Quanto sono importanti i social nell’affermazione di una o l’altra forza politica? In futuro lo saranno molto, secondo questo romanzo.

Che i social network abbiano una grande importanza nell’indirizzare gli elettori lo sappiamo già dai tempi di Obama. Che possano essere manipolati per indirizzare l’elettorato in modo sleale e artificioso lo abbiamo imparato negli ultimi anni. Sempre più spesso le persone si “informano” soltanto tramite Twitter o Facebook, dove l’informazione che circola è ancora più falsata di quella già poco equilibrata dei quotidiani e delle televisioni. Viene fuori così che una percentuale enorme di persone, superiore al 60%, tanto in Italia quanto in USA ha idee del tutto sbagliate sul mondo che la circonda: quanti sono gli immigrati, quanti sono i delitti, e così via.

Riesce quasi difficile a questo punto classificare davvero fantascienza un romanzo come “Infomocracy. Un sistema perfetto” di Malka Older. Che però immagina un sistema futuro, strutturalmente basato su un social molto particolare. Ci arriveremo?

QUARTA DI COPERTINA

Alla fine del XXI secolo, la terra è abitata ormai da dieci miliardi di persone, e l’introduzione dell’Informazione, un sistema di connessione globale, ha cambiato radicalmente l’assetto politico. Gli stati-nazione non esistono più, sostituiti da micro-comunità, che attraverso il voto in rete danno vita a una Supermaggioranza. Alla vigilia delle elezioni che dovranno stabilire quale sarà la nuova maggioranza che governerà il mondo, tre personaggi si muovono sulla scena planetaria, coinvolti a vario titolo nelle dinamiche politiche.

Per Ken, queste elezioni sono la grande occasione di farsi spazio all’interno di Policy1st, il partito idealista al quale appartiene, e riuscire finalmente a raggiungere soldi e potere.

Per Domaine, esponente di spicco di un movimento anarchico che si oppone strenuamente all’Informazione, le elezioni rappresentano un momento decisivo della sua battaglia politica, un’opportunità imperdibile di svelare la dimensione silenziosamente totalitaria del sistema, e le menzogne e le ingiustizie che si nascondono dietro la cosiddetta pax democratica.

A Mishima, un’agente segreto al servizio dell’Informazione, è stato affidato il compito di tenere la situazione sotto controllo, e di fare in modo che lo sviluppo del più grande esperimento politico di tutti i tempi prosegua senza intoppi.

Ma quando sono così tanti quelli che si muovono nell’ombra, le cose si complicano molto. Come sempre, quando «il sistema è perfetto», è la variabile umana che può cambiare tutto.

L’AUTRICE

Malka Older è una scrittrice e una ricercatrice universitaria, con una decennale esperienza di lavoro in organizzazioni umanitarie. Ha una laurea in letteratura conseguita ad Harvard e un master in relazioni internazionali ed economia presso la Johns Hopkins University.

Il suo romanzo d’esordio, “Infomocracy. Un sistema perfetto”, è stato nominato tra i migliori libri del 2016 da Kirkus Reviews, Book Riot e dal Washington Post, ed è il primo di una trilogia, composta da Null States (USA, 2017) e State Tectonics (USA, 2018). Malka Older ha scritto anche diversi racconti e poesie pubblicati su Wired, Twelve Tomorrows, Reservoir Journal, Fireside Fiction, Tor.come e altre riviste (www.fantascienza.com/23927/infomocracy-la-dittatura-dei-social-network).