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BLOG: RINGRAZIAMENTO AL GRUPPO DI LAVORO

Voglio ringraziare i lettori che mi hanno aiutato alla realizzazione di “Terra 2486”. L’inaspettato successo del romanzo è dovuto sicuramente anche a loro.

Grazie Debora, Fabrizio, Gabriella, Ines, Marina, Moreno, Rita, Valentina e Licia.

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Un nuovo nemico – Terra 2486 / Andrea Bindella

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BLOG: ESTRATTO “TERRA 2486”

“Qui colonia Adras, ci ricevete? Siamo stati attaccati. Vi prego, aiutateci! Mi sentite? Come funziona questo maledetto aggeggio? Rispondete, per favore! Mandateci dei soccorsi, aiutateci, vi prego!”.

Le domande dell’uomo non trovarono risposta.

“John, sei tu? Dai, smettila di fare l’idiota! Rispondi, sei tu?”.

L’interfono emise un flebile ronzio.

“Dai, John, che cazzo fai? Rispondi!”.

Si udì un rumore di lamiere accartocciate.

“Oh, cazzo!”.

Dei colpi d’arma da fuoco fecero crepitare l’interfono.

“Nooo! Nooo!”.

Seguirono altri colpi d’arma da fuoco, un urlo straziante e poi, ancora, silenzio.

La comunicazione si interruppe.

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Un nuovo nemico – Terra 2486 / Andrea Bindella

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BLOG: ESTRATTO “UN NUOVO NEMICO”

“Tu, Richard, resterai qui a indagare su queste morti” aggiunse François. Richard stava per dire qualcosa, quando suo padre continuò: “No, non sarai solo. Nei file inviati c’è una lista di amici che dovrai contattare. C’è scritto dove trovarli. Porta con te questo e mostralo, se ce ne fosse bisogno”. Prese un oggetto dalla tasca interna della giacca, un anello con un sigillo e lo diede al figlio. “Una volta messa insieme la squadra investigativa, iniziate a cercare informazioni, partendo dall’obitorio comunale. Hanno ucciso un adepto credendolo uno di noi; già questo ci fa intuire che non sanno esattamente quali siano i vampiri e quali no. Iniziate da lì e proseguite fin dove gli indizi vi porteranno. Stai tranquillo, ci sentiremo di tanto in tanto. Mi farò vivo io”. François sghignazzò per la battuta, ma gli altri non colsero la sfumatura. Fece spallucce.

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BLOG: IL FANTASY, NASCITA 2/2

COME E’ NATO IL “FANTASY”

(se vi siete persi la prima parte: https://wp.me/p8PlVh-hJ)

Dalla seconda metà degli anni novanta in poi parte della letteratura fantasy ha avuto come target gli adolescenti, tra i quali hanno avuto grande successo la serie di romanzi di Harry Potter, dell’autrice britannica J. K. Rowling; per quanto riguarda la frangia più cruda e realistica del filone letterario, è di notevole importanza la saga di successo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco dello statunitense George Raymond Richard Martin. Altri autori che hanno proposto un approccio maturo al genere sono Steven Erikson, Ursula K. Le Guin e Robert Jordan.

Nel frattempo, si è andata a sviluppare una notevole sperimentazione nella fantasy, volta a liberare il genere dai suoi cliché. Si sono così sviluppati vari sottogeneri innovativi e originali. Addirittura molti scrittori della “nuova fantasy” hanno più volte osteggiato con violenza il lavoro di Tolkien e dei tanti autori da lui ispirati, considerati colpevoli di aver fossilizzato il genere sui suoi cliché fino a ridurlo in agonia. Esponenti di spicco della “nuova fantasy” sono China Miéville, Jeff VanderMeer, Michael Swanwick, Carlton Mellick III, Mary Gentle, Michael Moorcock, Clive Barker, Philip Pullman, Steph Swainston e Alan Campbell.

È rilevante anche il caso di Ana Marìa Matute, candidata tre volte al Nobel per la letteratura.

Il fantasy in italiano

Questo genere ha avuto per molto tempo poca ricettività in Italia, dove per buona parte del Novecento è stato eretto un muro tra la letteratura “alta” e quella “di genere”. Qualche esempio di letteratura ispirata da Poe e Lovecraft si è avuto, anche grazie alle tematiche e alle opere degli scapigliati; tuttavia, il gusto degli adulti italiani ha per lungo tempo rifiutato la letteratura fantastica.

Un netto cambiamento è avvenuto con il boom della fantascienza negli anni sessanta e settanta, con l’antologia Le meraviglie del possibile curata da Fruttero e Lucentini e con pubblicazioni come la collana Urania di Mondadori e le collane dell’editrice Nord, di taglio popolare e vendute anche in edicola ma che hanno fatto conoscere aluni dei grandi autori contemporanei. Dalla fine degli anni sessanta in poi sono inoltre divenute molto popolari le opere di J. R. R. Tolkien. Attraverso queste vie, molto lentamente, si è sviluppato anche un fantasy popolare italiano, parallelamente all’esplorazione più intellettualistica e speculativa del genere fantastico di scrittori come Massimo Bontempelli, Dino Buzzati, Italo Calvino, Tommaso Landolfi e Giorgio Manganelli.

Tra gli autori italiani di fantasy contemporanei, pubblicati da editori di rilievo, si possono citare: Valerio Evangelisti, Francesco Dimitri, Alan D. Altieri, Mariangela Cerrino, Luca Tarenzi, Fabiana Redivo, Gianluigi Zuddas e Anna Vivarelli.

Tra gli autori normalmente dediti alla literary fiction che si sono cimentati con successo anche col fantasy si ricordano Michele Mari, Laura Pugno, Vanni Santoni e Antonio Scurati.

Secondo Antonio Scurati il pregiudizio della critica contro il fantasy in Italia sarebbe figlio di un più ampio pregiudizio contro il romanzo in sé. Tuttavia il forte ritorno negli anni 2000, grazie alle riduzioni cinematografiche, di un romanzo come Il Signore degli Anelli e del nuovo fenomeno letterario Harry Potter, uniti alla vasta diffusione del genere fantasy presso il grande pubblico attraverso diversi medium come videogiochi, serie tv e fumetti, hanno risvegliato anche in Italia l’attenzione per il fantasy, non solo nel campo della narrativa per ragazzi. Secondo il critico e biografo di Tolkien Edoardo Rialti, gli snodi cruciali della storia del fantasy italiano moderno sono il lavoro di “apripista” di Alan Altieri, le opere di Francesco Dimitri, su tutte Pan, che per prime hanno definito uno stile non derivativo per il fantasy italiano, e la saga Terra ignota di Vanni Santoni, che ha saldato il filone pop e di matrice anglosassone con la più antica tradizione italiana di fantastico colto (it.wikipedia.org/wiki/Fantasy).

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BLOG: LUKE SKYWALKER E IL CAPITANO KIRK

DUE ROMANZI PER LUKE SKYWALKER E IL CAPITANO KIRK

Le leggende di Luke Skywalker

Se mettiamo vicini i nomi di Ken Liu, vincitore dei premi Nebula (2 volte), Hugo e World Fantasy, e quello di Luke Skywalker la cosa potrebbe sembrare strana, ma se il primo ha scritto le leggende che girano sul secondo allora forse i conti tornano.

The Legends of Luke Skywalker (Journey to Star Wars: The Last Jedi) è infatti il titolo di un romanzo dello scrittore sino-americano dedicato al mitico personaggio della saga di Star Wars, di recente pubblicato sul mercato estero.

Ecco la trama: mentre una nave mercantile sfreccia nella galassia per raggiungere Canto Bight, i marinai raccontano storie sul leggendario cavaliere Jedi Luke Skywalker. Ma le storie iconiche e misteriose di Luke Skywalker sono storie vere o semplicemente bugie raccontate da un angolo all’altro della galassia? Skywalker è davvero un famoso eroe Jedi o un ciarlatano, o persino un droide? I marinai dovranno decidere da soli quando ascolteranno le leggende di Luke Skywalker.

 

Un thriller fantascientifico per William Shatner

Secondo romanzo della serie Zero-G scritta dall’attore William Shatner, leggendario capitano Kirk della serie classica. Il titolo del romanzo è Green Space ed è stato scritto in collaborazione con lo scrittore Jeff Rovin.

Il protagonista della storia si chiama Samuel Lord e deve identificare una talpa che sta sabotando un progetto NASA top-secret a bordo della stazione spaziale degli Stati Uniti Empyrean, mentre deve combattere anche un virus a replicazione rapida che minaccia l’umanità.

Siamo nell’anno 2050, gli Stati Uniti hanno mandano l’FBI a governare la sua stazione spaziale, The Empyrean, sotto il comando del soave ottantenne Samuel Lord. Gli uomini “Zero-G” sono incaricati di investigare sul terrorismo, il crimine, la corruzione e lo spionaggio, tenendo d’occhio anche le stazioni cinesi e russe rivali.

Lord e il suo team stanno aiutando la NASA a condurre un progetto top-secret nel centro agricolo della stazione spaziale, usando microscopici robot chiamati naniti per creare una vite che possa sopravvivere nello spazio. La vite svilupperà materiale strutturale per un ascensore che collegherà la stazione spaziale alla Terra. Sfortunatamente, una spia russa causa inavvertitamente la crescita senza controllo dei naniti, che diventano una minaccia non solo per l’Empyrean, ma anche per la stazione spaziale russa Red Giant (www.fantascienza.com/23057/due-romanzi-per-luke-skywalker-e-il-capitano-kirk).

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BLOG: LIBRI FANTASY

I MIGLIORI LIBRI FANTASY DA LEGGERE

Il fantasy è un genere letterario sviluppatosi tra il XIX ed il XX secolo, i cui elementi dominanti sono il mito, il soprannaturale, l’immaginazione, l’allegoria, la metafora, il simbolo e il surreale. In questo filone rientrano quelle storie di letteratura fantastica dove gli elementi fantastici non vengono spiegati in maniera scientifica. Ecco alcuni libri che vale la pena leggere:

La strada senza ritorno di Andrzej Sapkowski

Un cavaliere costretto a combattere per una congrega di maghi potenti e senza scrupoli; un manipolo di soldati finiti per sbaglio nell’inquietante città delle streghe; una giovane pronta a stringere un patto con un demone, pur di vendicarsi di chi le ha mancato di rispetto; un re trincerato nella torre più alta del suo castello, in attesa che avvenga un miracolo… I personaggi che animano gli otto racconti raccolti in questo libro si trovano loro malgrado ad affrontare sfide pericolose e scelte impossibili, battaglie sanguinose e tradimenti inaspettati. Armati solo del proprio coraggio, dovranno attingere a ogni risorsa immaginabile per sopravvivere in un mondo in cui nulla è come sembra, in cui il mostro più feroce si nasconde dietro la maschera dell’uomo comune e persino il più innocente dei sorrisi può celare una minaccia letale.

Il cannocchiale d’ambra di Philip Pullman

Lyra è impetuosa, appassionata, onestissima e ingenua bugiarda e Will, orgoglioso, sensibile, leale e coraggioso, ma sfuggente come un gatto: i due, provenienti da mondi diversi nel corso del secondo libro si sono incontrati, scontrati e sono poi diventati amici per la pelle. Will è in possesso della lama sottile, un misterioso coltello che permette il passaggio tra i mondi e che ora è l’unico mezzo per liberare Lyra, tenuta addormentata dalla signora Coulter in una grotta del suo mondo. Ma Will non è l’unico a cercare la ragazzina, centro di un’antica profezia delle streghe: la Chiesa, da cui la signora Coulter, sua madre, ora si sta nascondendo, ha decretato la morte di Lyra; suo padre, Lord Asriel, la cerca perché sa che senza di lei Will, portatore del potentissimo coltello, non si unirà a lui nella battaglia finale contro l’Autorità.

Will e Lyra sono coscienti di avere un compito importante da svolgere, ma non sanno quale sia: perché la profezia si avveri non dovranno obbedire a un destino precostituito, ma essere liberi di scegliere.

Una fiamma nella notte di Sabaa Tahir

Servire l’impero. Quello era il destino di Elias, il risultato di anni di addestramento fisico e psicologico. Ma tutto è cambiato quando, assecondando il proprio istinto, lui si è rifiutato di giustiziare Laia, una schiava colpevole soltanto di sognare un mondo migliore. È stato allora che Elias ha aperto gli occhi e ha capito di non voler essere complice di un regime oppressivo e autoritario. E, ora, è lui il condannato a morte. Tuttavia in suo aiuto accorre Laia, che gli propone un patto: lei lo farà scappare se, in cambio, lui la guiderà fino a Kauf, la famigerata prigione in cui sono reclusi i traditori, e l’aiuterà a organizzare l’evasione di suo fratello Darin. Elias accetta e, ben presto, i due si ritrovano a marciare attraverso una terra selvaggia e irta di pericoli, costantemente braccati dall’esercito imperiale. Ed Elias scoprirà troppo tardi che tra i soldati che danno loro la caccia c’è anche Helene, la sua compagna d’armi all’accademia, la sua amica più fidata. L’unica che è sempre stata in grado di prevedere ogni sua mossa. E adesso Helene ha un solo, straziante obiettivo: ucciderlo.

Legami di sangue di Diana Gabaldon

Claire Fraser, l’affascinante viaggiatrice nel tempo protagonista della serie Outlander, si è ormai abituata alla vita dell’America nel Settecento e assiste con animo consapevole ai rivolgimenti che porteranno alla nascita degli Stati Uniti, anche se, nel 1778, agli occhi dei contemporanei, la situazione è ancora incerta. Washington ha costretto gli inglesi ad abbandonare Philadelphia e comincia a profilarsi l’indipendenza delle colonie, ma l’elemento veramente rivoluzionario nella vita di Claire è il ritorno dell’adorato marito Jamie, dato per morto, il quale scopre che Claire si è nel frattempo risposata con Lord John Grey, il suo più caro amico…

Intanto, nella Scozia del Ventesimo secolo, la figlia di Claire, Brianna, è disperata perché il primogenito Jem è stato rapito da un individuo determinato a scoprire il mistero del cerchio di pietre che fa viaggiare nel tempo. Il marito Roger si avventura nel passato alla disperata ricerca di Jem, senza sospettare che il bambino in realtà è più vicino nel tempo di quanto non creda.

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BLOG: FRASE DEL GIORNO

Il viaggio ha avuto, nella storia dell’umanità, innumerevoli significati e anche oggi esso viene vissuto e interpretato dalle persone in modi del tutto diversi.

Può un viaggio rappresentare un’esperienza psicologica favorevole allo sviluppo dell’individuo?

Fin dall’inizio della letteratura di viaggio, si pensò che quest’ultimo ampliasse le conoscenze del viaggiatore attraverso l’osservazione e l’elaborazione delle differenze riscontrate e si ritenne che ciò provocasse una trasformazione qualitativa dello stato intellettuale del viaggiatore stesso.

L’idea che il viaggio potenzi l’intelligenza di chi lo intraprende è antica come Gilgamesh, il quale grazie ai suoi viaggi conobbe i Paesi del mondo, divenne saggio, interpretò misteri inspiegabili fino ad allora.

Strabone elenca coloro che cercano il senso della vita tra quelli che hanno il vizio di «vagare per le montagne» e ripete un’idea che era proverbiale nel primo secolo a.C., quando scriveva: «Gli eroi più saggi furono quelli che visitarono molti luoghi e vagarono per il mondo: i poeti onorano chi ha visto le città e conosciuto la mente degli uomini». E lo stesso Ulisse, per Dante, viaggiò per seguire «virtude e conoscenza».

 

Nel ventesimo secolo l’immagine del viaggiatore ha acquistato anche una connotazione sociologica di “estraneo”, una definizione, questa, che contiene ancora quelle caratteristiche cui pensavano gli antichi quando definivano il viaggiatore come “filosofo” e anche quelle idee che all’inizio dell’età moderna portarono all’attribuzione di una particolare dignità al viaggiatore che si comportava come osservatore oggettivo e “descrittore del mondo”.

In virtù della mobilità e della lontananza con cui valuta e giudica, l’”estraneo” può cogliere la generalità dei rapporti indipendentemente dalla situazione locale.

Le caratteristiche del viaggiatore sono, secondo Rimmel: la libertà, l’oggettività, la generalità e l’astrazione. Il viaggiatore osserva e registra. Egli può descrivere la realtà che osserva e conosce in modo maggiore o minore a seconda del suo livello di cultura. Ma “estraneo” significa anche “straniero” e lo straniero viene visto come estraneo dalla comunità che lo riceve e viceversa, un confronto dal quale possono scaturire conflitti o elementi positivi.

Descrivere esperienze di viaggio non significa però solo fare cronaca di vicende belliche, situazioni politiche, fenomeni sociali o descrivere bellezze artistiche o paesaggistiche, ma anche – ed è una possibilità di tutti i viaggiatori – narrare esperienze personali, raccontare emozioni, svelare se stessi attraverso ciò che il viaggio ha suscitato.

 

Ed infine si può viaggiare per mettersi alla prova, per sfidare la sorte, per provare l’ebbrezza del rischio, come fanno alcuni viaggiatori che – nonostante le raccomandazioni della Farnesina – viaggiano in luoghi assolutamente sconsigliati per la presenza di importanti situazioni di rischio, come conflitti militari, presenza di predoni, pirati o epidemie in corso.

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BLOG: ESTRATTO “TERRA 2486”

L’uomo è una creatura minuscola e fragile. Le sue dimensioni non sono niente rispetto all’universo e la sua durata fisica sulla terra è irrilevante se paragonata al “tempo”.

Ancor prima di riuscire a solcare lo spazio, l’uomo era già a conoscenza della grande limitazione che avrebbe incontrato. Un’equazione gli avrebbe sbarrato il passo verso la conquista dell’universo.

Il rapporto tra la massa, l’energia e la velocità della luce hanno costituito un grosso ostacolo per l’esplorazione spaziale. A mano a mano che la velocità aumenta, infatti, occorre sempre più energia per aumentarne ulteriormente la velocità, e questo accade perché sempre più energia si trasforma in massa. In pratica, quanto più ci si avvicina alla velocità della luce, tanto più l’oggetto diventa massiccio e inamovibile. Cercare di “spingerlo” per fargli superare la “barriera” della luce avrebbe come unico risultato quello di aumentare la sua massa all’infinito, lasciandone la velocità praticamente inalterata.

Ecco perché la velocità della luce non può essere raggiunta.

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BLOG: ESTRATTO “UN NUOVO NEMICO”

Richard stava scambiando le sue ultime impressioni con suo padre, quando gli tornò alla mente quel terribile suono della cetra: un brivido gli percorse tutta la schiena fino alla testa e, vedendo la faccia di François assumere una strana espressione, pensò di aver fatto qualche smorfia di dolore. Pochi secondi dopo, trovò conferma di quel pensiero.

“Anche a te è toccato il suono del takhe?” chiese François, scoppiando a ridere.

Richard, inizialmente incredulo ma sicuro di aver capito bene le parole del padre, si affrettò a rispondere con un filo di voce: “La cetra… nemmeno lo conosco, il suono della cetra… ma come diamine ha fatto?”.

François stava lacrimando dal gran ridere, ma si fece forza per darsi un contegno e rispondere all’amico: “A me è toccato il takhe, che se non ricordo male assomiglia molto alla cetra. Quella ragazza deve avere un odio particolare per gli strumenti a corda”. E tornò a ridere a più non posso. Richard si grattava la testa; da un lato non credeva alle proprie orecchie, dall’altro invece era contento di non essere l’unico ad avere quegli improvvisi brividi alla schiena.

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BLOG: LAURELL K. HAMILTON, SCRITTRICE

IL 19/02/1963 NASCEVA LAURELL K. HAMILTON, SCRITTRICE.

Il 19 febbraio 1963 nasceva Laurell K. Hamilton, una scrittrice statunitense.

Anita Blake, cacciatrice di vampiri e necromante, è la più famosa eroina della Hamilton: dopo l’esordio nel 1993 con Nodo di sangue, la saga ha acquisito una crescente popolarità, arrivando ad essere tradotta in 16 lingue e a vendere più di 6 milioni di copie in tutto il mondo.

Nata nel 1963 a Herber Springs, una piccola comunità dell’Arkansas, si trasferisce a Sims, nell’Indiana nel 1969, in seguito alla morte della madre in un incidente d’auto. Laurell ha soltanto sei anni e viene cresciuta dalla nonna, in seguito dichiarerà che la morte della madre, la vita con la nonna e l’assenza di figure maschili in casa «sono le tre cose che fanno di me ciò che sono».

Impara a leggere solo a sette anni a causa di una lieve dislessia non diagnosticata all’epoca, ma da quel momento si appassiona alla parola scritta e a 14 anni inizia a scrivere le sue prime storie a sfondo horror.

Si trasferisce prima a Los Angeles e poi a St. Louis nel Missouri, ricominciando a mandare storie e racconti agli editori e ricevendo numerosi rifiuti. Inizia anche il suo primo romanzo, Nightsheer, ed entra a far parte del gruppo di scrittori ucronici “Alternate Historian”. Dopo la pubblicazione di Nightsheer e di un romanzo della serie di Star Trek intitolato Nightshade, l’autrice incontra fortune alterne fino all’uscita del primo volume della saga di Anita Blake, che la porta al successo (https://it.wikipedia.org/wiki/Laurell_K._Hamilton).

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Un nuovo nemico – Terra 2486 / Andrea Bindella

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