Il Gioco del Trono di George R. R. Martin

Il gioco del trono (A Game of Thrones) è un romanzo fantasy del 1996 dello scrittore statunitense George R. R. Martin; rappresenta il primo libro della saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco.

Il gioco del trono nel 1997 è stato candidato al Premio Nebula e al Premio World Fantasy e ha vinto il Premio Locus. Il romanzo breve Sangue di drago, che consiste in un estratto dei capitoli che coinvolgono Daenerys Targaryen, ha vinto nel 1997 il Premio Hugo per il miglior romanzo breve.

Dal 17 aprile 2011 viene trasmessa su HBO una omonima trasposizione televisiva del ciclo di romanzi, Il Trono di Spade. La prima stagione è basata proprio sul primo volume, Il gioco del trono. Da ottobre 2011 è stato pubblicato dalla Italycomics A Game of Thrones, un adattamento a fumetti in 24 episodi del romanzo, caratterizzato da una maggiore fedeltà ai nomi e ai termini originariamente usati da Martin e riportante il marchio HBO della serie televisiva.

QUARTA DI COPERTINA

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L’ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all’ultimo folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all’estremo Nord, la Barriera – una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei – sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l’inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre. Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”.

L’AUTORE

George Raymond Richard Martin (Bayonne, 20 settembre 1948) è uno scrittore di fantasy, di horror e di fantascienza statunitense.

È famoso soprattutto per il ciclo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco; ha lavorato inoltre come sceneggiatore e produttore. Le sue opere sono solitamente firmate come George R. R. Martin.

Nel 2005, Lev Grossman di Time ha definito Martin “il Tolkien americano”, ed è stato selezionato sempre dalla rivista Time come uno dei “2011 Time 100”, una lista delle 100 “persone più influenti del pianeta”.

Martin vive a Santa Fe (Nuovo Messico). È un membro del Science Fiction and Fantasy Writers of America (di cui è stato direttore regionale dal 1977 al 1979 e vicepresidente dal 1996 al 1998) e del Writers Guild of America.

Nel 1975 ricevette il primo importante riscontro: il suo Canzone per Lya conquistò il prestigioso Premio Hugo quale miglior racconto dell’anno. Martin tuttavia abbandonò solo nel 1979 la professione di insegnante per dedicarsi a tempo pieno alla carriera letteraria, dopo un anno in cui, nel ruolo di writer-in-residence al Clarke College, ricevette il Premio Hugo, il Premio Locus e il Premio Nebula per Re della sabbia nella categoria miglior racconto breve. Negli anni ottanta i romanzi e i racconti di Martin ricevettero ulteriori premi e segnalazioni. Tra di essi si distinguono in particolar modo i romanzi Il pianeta dei venti del 1980, Il battello del delirio del 1982, Armageddon Rag del 1983 e la lunga serie di Wild Cards (il primo volume è del 1986), un mondo condiviso di ambientazione supereroistica di cui Martin è sia curatore, sia autore di alcuni dei racconti.

La genesi di questa serie è molto particolare: Wild Cards, infatti, nacque in seguito a una serie di sessioni di gioco di ruolo di ambientazione supereroica, in cui Martin partecipa nel ruolo di narratore. Tuttora Martin è un appassionato giocatore di ruolo e ha affermato in diverse occasioni di continuare a giocare saltuariamente con il proprio gruppo. Ma, per quanto le sue opere abbiano suscitato ottime reazioni nella critica e tra gli appassionati del genere fantastico, Martin non riusciva a scatenare l’attenzione del grande pubblico: così nel 1986 decise di trasferirsi a Hollywood dove collaborò con la CBS per lo sviluppo di svariate serie per la TV.

In un primo momento lavorò come sceneggiatore per la serie Ai confini della realtà. Dopo alcuni episodi la CBS gli affidò la consulenza delle sceneggiature de La bella e la bestia, per cui lavorò fino al 1989 arrivando a ricoprire il ruolo di produttore della serie. Lavorò anche per la Columbia Pictures Television quale produttore esecutivo e sceneggiatore di Doorways, l’episodio pilota di una serie mai realizzata, filmato tra il 1991 e il 1992 e andato in onda nel 1993. In seguito abbandonò Hollywood per ritornare a dedicarsi a tempo pieno alla carriera letteraria, stanco delle restrizioni imposte al suo talento di scrittore dai meccanismi produttivi delle major.

STORIA DI EDITORIALE

Nell’estate del 1991 George R. R. Martin iniziò a scrivere un romanzo di fantascienza intitolato Avalon, ma dopo pochi capitoli viene colto da una visione improvvisa: un ragazzo che assiste alla decapitazione di un uomo e trova poi dei cuccioli di meta-lupo nella neve.

Lasciando da parte Avalon, Martin scrisse in pochi giorni quello che diventerà il primo capitolo de “Il gioco del trono” e maturò la convinzione che facesse parte di un racconto più ampio. Dopo aver scritto qualche capitolo supplementare, incominciò ad inquadrare meglio la storia e a tracciare mappe e genealogie. Tuttavia fu costretto ad interrompere per due anni la scrittura del romanzo, per dedicarsi al progetto della serie televisiva Doorways.

Dopo questo periodo di pausa Martin riprese la scrittura de “Il gioco del trono” e, nel 1994, consegnò al suo agente le prime 100 pagine del romanzo come parte di una saga intitolata Cronache del ghiaccio e del fuoco. Il manoscritto finito e revisionato era lungo 1088 pagine e venne pubblicato nell’agosto 1996 dalla Bantam Books. Robert Jordan, autore de La Ruota del Tempo, scrisse un messaggio promozionale per la copertina del volume, per aiutare ad assicurare il successo dell’opera. La novella Blood of the Dragon, che raggruppa i capitoli incentrati su Daenerys, venne pubblicata in anticipo sul romanzo, come operazione pubblicitaria, e ottenne il Premio Hugo per il miglior romanzo breve nel 1997.

Gli editori si aspettavano che “Il gioco del trono” sarebbe rapidamente diventato un best seller, ma il primo capitolo della serie non raggiunse neanche le ultime posizioni delle classifiche al momento dell’uscita. Tuttavia il romanzo raccolse gradualmente l’interesse dei lettori e la sua popolarità crebbe tramite un passaparola positivo, tanto che, complice anche il successo dei romanzi successivi della serie, nel 2010 Il gioco del trono aveva già raggiunto la 34ª ristampa, superando così il milione di copie vendute. L’edizione tascabile del romanzo risalì alla prima posizione della New York Times Best Seller list il 10 luglio 2011 in seguito alla diffusione della prima stagione della serie televisiva derivata.

Il gioco del trono venne acclamato dalla critica. Lauren K. Nathan della Associated Press scrisse che il libro «avvince il lettore già dalla prima pagina» ed è ambientato in un mondo fantasy “magnifico” che è «mistico, eppure credibile». Scrivendo per The Washington Post, John H. Riskind commentò che «molti fan di sword and sorcery apprezzeranno la portata epica di questo libro» ma ritenne che il romanzo «pecca di personaggi piatti e di immagini poco memorabili». Phyllis Eisenstein del Chicago Sun-Times affermò che nonostante il romanzo faccia ricorso a molti tòpoi tipici della letteratura fantasy, l’approccio di Martin è «così rinfrescantemente umano e intimo che li trascende». John Prior del San Diego Union-Tribune, invece, definì l’opera di Martin come «forte e fantasiosa, con abbondanza di intrighi bizantini e lotte dinastiche» e la paragonò a La Ruota del Tempo di Robert Jordan, «solo molto più dark, senza elementi comici o romantici per mitigare le nefandezze».

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