La Storia Infinita di Michael Ende

Tradotto in più di quaranta lingue, il romanzo ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo ed è diventato un classico della letteratura.

La maggior parte della storia si svolge a Fantàsia, un mondo fantastico minacciato dall’espansione di una forza misteriosa chiamata Nulla, che causa la sparizione di regioni sempre più estese del regno. Il coprotagonista è Atreiu, un coraggioso fanciullo che viene incaricato dall’Infanta Imperatrice di trovare una soluzione al problema di Fantàsia; il protagonista è invece un bambino del mondo reale, Bastiano Baldassarre Bucci, che, leggendo un libro sul Regno di Fantàsia, si ritrova progressivamente coinvolto negli eventi del racconto. Diventato anche lui parte di Fantàsia, Bastiano aiuta Atreiu nel tentativo di salvare il regno e dovrà infine trovare un modo per ritornare nel mondo reale.

QUARTA DI COPERTINA

Bastiano è un giovane goffo, e non è quel che si dice comunemente un “ragazzo sveglio”, ma la lettura (e il termine è improprio, perché egli passerà alternativamente dal ruolo di lettore a quello di personaggio e di protagonista) di questo libro lo farà cambiare e farà cambiare la Storia stessa. Gli farà capire che il “fa’ ciò che vuoi” che sta scritto sull’amuleto ricevuto in dono non significa “fa’ quel che ti pare”, ma esorta a seguire la volontà più profonda per trovare se stessi. Che è la strada più ardua del mon do. Il libro e Bastiano la percorreranno insieme, e il ragazzo attraverserà tutti i suoi desideri e passerà dalla goffaggine alla bellezza, alla forza, alla sapienza, al potere, fino a quando dovrà fermarsi.

L’AUTORE

Michael Andreas Helmuth Ende (Garmisch-Partenkirchen, 12 novembre 1929 – Stoccarda, 28 agosto 1995) è stato uno scrittore tedesco universalmente noto soprattutto per i romanzi Momo (del quale vi parlerò in un’altra occasione e che mi ha tormentato alle medie) e La storia infinita.

Il padre Edgar Ende aveva un’attività artistica inizialmente ben avviata, che però incontrò nel corso degli anni trenta diverse difficoltà, a causa dell’imporsi del regime nazista, finché, nel 1936, fu costretto a sospendere qualunque esposizione. L’anno successivo tutte le sue opere furono confiscate dalle autorità in quanto “arte degenerata” (“Entartete Kunst”). Gli anni precedenti la guerra furono per Michael anni di crescita e studio, funestati nel 1937 dalla morte di un suo intimo amico, Willie: sulla sua immagine lo scrittore modellò, in seguito, l’aspetto di Bastiano, il protagonista de La storia infinita. Nel 1941, una sospensione scolastica lo spinse a pensieri suicidi, che riuscì a superare. L’anno successivo Michael evitò fortunosamente l’ingresso nella Hitler Jugend.

Nel 1964 si sposò a Roma con Ingeborg Hoffmann. Nel 1965 suo padre morì per un attacco di cuore. Continuò a lavorare per il teatro, sinché, nel 1971, si spostò a Genzano di Roma. Erano questi gli anni in cui lavorava a Momo, che completò nel 1972. Tienemanns accettò di pubblicarlo dopo alcune esitazioni. L’edizione del libro era accompagnata da illustrazioni dello stesso autore. Nel 1974 il libro ricevette un premio tra la letteratura per adolescenti. Nel 1973 morì la madre di Michael.

Nel 1979 completò e pubblicò La storia infinita. L’enorme successo del libro e la gran quantità di premi ricevuti, con una conseguente riscoperta di Momo da parte di pubblico e critica, portarono a Michael grande notorietà, la quale, tuttavia, risultò troppo pesante per l’autore, che ne risentì fisicamente e mentalmente. Nel 1982 firmò il contratto per la versione cinematografica de La storia infinita. Apprese però solo in seguito delle enormi modifiche che produzione e regista volevano apportare alla storia, quando ormai era troppo tardi per opporsi. «Auguro la peste ai produttori. Mi hanno ingannato: quello che mi hanno fatto è una sozzura a livello umano, un tradimento a quello artistico» commentò dopo la prima. Il film venne proiettato nei cinema nel 1984, nonostante i tentativi dello scrittore per bloccarlo. Intentò una causa alla produzione perché fosse eliminato il suo nome dai titoli di testa, causa che, nel 1985, perse.

Nel 1983 completò Lo specchio nello specchio, raccolta di racconti cui stava lavorando da almeno dieci anni. Nel 1985 morì la moglie. Lo stesso anno Michael, dopo quattordici anni di vita in Italia, tornò in Germania. Nel 1986 venne completata la versione cinematografica di Momo, con la colonna sonora firmata da Angelo Branduardi (cui sarebbe seguita quella postuma a cartoni animati di Enzo D’Alò, Momo alla conquista del tempo con la colonna sonora di Gianna Nannini). Nel 1989 tornò in Giappone, dove sposò la sua seconda moglie, Mariko Sato. Nel 1992 cominciò ad accusare strani dolori allo stomaco, ma solo nel 1994 gli venne diagnosticato un cancro. Michael Ende morì alle 19:10 del 28 agosto 1995, all’età di 65 anni.

TEMI

La grande tematica sviluppata da Ende, cardine del libro “La storia infinita”, è il potere creativo assoluto della fantasia, matrice di tutte le storie possibili. La fantasia ora è una forma di salvezza da un mondo arido, divorato da un’economia impersonale e calcolistica (Momo); ora è una porta d’accesso quasi mistica a mondi ulteriori che vivono in simbiosi con la realtà, due lati di uno specchio che non possono fare a meno l’uno dell’altro; ora è una sorta di possessione allucinante, che dissolve la stessa realtà in un sogno tra i sogni, il mondo concreto inglobato dalla visione, ridotto solamente a una delle infinite storie possibili.

Così in Momo la fantasia è una sorta di elisir in grado di salvare il mondo, di insoffiare la vita in un tempo che rischia di divenire meccanico, morto. Così anche ne La storia infinita, dove tuttavia non è solo la fantasia (ipostatizzata nel regno chiamato appunto Fantàsia) ad essere minacciata dal nulla (nella prima parte del libro), ma è essa stessa a potersi trasformare in una minaccia, quando al servizio di un delirio egoico di onnipotenza (nella seconda parte del libro). Viene comunque confermato il suo valore creativo e di sana fuga da un mondo spesso difficile da vivere e, come tale, da ritrasformare, contro quanti, anche nel corso della storia della cultura, hanno invece ritenuto la fantasia stessa un fattore di irresponsabilità.

Rintracciabile in Ende è anche la tematica del nichilismo [senza fonte]: la perdita di speranza degli abitanti di Fantàsia (che si gettano nelle braccia del Nulla ne La Storia infinita) e il tecnicismo disumanizzante che ruba il tempo in Momo sono riferimenti alla temperie nichilistica, dove sia l’angoscia che la transumanità sono conseguenze chiave della perdita dei valori di riferimento. Lo scrittore tedesco sembrerebbe proporre come soluzione l’affidarsi alla fantasia, ma egli come il filosofo Heidegger è cosciente che per volontà non si possa superare il nichilismo, che trae il suo fondamento proprio nella volontà di potenza: per questo Bastiano, alla ricerca della propria volontà, rischia di rimanere prigioniero del romanzo.

Completamente diversa la questione ne “Lo specchio nello specchio” o “La prigione della libertà”, dove si palesa la lezione di Borges: la dialettica tra reale e irreale, tra sogno e veglia, è presentata come conflitto drammatico, angosciante, lacerante, solo a tratti sereno, tendente verso l’astratto, quasi una pulsione di morte nirvanica.

RADIO E AUDIOLIBRI

Nel 1980 la Phonogram produsse un radiodramma di circa tre ore che si mantiene molto fedele al romanzo di Ende, salvo essere riassunto per problemi di spazio su musicassetta. L’adattamento venne diretto da Anke Beckert, le musiche furono composte da Frank Duval, mentre come narratore fu scelto Harald Leipnitz. L’opera è stata pubblicata da Karusell in tre cassette e in seguito in tre CD della durata di circa 55 minuti con i sottotitoli Die große Suche (“La grande ricerca”), Das Zeichen der Kindlichen Kaiserin (“Il simbolo dell’Infanta Imperatrice”), Die Reise zum Elfenbeinturm (“Il viaggio alla Torre d’Avorio”). Una nuova versione in sei parti è stata trasmessa dal 7 novembre al 12 dicembre 2014 dalla Westdeutscher Rundfunk Köln e in seguito pubblicata su CD da Hörbuch Hamburg.

Nel 2007 l’etichetta Der Audio Verlag pubblicò Die unendliche Geschichte come audiolibro. L’opera, con una durata di 655 minuti e raccolta in nove CD, venne letta da Rufus Beck. Anche questo adattamento non è completo, anche se rispetto al radiodramma mancano solo poche scene e non intere sequenze. Una versione integrale del romanzo è stata pubblicata come audiolibro da Hörbuch Hamburg il 22 febbraio 2013, con Gert Heidenreich come narratore.

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TEATRO

Nel 1999 venne eseguito a Magdeburgo il balletto Die unendliche Geschichte von der Zerstörung und Rettung des Landes Phantasien con musica di Siegfried Matthus e direzione di Irene Schneider. Lo stesso compositore Siegfried Matthus si era assicurato da Ende i diritti per un adattamento operistico del romanzo, che debuttò il 10 aprile 2004 a Treviri e Weimar.

La grotta-teatro di Baumannshöhle nel comune di Oberharz am Brocken ha ospitato a partire dal 26 novembre 2005 una rappresentazione teatrale de La storia infinita. Il primo spettacolo all’aperto avvenne invece il 9 luglio 2011 a Korbach.

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6 risposte a "La Storia Infinita di Michael Ende"

  1. Invece a me hanno fatto vedere il film a scuola quando ancora facevo le elementari 😅 e solo molti anni dopo ho scoperto che era tratto da un romanzo 😢
    In compenso in prima media, sempre a scuola, mi hanno costretto 🤣 a leggere “Momo”🎉

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  2. L’ultima trasposizione cinematografica che mi ha enormemente deluso è stato “The Ender Game”.
    Alla fine l’autore del libro ha lavorato al film e mi aspettavo qualcosa di più bello.
    Pazienza 😅

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  3. Alcuni film sono comunque capolavori, ma se uno ha letto con passione un libro la trasposizione cinematografica rimane una delusione. Perché è un’altra cosa e probabilmente il confronto è inopportuno, forse andrebbero goduti come due cose che camminano su binari paralleli senza incontrarsi mai

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