Anima Sintetica lo spin-off di Terra 2486

Qualche mese fa ho pubblicato lo Spin-Off del romanzo “Terra 2486” e si intitola ANIMA SINTETICA.
Il libro è un approfondimento delle storie di due personaggi che saranno molto importanti per l’intero Ciclo che sarà composto da tre volumi.

Vi lascio con la quarta di copertina e un piccolo estratto del romanzo.

Grazie per il tempo che mi dedicherete e buona lettura !!!

QUARTA DI COPERTINA
«Quello che avverrà, sarà determinato da quello che è accaduto. Quello che era destinato, si ripeterà come in un ciclo». (Zecharia Sitchin)
Grazie alla tecnologia aliena di cui sono entrati in possesso, gli abitanti di Akgua sono convinti di poter vincere la guerra; se poi riuscissero a dare un’anima a quella macchina, potrebbero addirittura conquistare l’intero universo.
Gli inconsapevoli protagonisti di questa avventura si troveranno a fare i conti con pericolosi controllori del tempo e antiche civiltà perdute che cercheranno di reclamare la loro sovranità.
Sarà possibile cambiare il futuro intervenendo nel passato o il fiume degli eventi continuerà a scorrere sempre nella stessa direzione?
Per Blue e Alkita tutto questo non sembra fare alcuna differenza.
CAPITOLO III
Sullo schermo della plancia comparvero le immagini richieste. Era una piccola scialuppa di salvataggio, a prima vista, messa piuttosto male. Perdeva ossigeno da un buco nello scafo.
«Signore, ci hanno inviato un codice criptato… sembra trattarsi di un nostro agente dei servizi segreti».
«A giudicare dallo stato della navetta, non credo che riuscirà ad atterrare nel nostro hangar… attivate il sistema automatico di attracco, hangar 5. Serghey, seguimi, andiamo a vedere chi c’è nella scialuppa, facci raggiungere anche da altri due dei tuoi» ordinò Steisy.
Serghey era il tenente comandante addetto alla sicurezza della nave. Era anche l’unico che avesse il permesso di girare armato per i corridoi della Niug.
Arrivarono nell’hangar 5 una manciata di secondi prima che la navetta iniziasse la fase di atterraggio. Il piccolo scafo aveva innumerevoli bruciature dovute ai colpi di laser ricevuti. Sembrava intatto per miracolo. Completata la manovra di atterraggio, il portellone della scialuppa si aprì, ma non uscì nessuno.
«Serghey, seguimi» ordinò Steisy.
I quattro, con molta circospezione, entrarono nella navetta.
«C’è una donna stesa a terra, signore. Sembra gravemente ferita» urlò uno degli uomini della sicurezza.
Il comandante si avvicinò per vedere di chi si trattasse.
«Presto, dite al dottore di portare l’unità di stasi» urlò, sconvolta, il comandante.
Si inginocchiò accanto alla ragazza; con molta delicatezza, le scostò i capelli, che le ricoprivano il viso, e la riconobbe.
«Nika, cosa ti è successo? Chi è stato a ridurti così?» sussurrò Steisy.
«La conosce, signore?» chiese, perplesso, Serghey.
«Sì, sì. Abbiamo portato a termine diverse missioni insieme. È una degli agenti più validi che abbiamo… non conosco nessuno che avrebbe potuto ridurla così».
Un urlo interruppe il breve momento di silenzio.
«Sono tornati! Sono tornati!» urlò Nika spalancando di colpo gli occhi. Sembrava non vedesse nessuno dei presenti; fissava inebetita il vuoto davanti a sé.

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